– E quindi lui adesso vivrà qui con noi? – chiese guardando il figlio la moglie, seduti insieme a tavola…

«E quindi lui adesso vivrà qui con noi?» chiese sottovoce Igorina a suo marito, mentre fissava la figlia…

Antonella Bellini tornò a casa e restò sorpresa nel vedere la figlia. Raffaella da due anni viveva con suo marito in un appartamento nel centro di Firenze, e si vedevano di solito solo nei weekend, per un caffè veloce e due chiacchiere. Eppure era solo giovedì.
Che è successo? domandò Antonella, senza fare alcun saluto.
Ma non sei felice di vedermi? azzardò Raffaella, provando a sorridere, ma Antonella la gelò con uno sguardo severo. Ho lasciato Matteo.

Che vuol dire che lhai lasciato? incalzò Antonella, stringendo le labbra.
Aveva il carattere forte, per nulla incline alle battute; il lavoro nel carcere minorile la aveva resa burbera e schietta.
Eh abbiamo litigato, mormorò Raffaella, facendo capire che preferiva non parlarne.
E quindi? Antonella la fissò dritta negli occhi. Tornerai ogni volta che litighi con tuo marito?
Stiamo divorziando! sbottò Raffaella.
Antonella non smise di scrutarla; quel silenzio chiamava spiegazioni. Raffaella sospirò:
Vuole che io faccia ancora più faccende domestiche. Ma io torno dal lavoro già sfinita.

E ti si sono spezzate le braccia a dare una mano in casa? sbottò sua madre.
Anche lui me lo ha detto. Ma io penso che la donna debba occuparsi della casa, la famiglia Antonio diceva così!
E queste sciocchezze da dove le hai prese? sbottò Antonella, ormai snervata.
Era sfatta dal turno, desiderava solo una doccia, cena in pace con il marito, e ora si ritrovava alle prese con dogmi che le sembravano medioevali. Lei e suo marito erano sempre stati complici: lavoro condiviso, pulizie condivise, figli cresciuti insieme. Nessuno mai aveva diviso i compiti così rigidamente. Adesso, la figlia si era impuntata su chi è uomo e chi è donna come se fosse un rito diniziazione.
Rispondimi! gridò Antonella, con voce tale che fosse stata la figlia un po’ più giovane avrebbe fatto fatica a trattenersi. Dove hai imparato queste sciocchezze? Dividi i compiti! E cosa sei, cacciatrice di mammut? Lavorate entrambi, siete entrambi sostentamento per la famiglia. Quindi, anche le faccende vanno divise. Oppure hai proposto a lui di lasciare il lavoro per diventare casalingo? No? Allora smettila! Ma tu hai mai visto me e tuo padre litigare per le pulizie? No, perché abbiamo abbastanza cervello per tirare il carro insieme.

Proprio in quel momento entrò il padre dal lavoro, sacchetti della spesa in mano; vedendo la figlia, alzò un sopracciglio:
È successo qualcosa?
«Fanno le stesse domande», pensò Raffaella, e ad alta voce disse:
Sto divorziando da Matteo.

Questa è una sciocchezza, rispose secco il padre, portando la borsa in cucina.
Antonio, nostra figlia ha preso una cantonata, comunicò Antonella, raccontando la causa della lite.
Quindi lei vivrà qui ora? domandò Antonio, rivolto alla moglie, poi alla figlia:
Ma lo sai che coniugi viene da coniuge, che a sua volta significa tirare insieme il carro? Vuol dire che avete la responsabilità di portare avanti la famiglia in due. Se uno si rifiuta, laltro deve fare il doppio. E alla fine, si rompe tutto: o il carro si spezza, o uno di voi crolla.

Raffaella rimase a riflettere, ferita ma sconcertata anche dalla reazione dei genitori: invece di sostenerla, sembravano schierati contro di lei. Antonio scaricava la spesa, mentre Antonella ordinava i barattoli nella dispensa. Tutto nei loro gesti diceva che non avevano intenzione di compatirla.
Raffaella guardava la loro semplice armonia, senza capire come due persone così toste, nella quotidianità diventassero tenerissimi insieme.
Che stai qui impalata? Va a fare pace con tuo marito! le ordinò il padre. E lasciati alle spalle queste storie di chi deve cosa! Dovete sostenervi e aiutarvi, tutto il resto non conta! Su, vai, noi abbiamo da fare.

Raffaella uscì dalla casa sconvolta: non era l’accoglienza che si aspettava. Ma si rese conto che la rabbia verso Matteo si era sciolta, e capì che aveva anche lei un torto; la lite era nata dal nulla. Una sola cosa adesso le era chiara: voleva costruire una famiglia felice come quella dei suoi.

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– E quindi lui adesso vivrà qui con noi? – chiese guardando il figlio la moglie, seduti insieme a tavola…