La lettera smarrita: una fredda serata d’inverno, il piccolo Alessandro perde la sua richiesta per Babbo Natale—e un incontro casuale dona speranza, solidarietà e un Natale indimenticabile a una famiglia italiana coraggiosa

Lettera

Stavo tornando a casa dal lavoro, e sotto le scarpe la neve scricchiolava piacevolmente; non so perché, ma mi veniva in mente linfanzia. A scivolare giù per la discesa con la cartella sotto il sedere, le battaglie di palle di neve, a mangiare le stalattiti di ghiaccio bei tempi, quelli, davvero doro.

A un certo punto ho sentito piangere un bambino. Mi sono guardato attorno e ho visto sulla panchina un ragazzino con un cappotto marrone e un berretto grigio, avrà avuto, boh, otto anni. Piangeva a dirotto, le lacrime scorrevano sulle guance tutte arrossate.

Mi sono avvicinato piano.
Ehi, campione, che succede? Ti sei perso?
Ho perso la lettera Lavevo in tasca, e non so come, non cè più e giù a piangere ancora più forte.
Dai, non piangere, la cerchiamo insieme! Che lettera era? Te lha data la mamma per la posta?
Lho scritta io A Babbo Natale. Mamma non lo sa
Accidenti Beh, dai, ne scriviamo unaltra!
Ma ormai non fa in tempo ad arrivare
Senti, ascolta me: corri a casa che si sta facendo buio. Io provo a cercarla, ok?
Va bene Ma se la trova la spedisce lei, davvero?
Ma certo che sì, te lo prometto! Babbo Natale lo sa sempre, quello che i bambini gli scrivono. E se anche non la trovo, vedrai che un pensierino te lo porta lo stesso
Lui si è asciugato la faccia col cappotto e poi via, è scappato a casa.

Poverino, ci era rimasto proprio male. Chissà cosa caveva scritto dentro, cosa sperava.

Mi è venuto da sorridere, pensando a quando da piccolo trovavo i regali sotto lalbero credendo davvero che Babbo Natale avesse letto la mia lettera. Quanto tempo è passato Tra poco anche mio figlio vorrà scrivere la sua, adesso ha solo quattro anni, troppo piccolo.

Intanto camminavo guardando per terra, sperando di vedere qualcosa. Ma niente, davvero un peccato per quel ragazzino, ci teneva di sicuro.

Poi a un tratto, ecco, vedo spuntare un angolino di busta da una montagnetta di neve. Con un colpo tirato fuori era proprio lei!
Il foglio era un po umido, allora ho fatto attenzione a riporlo nella borsa senza rovinarlo.

Arrivato a casa cera mia moglie, Claudia, che stava preparando la cena; nostro figlio Matteo era per terra circondato da macchinine. Amo la mia famiglia e tornare nella nostra casa accogliente è sempre una gioia.

Cla, ti racconto: stavo tornando prima, e trovo su una panchina questo bambino che piangeva disperato. Aveva perso la lettera a Babbo Natale. E io lho trovata! Dai, vediamo cosa cè scritto dentro

Ho tirato fuori la busta, cera scritto in stampatello A Babbo Natale, da Riccardo Bernardi.

Che dici, la apriamo? Sono curioso di sapere cosa ha chiesto
Certo, tanto questa busta dalla posta non sarebbe mai partita davvero
Lho aperta con cura. Dentro cera un foglio a quadretti, piegato in due. Ho iniziato a leggere a voce alta:

Caro Babbo Natale,
Ti scrive Riccardo Bernardi, abito via Garibaldi 26. Ho nove anni e sono in terza elementare. Mi piace giocare a calcio e correre con gli amici.
Vivo con la mia mamma Alessandra e con la nonna Lucia. Da poco ci hanno dato una casa vecchia dove ci hanno accolti delle persone gentili.
Prima abitavamo con papà in unaltra città. Papà beveva vino e poi picchiava la mamma. A volte anche a me. Mamma, e la nonna Lucia (che è la mamma di papà), piangevano sempre, anchio piangevo con loro. Stavamo male. Siamo scappati via e abbiamo portato la nonna con noi.
Babbo Natale, vorrei chiederti di aiutare mamma a trovare un nuovo lavoro. Fa le pulizie, ma la schiena le fa male e non dovrebbe piegarsi. Poi vorrei che le regalassi un vestito nuovo, perché il suo si è rotto. La mamma è alta e snella. Ed è davvero bella!
Per la nonna, se puoi, porta delle medicine per le ginocchia, che le fanno male. Fa fatica a camminare, anche se non è così anziana. E poi vorrebbe tanto un accappatoio bello caldo, perché sente sempre freddo. La nonna è piccina e magra.
Io vorrei solo un bellalbero di Natale, con le luci e tante decorazioni. Una volta la mamma lo metteva sempre e facevamo festa. Fino a quando papà non si ubriacava e lo buttava giù
Ti aspetto, caro Babbo Natale.
Riccardo Bernardi.

Ho finito di leggere e sono rimasto senza parole, mentre negli occhi di Claudia brillavano lucciconi.

Mamma mia, che storia povero bambino. Sono scappati dal padre violento, adesso faranno fatica anche solo ad arrivare a fine mese E pensa che di cose per sé, a parte lalbero, non ha chiesto niente. Solo per la mamma e per la nonna.
Si vede che hanno sofferto E la mamma si è portata via la suocera, grande donna davvero. Senti, ma se gli facessimo trovare un po di magia? Che ne dici, Cla?
Sarebbe bellissimo, davvero. Da piccola anchio ho vissuto una situazione simile Lo sai quanto era tremendo quando mio padre alzava le mani, e mia madre non è mai riuscita ad andare via davvero Fino a quando papà non è mancato, niente è cambiato.
Sai che alla mia ditta cercano una segretaria? Potrei proporre la cosa ad Alessandra. Lo stipendio è buono, e non dovrebbe più stare piegata per terra mi è venuto in mente a un tratto.
Dai, chiediamo ai nostri amici, i Ferri, se ci prestano i vestiti da Babbo Natale e aiutante, e andiamo da questo Riccardo! Così lo facciamo credere che i miracoli esistono, e organizziamo una festa davvero! Io posso comprare le medicine anti-artrosi per la nonna, quelle che prendeva anche la mia mamma, tanto sono più o meno tutte uguali. E anche laccappatoio per la nonna, e un bel vestito per la mamma. Secondo me, di taglia assomiglia a me, da come Riccardo lha descritta. Prendo qualcosa di semplice ma carino; con i saldi adesso, si trovano cose belle senza svenarsi.
Per fortuna abbiamo qualche euro da parte. Se non facciamo noi una cosa buona ogni tanto, chi altro?
Certo che sì, sei sempre la mia perla di bontà, Cla
Lho stretta forte. È cavolo, che bello quando le idee sono le stesse, e ci si capisce sempre al volo.

Il giorno dopo Claudia è andata a prendere un vestito semplice ma elegante, verde scuro; un accappatoio rosa soffice, le pastiglie per la nonna, un pacchettone di cioccolatini, mandarini, e tante decorazioni per lalbero. Io invece ho pensato che magari Riccardo non avesse il telefono, così ho preso uno smartphone economico. Abbiamo chiesto agli amici un costume da Babbo Natale e uno da aiutante, e abbiamo caricato la macchina con un piccolo abete, uno per Riccardo e uno per noi.

Ci siamo travestiti, infilato tutto in un bel sacco rosso, caricato lalbero, e partiti per via Garibaldi 26. Matteo labbiamo lasciato a casa dei nonni.

La casa era proprio vecchia e il cancello tutto storto. Ma dentro si vedeva una luce dalla finestra.

Io ho preso lalberello, Claudia il sacco, e ci siamo avvicinati alla porta in silenzio, bussando piano.
Chi è? ad aprire è venuta una donna alta, bionda, avrà avuto trentacinque anni. Doveva essere Alessandra, la mamma.
Quando ci ha visto si è bloccata, imbarazzata:
Oddio, non sapevamo ci fosse questa sorpresa Sicuri sia la casa giusta?
Qui abita Riccardo Bernardi?
Sì, è mio figlio
Mamma, chi cè? Riccardo, in tuta, è corso in corridoio.
Babbo Natale!
Ciao Riccardo! Ho ricevuto la tua lettera, ed ecco che siamo qui insieme con la mia aiutante! Ci vuoi far entrare?
Mamma, hai visto? Ti avevo detto che la lettera arrivava! Quel signore lha trovata e spedita! Dai entrate! ha gridato tutto contento.

Alessandra si è fatta da parte e siamo entrati. Dal soggiorno è uscita la nonna, minuta, con le mani segnate. Quando Riccardo ha visto lalbero, aveva gli occhi che brillavano.
È nostro? Quanto è bello, e profuma di Natale
Certo Riccardo! A Natale ogni bambino dovrebbe avere un vero alberello tutto da decorare. Ecco qui anche le palline e le luci! Ma ora, come vuole Babbo Natale, vorrei sentirti cantare qualcosa
Io intanto facevo la voce roca come me la immaginavo facesse Babbo Natale.

Riccardo era talmente emozionato che quasi non riusciva a parlare, sorrideva solo e guardava entusiasta quel costume rosso, la barba bianca, la voce misteriosa.

Ti conosco, sai Riccardo? Mi hanno detto che sei un bravo bambino, vuoi bene alla mamma e alla nonna e ti impegni a scuola.
E dunque, i regali li meriti davvero! Prendi tu il sacco, e pesca dentro quello che vuoi

Riccardo ha guardato la mamma per avere conferma, lei ha annuito sorridendo.
Lui, timido, ha sciolto il nastro e infilato la mano. Laccappatoio rosa per la nonna, con un bel fiocco rosso. Glielha porto con orgoglio.
Nonna, per te! È quello che ho chiesto nella lettera!
Ma davvero? la nonna sorpresa lo ha indossato subito. Le stava a pennello.
Grazie di cuore, Babbo Natale e aiutante! Non ho mai avuto un accappatoio così caldo

Poi Riccardo ha passato il vestito nuovo alla mamma, le pillole alla nonna. Restavano i cioccolatini, i mandarini e sopra, una scatolina con dentro il telefono.
Per me? Un cellulare tutto mio? Non ci posso credere! Babbo Natale, sei il migliore! Grazie, davvero Lo sapevo che esisti ha urlato Riccardo, tra le lacrime di gioia.

Tanto affetto e felicità alla vostra famiglia! abbiamo detto io e Claudia, pronti a rimetterci il cappotto e uscire.
Riccardo guardava il suo nuovo telefono con gli occhi ancora pieni di incredulità.

Poi Alessandra e la nonna sono venute sulluscio.
Posso chiedervi chi siete? Come conoscete Riccardo?
Ho trovato la vostra lettera per caso. Con mia moglie abbiamo pensato di fare una piccola magia al vostro bambino. Avete proprio un bel figlio.
Prenda, qui cè la lettera di Riccardo, e anche il mio biglietto da visita. Alla mia azienda cerchiamo una persona affidabile, e magari per lei va bene. Mi faccia sapere
Grazie, davvero Non ci aspettavamo una sorpresa così grande. Riccardo è impazzito dalla gioia
Abbiamo salutato e ci siamo avviati verso casa, in silenzio, con il cuore pieno. Fare un regalo, donare un sorriso a chi ne ha davvero bisogno, a volte rende molto più felici che ricevere qualcosa.

E dei soldi spesi per i regali, non ci è dispiaciuto nemmeno un euro. I soldi li guadagni di nuovo: le emozioni e la gioia negli occhi dei bambini, invece, non hanno prezzo.

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