Fate scendere la nonna alla prossima fermata. Blocca il passaggio, dai!
Quel vecchio tram cigolava da tutte le parti, come un animale stanco che si trascina per un altro giorno di lavoro. Era mattina presto e la gente si accalcava, occhi incollati ai telefoni, volti tesi, ciascuno nel suo affanno.
Alla terza fermata è salita la vecchietta.
Bassa, con un cappotto consunto e una borsa di stoffa rammendata, ha fatto un passo incerto e si è fermata. Il tram è ripartito di scatto e lei ha perso un po lequilibrio. Si è aggrappata con tutte e due le mani al corrimano, come fosse lunica cosa sicura rimasta al mondo.
Si sposti, signora! ha brontolato qualcuno da dietro.
La vecchietta non ha risposto.
Ha fatto un altro passo. Poi ancora uno.
La borsa le pendeva pesante dalla mano. Dentro si intravedeva la crosta di un pane e una bottiglia di latte. Nientaltro.
Arrivata vicino a un posto, si è fermata ansimando. Ha alzato lo sguardo attorno. Tutti i posti erano occupati. Un ragazzo con le cuffie, una donna elegante, un uomo in giacca e cravatta col portatile sulle ginocchia.
Scusatemi lasciatemi solo riposare un attimo, ha sussurrato piano.
Nessuno si è mosso.
Il tram ha frenato ancora. Lei ha vacillato e si è sorretta allo schienale di un sedile. La donna seduta lì si è girata stizzita.
Ma stia attenta! Mi ha sporcato il cappotto!
La vecchietta ha abbassato lo sguardo.
Mi scusi
Il conducente, un ragazzo sui trentanni, lha guardata dalla cabina e ha urlato:
Signora, non stia in mezzo al corridoio! Ostacola il passaggio!
Lei ha annuito piano.
Scendo alla prossima
Meglio che scenda subito! ha detto qualcuno ad alta voce.
Sì, ma non si vede che è pieno qui dentro? ha rincarato un altro.
Il tram si è riempito di bisbigli.
Ma perché escono ancora questi vecchi?
Non hanno nessuno a cui stare dietro?
Sono solo guai, questi
Lei non ha detto nulla. Si è avvicinata lentamente alla porta. Il tram si è fermato tra due fermate, al semaforo.
Ed è successo qualcosa.
La porta davanti si è aperta allimprovviso e un controllore è salito rapidamente. Guardando intorno, ha visto la vecchietta appoggiata vicino alla porta e si è bloccato.
Mamma?
Un silenzio pesante.
Lui si è precipitato verso di lei.
Mamma, che ci fai qui? Perché non mi hai chiamato?
Lei ha alzato lo sguardo, sorpresa.
Volevo andare al cimitero oggi è lanniversario di papà. Non volevo disturbare nessuno.
Il controllore ha deglutito a fatica.
Ma da quando prendi il tram da sola?
Da quando non voglio più essere un peso.
Nel tram si sentiva solo il rumore sommesso del motore.
Il controllore si è girato verso i passeggeri.
Lo sapete cosa faceva questa donna trentanni fa?
Si alzava alle quattro del mattino per prepararmi da mangiare.
Mi ha sostenuto a scuola.
Mi accompagnava dal medico tenendomi per mano.
E oggi le si dice che dà fastidio.
Nessuno ha detto più una parola.
Luomo elegante si è alzato per primo.
Si sieda qui, signora.
Poi anche un altro. E un altro ancora.
La vecchietta si è seduta piano, gli occhi lucidi.
Non dovevate non volevo creare disagio
Il controllore le ha preso la borsa.
Mamma tu non sei mai stata di peso a nessuno.
Siamo noi che ci dimentichiamo chi ci ha sostenuti.
Il tram ha ripreso la corsa.
E le persone, con lo sguardo abbassato, sono rimaste con un pensiero amaro:
che, un giorno, ognuno di noi sarà in più per qualcuno.
Se anche tu hai mai visto qualcuno umiliato solo perché è anziano, raccontalo nei commenti.
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