Mio marito mi ha costretta a organizzare la sua serata tra amici pur indossando il collare cervicale – poi sua madre è intervenuta a sorpresa

Mio marito mi ha costretta a ospitare la sua serata con gli amici mentre portavo un collare cervicale poi è arrivata sua madre.

Mio marito mi ha mandata in ospedale in seguito a un incidente, poi ha provato pure a ricattarmi con i soldi. È servita la suocera per mettere tutto in chiaro.

Sono una neomamma di 33 anni e da qualche settimana giro per casa con un collare cervicale, perché mio marito, Matteo (34 anni), non ha saputo resistere alla tentazione di scorrere Instagram al semaforo invece di guardare la strada. Oggi lui minaccia di tagliarmi i fondi proprio mentre sto cercando di rimettermi in sesto. Mi sembrava di essere intrappolata in una puntata particolarmente brutta di una fiction televisiva, finché in famiglia non si è smosso qualcosa.

Abbiamo una bambina di sei mesi, Giada. Due settimane fa stavamo tornando a casa dal pediatra. Giada piangeva e io mi sono girata a metà verso il seggiolino per ridarle il ciuccio. Matteo avrebbe dovuto guidare, ma il suo telefono illuminava il portabicchieri mentre rideva guardando i reel, una mano sul volante e laltra a digitare.

Ricordo solo che gli ho detto: Oh, cambia il semaforo. Il resto è un misto di sensazioni: il corpo che vola in avanti, la testa strattonata di lato, un dolore accecante che dal collo mi scende fino alla spalla. In pronto soccorso, la diagnosi è arrivata come una verdura bollita: forte tensione cervicale e sofferenza ai nervi. Risultato? Collare e divieto di sollevare o piegarmi per settimane, magari mesi.

Lui non ci sente
Io sono sempre stata indipendente, lavoro nel marketing e ho i miei risparmi. Ora, di punto in bianco, neanche più riesco a farmi lo shampoo, tenere in braccio mia figlia o togliermi le scarpe da sola. Le prime quarantottore Matteo si è comportato benino, anche se si lamentava più di me dei pannolini. Poi è arrivato il suo compleanno.

Di solito organizzavo tutto io, perfino il menù antipasti. Questanno ero sicura che avremmo annullato tutto. Invece Matteo entra tranquillo in cucina e mi gira la sentenza: Venerdì vengono i ragazzi a casa. Serata giochi. Li ho già avvisati. Quando gli ho fatto notare che non potevo certo fare la padrona di casa, ha sbuffato come se gli avessi rigato la macchina nuova.

Se non organizzi tu, ha detto gelido, dimentica i soldi. Non ti passo nulla per stare qui a fare niente. Quelle parole hanno fatto più male di tutto il resto. Lavevamo deciso insieme che mi fermavo sei mesi con Giada; i soldi erano nostri, ma allimprovviso erano suoi e io diventata una coinquilina scansafatiche.

Festa pagata col fondo emergenze
Temendo che mi bloccasse il conto, ho fatto quello che dovevo. Con gli ultimi spiccioli messi da parte prima del matrimonio, ho ingaggiato una ditta per le pulizie e ordinato cibo e vino per 550 euro. Il fondo emergenze che doveva servirmi nei momenti difficili se nè andato in arrosticini e prosecco, perché il mio dolore, si vede, non rientrava nella categoria emergenza per Matteo.

La casa venerdì sera sembrava quella di una pubblicità. Matteo mi ha dato una pacca sul fianco, come si fa con la collaboratrice domestica: Hai visto? Non è stato così difficile. Hanno iniziato il casino coi giochi da tavolo mentre io cercavo di cambiare posizione sul divano senza piangere. Poi lho sentito con gli amici: È in maternità, si rilassa tutto il giorno col bebè.

Colpo di scena
A un tratto il campanello. Matteo si alza infastidito, pensando sia il corriere della pizza, invece rimane di sasso. Sulla porta, sua mamma, Lucia. Gli occhi si posano sulle bottiglie, i cartoni, me imbalsamata nel collare, il baby monitor che lampeggia come un semaforo.

Vieni con me. Ora. La voce di Lucia fredda come un gelato al pistacchio. Gli amici zittiti in un attimo. Lei entra, saluta educatamente: Signori, godetevi la serata. Mio figlio se ne va.

Matteo inizia a protestare: Ma è il mio compleanno Lucia lo zittisce: Questa casa te lho aiutata io a comprare. Hai minacciato tua moglie ferita! di tenerla senza soldi perché tu stavi su Instagram al volante. O impari a fare il marito, o ti prendi una stanza in affitto da me. Stanotte dormi da me e rifletti su che uomo vuoi essere.

Il riposo della guerriera
Gli amici? Scappati peggio dei piccioni durante i botti di Capodanno. Matteo se nè andato a testa bassa, senza parlare. Lucia è rimasta, si è seduta con me, mi ha lasciata piangere quanto volevo. Dovevi chiamarmi già il primo giorno mi ha detto. Poi ha rimesso a posto casa e mi ha promesso che non sarei rimasta sola nemmeno un giorno.

Ora Matteo vive da sua madre. Piange, si scusa, fa scena che manco a Sanremo. Ammette dessere stato insensibile ed egoista. Non so se il matrimonio si salverà, ma ora so che mi servono tempo, terapia e soprattutto un marito che mi veda come una compagna, non come la colf con linvalidità civile.

Quando il karma finalmente ha bussato alla porta, lo ha fatto indossando il foulard di Lucia, dicendo: Tua moglie resta. Tu, invece, vedi tu dove vuoi andare a dormire.E io, per la prima volta dopo tanto tempo, mi sono sentita leggera. Mi sono addormentata abbracciata a Giada, cullata dal silenzio e dalla pentola di brodo che Lucia aveva messo sul fuoco per il giorno dopo.

Non so che strade prenderemo io e Matteo, ma so che merito rispetto, e che non devo più lottare da sola. Dalla cucina è arrivato il profumo di rosmarino e limone, quello delle domeniche in famiglia, tempo fa. Ho chiuso gli occhi e, per qualche ora, il dolore era sparito.

Forse non posso ancora togliere il collare, ma lentamente mi sto togliendo di dosso il peso che non era il mio. La notte è stata lunga e piena di pensieri, ma allalba, con la prima luce sul viso di mia figlia, ho capito che ogni tanto anche le madri possono lasciarsi salvare.

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