Nessun Rimorso: La Lotta per Riconquistare Ciò che è Perdito

Niente da restituire

Io avevo una rete di gioiellerie a Roma, ereditata dal padre che mi aveva aiutato a costruire il business. A quarantanni, Ginevra era una donna daffari stabile, appariva ai cocktail mondani, compariva sulle copertine delle riviste patinate e conosceva le celebrità della capoluogo: attori, cantanti, avvocati

Allevava suo figlio Marco. In sintesi, tutto era sotto controllo. Lunica cosa che mancava nella vita di Ginevra era lamore. Nonostante lappartamento di cinque locali fosse lussuoso, si sentiva terribilmente sola. E tutto avrebbe potuto andare diversamente

Da bambina, Ginevra viveva in un paesino di provincia, a Bergamo, con la nonna. I genitori si erano trasferiti a Roma quando Ginevra non aveva ancora sette anni, accettando un contratto di lavoro. La figlia fu affidata alle cure della nonna, che la adorava e non si aspettava nulla in cambio.

Quando Ginevra crebbe, si innamorò del compagno di classe Alessandro. Lui ricambiò i sentimenti; entrambi avevano sedici anni. La nonna, che aveva cresciuto cinque figli, non diede peso a quel primo amore. «Chi non si è innamorato a sedici anni? È solo ladolescenza che corre come un fiume in piena», sbuffò la donna anziana, ma col tempo Ginevra e Alessandro si persero luno nellaltro. Dopo il liceo, entrarono alluniversità. Al primo semestre Ginevra disse ad Alessandro: «Preparati a diventare padre».

Lui sorrise: «Sempre pronto!». Prima di un mese, Ginevra ritirò i documenti dalluniversità e tornò a Roma da sua madre. Alessandro rimase perplesso e si rivolse alla nonna di Ginevra. «Che farai, ragazzo? Nutrire un bambino con i libri? Lamore è amore, ma un figlio non è un giocattolo!», spiegò la nonna. Alessandro scrisse una lettera a Ginevra; lei rispose: «Vieni». Senza esitare, partì per Roma. La porta aprì la madre di Ginevra, la signora Anna.

«Buongiorno, sono Alessandro, sono venuto a vedere Ginevra», disse. Anna lo fece entrare e lo condusse in cucina. Alessandro si rese conto che non era stato invitato nella stanza da letto; Ginevra non era in casa.

«Ascolta, giovane, ti chiedo di lasciare in pace la nostra famiglia. Dimentica Ginevra», iniziò Anna, ma poi si fermò. Alessandro chiese: «Posso aspettare Ginevra?» Anna rispose: «No, è in un centro termale, tornerà tra due settimane. Hai già fatto tutto quello che potevi, adesso risolviamo noi». Alessandro rimase lì come un chiodo piantato, mentre Anna si alzava dal seggio, invitandolo a concludere quella lezione morale.

Uscì, si sedette su una panchina davanti alledificio, poi si diresse alla stazione. Il nome Ginevra rimase per Alessandro una stella guida, come il significato latino di quel nome, stellare. Tornato a casa, si immerse negli studi, senza sapere se doveva lottare per Ginevra, dimenticarla o ricominciare da capo.

Alessandro tornò a Roma quando Ginevra partorì Marco. Provò a parlare con la suocera, Anna, e portò dei regali per il neonato. Come si suol dire, «Non si risparmia il burro per fare la polenta». Però Anna lo respinse, dicendo: «Non ci servono i tuoi regali. Cresceremo Marco senza di te! Non possiamo permettere a nostra figlia di passare dal gelato allacqua di sorgente. Occupati della tua vita». Alessandro tornò a casa con le ali abbattute. Un suo amico, per fargli compagnia, gli sussurrò: «Attento al suocero ricco come un demone con le corna».

Il dolore di Alessandro per Ginevra non svanì, ma il tempo scivolava via. Venne una giovane di nome Milena, che lo amò sinceramente. Nacque loro una figlia, Giulia. Nei primi anni di matrimonio Alessandro accolse solo lamore di Milena. Prima del matrimonio, avvertì la sposa che aveva sognato unaltra: «Ti ho cercata in unaltra», disse. Milena rispose con amarezza: «Le tue parole sono dure, ma sopravviverò e ti riconquisterò. Il nostro amore basterà per entrambi».

Alessandro divenne sindaco del suo paese. Ginevra rimase sempre nel suo cuore. Con il tempo ristabilì i contatti: visitò Roma, incontrò il figlio Marco ormai cresciuto. Ginevra si risposò; il nuovo marito le andò molto bene con Anna, che laveva persino scelta per sua figlia.

Cinque anni dopo, Ginevra, dopo aver vissuto a Londra con il marito, decise di tornare in Italia, desiderando la solitudine. Quando Marco compì quattordici anni, emersero problemi adolescenziali. «Alessandro, tuo figlio è incontrollabile! Vieni! Aiutaci!», urlò al telefono Ginevra. Alessandro lasciò tutto e corse a Roma per salvare la donna che amava.

Milena, vedendo partire il marito, si sedette alla finestra e pianse. Dopo anni di vita insieme, era abituata alle telefonate notturne di Ginevra. Alessandro si alzava di soprassalto, correva al bagno e sussurrava qualcosa a Ginevra. Milena accettava il ruolo secondario nella vita di suo marito, senza sapere se il suo sacrificio fosse apprezzato. Il suo cuore non aveva una finestra da aprire, ma spesso vi si posava una nube di confusione.

Quando Alessandro tornava da Roma, Milena provava una gioia femminile; il suo animo brillava perché il marito era con lei, e così si sentiva al culmine della felicità. Si sforzava di essere la moglie ideale, desiderando aprire una fortezza con una chiave doro, cancellare il dolore, asciugare le lacrime amare e tacere quando il marito le portava un gigantesco orsetto di peluche per Marco. Tuttavia, la certezza che Alessandro amasse profondamente Giulia la consolava.

Ricordava sempre le parole della nonna: «La moglie è una benda per il marito, il marito è un pastore per la moglie».

Arrivò la primavera e Alessandro si preparava di nuovo per un viaggio a Roma: il matrimonio di Marco. Portò come regalo agli sposi un viaggio in Grecia per due persone. Durante la festa, Ginevra si avvicinò a lui e sussurrò allorecchio: «Forse potremmo ricominciare noi due?» Alessandro respirò lentamente e rispose, tagliando il filo del ricordo: «No, Ginevra. È tardi. Voglio sposare la mia Milena. Non troverò mai una moglie migliore.».

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

20 − three =

Nessun Rimorso: La Lotta per Riconquistare Ciò che è Perdito