Ti avverto per l’ultima volta: se non cambi la location del ricevimento, io non sposo più — mancavan…

Ultimo avvertimento: se non cambi la sala ricevimenti, io non ti sposo! Mancano solo due settimane al matrimonio, e ho in mano gli inviti senza riuscire a trovare il coraggio di firmarli

Ma cosa ti prende di nuovo, Giulia? mi domanda sconsolato il mio fidanzato, Matteo.

Ho un brutto presentimento!

Ma è normale, sorride lui cercando di rassicurarmi. Non si va mica a nozze tutti i giorni. È solo ansia, passerà tutto, te lo prometto!

Ma come puoi prometterlo, se neanche tu puoi saperlo? Davvero è così difficile venire incontro a quello che sento? Come pensi che potremo vivere insieme, se già adesso non riesci a cedere su una cosa importante per me?!

Giulia, non navighiamo certo nelloro dice risentito, ho già pagato la caparra per lallestimento della sala e il banchetto. Se disdico ora, perdiamo tutto.

Questa non è la cosa peggiore, amore mio, fidati di ciò che ti dico.

Io non posso crederci a queste sciocchezze. Al massimo rischiamo di rinunciare al viaggio di nozze. Me lo spieghi che sta succedendo?

Va bene, ascolta. Non dirmi che queste cose non esistono, solo perché tu non ci credi.

Promesso, ascolto.

Al lavoro è arrivata da poco una nuova collega, Costanza. Sempre chiusa in sé stessa, veste solo colori scuri, non parla con nessuno. Laltro giorno mi si avvicina e mi sussurra:

Un saluto dalla nonna Teresa.

Cosa?! sono quasi svenuta. La nonna Teresa non cè più da tre anni.

Vuoi sapere cosa vuole dirti? mi chiede. Te lo racconto dopo il lavoro.

Ho accettato, e quello che mi ha raccontato mi ha sconvolta.

Molti anni fa, proprio qui a Firenze, hanno inaugurato un nuovo ristorante con una sala ricevimenti. Carlo, che lavorava come camionista nel cantiere, guadagnava bene e ha proposto alla fidanzata, Rosalba, di festeggiare lì le nozze. Rosalba, che veniva da una famiglia modesta di un paesino toscano, non era mai stata in un locale simile. Voleva sorprendere i suoi cari e regalare loro una giornata indimenticabile.

Il giorno tanto atteso, la sposa splendeva di felicità, con labito bianco perfetto per lei. Anche Carlo era elegante come non mai.
Finita la cerimonia, il corteo nuziale e gli invitati si sono diretti verso il ristorante. Tutti erano stupiti dalla sala magnifica, ma solo unanziana tra gli ospiti ha scosso il capo:
Per la prima volta vedo fiori finti a un matrimonio. Non va mica bene
Nessuno ci ha fatto caso; erano tempi in cui tutto era sintetico: tessuti, stoviglie, ogni cosa. Del resto, avevano portato molti fiori freschi che avevano sistemato in vasi sulla tavola degli sposi.

Arrivato il momento del primo ballo, Rosalba e Carlo si sono lanciati nel loro lento. Tornando al tavolo, Rosalba è impallidita: il bouquet di rose era completamente appassito.
I camerieri hanno portato via i fiori senza fare domande, e i festeggiamenti sono andati avanti. Ma poco dopo, Rosalba ha cominciato a sentirsi male e ha perso i sensi. Hanno spalancato le finestre, pensando fosse il caldo, ma dopo poco la sposa è di nuovo peggiorata. Nellaria serpeggiavano le voci.

Sarà incinta la sposa
Speriamo sia solo questo! sussurrava qualcuno tra il serio e il faceto.

Ho visto una macchia scura sullabito, ha detto un parente ai genitori della sposa, ma guardando da vicino, nulla.

Si è diffusa anche la voce che alla porta avessero visto una donna vestita tutta di nero. Hanno provato a cercarla, ma è sparita nel nulla.

Anche la prima notte di nozze è stata un incubo: Rosalba e Carlo non riuscivano a stare insieme, avevano entrambi la strana e angosciante sensazione di non essere soli nella stanza. Rumori, passi ovattati a Carlo pareva che qualcuno li scrutasse nellombra.
La mattina seguente erano nel panico.

Allepoca pochi facevano il viaggio di nozze: si tornava subito al lavoro. Ma prima ancora del fine settimana, Carlo muore in un incidente stradale inspiegabile, nonostante fosse un autista esperto, la strada fosse buona e il sole alto.

Rosalba si spense pian piano dal dolore. Un anno dopo lasciò la casa e non tornò mai più. Non lhanno mai ritrovata.

Bella storia da brividi, ha detto Matteo. Ma cosa centra con noi?

Ha tutto a che vedere con noi, ormai quasi in lacrime, la sala che hai scelto è proprio quella. Lo stesso ristorante, quella sala!

Non vedo il collegamento. Cose che succedono a chiunque Perché dovrei preoccuparmi?

Si dice che il ristorante sia stato costruito sopra un vecchio cimitero. E la sala corrisponde al punto dove cera la tomba di una sposa che si sarebbe tolta la vita pochi giorni dopo le nozze, tradita dallamato. Capisci adesso?

No! Non credo ai fantasmi!

Si racconta che il suo spirito porti sfortuna: il marito muore subito dopo il matrimonio, la sposa scompare dopo un anno. E se il destino ora toccasse a noi? Se davvero il messaggio della nonna era un avvertimento?

Non credo a queste sciocchezze, Matteo era stufo delle mie paure. Se non vuoi sposarmi, troverò qualcunaltra. E indica Carla, la mia amica dinfanzia, Firma gli inviti, o lo farò davvero.

A quel punto ho rinunciato alle nozze. Anche perché le sue parole su Carla mi hanno ferita e turbata.

E così è andata. Dopo pochi giorni, Matteo ha davvero chiesto a Carla di sposarlo, e lei ha accettato. Mi ha ferito doppiamente: sia lui che lei mi hanno tradita.

Passa meno di una settimana e la profezia si avvera. Matteo ha un incidente in moto terribile: i freni non hanno funzionato.

La paura per Carla era tanta, nonostante la delusione che mi aveva provocato. Volevo chiedere un aiuto a Costanza, la collega che mi aveva raccontato la storia: magari suggerisse un modo per evitare che anche lei facesse la stessa fine, dopo un anno. Ma la collega si era già licenziata, e allindirizzo lasciato in ufficio non viveva nessuno di quel nome.

Pare che questa storia inquietante si sia davvero svolta negli anni 70. Nessun giornale ne ha mai parlato, ma la gente del posto, a Firenze, la conosce beneDa allora, sento ancora, in alcune notti di pioggia, il profumo dei fiori appassiti sotto la mia finestra. Non so se sia suggestione o se davvero la nonna Teresa mi abbia protetta, ma qualcosa in me è cambiato. Ho perdonato, con fatica, sia Matteo che Carla, che non hanno mai celebrato quelle nozze dannate, perché dopo lincidente hanno preferito allontanarsi, incapaci ormai di guardarsi negli occhi.

A volte penso a Costanza. Forse è stata solo una messaggera, forse era un frammento di ciò che resta tra questa vita e quellaltra, ma il suo avvertimento mi ha salvata. E ogni volta che qualcuno mi parla di un matrimonio perfetto, o di amore eterno, io sorrido tra me e me, e metto sempre, ovunque vada, un piccolo mazzetto di fiori freschi. E ricordo che la felicità non si costruisce su una sala sfarzosa, né sulle apparenze: ma sul rispetto silenzioso dei destini che ci sfiorano e dei segreti che ci proteggono, come una carezza, dallombra che danza, silenziosa, alle spalle degli amanti.

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