Sono proprio contento di aver scelto di non avere figli. Ora ho settantanni e non me ne sono mai pentito, nemmeno per un attimo.
Qualche tempo fa mi ero prenotato una visita dal dermatologo e, in attesa nel corridoio dellambulatorio, ho fatto conoscenza con una signora seduta accanto a me. Mi è sembrata subito una persona piacevole, con cui la conversazione è nata in men che non si dica. Devo ammettere che quel breve scambio di parole mi ha fatto riflettere parecchio e mi ha cambiato la prospettiva su tante cose.
La prima cosa che ho notato è stata la sua eleganza sobria e curata. A vederla così, le avrei dato al massimo cinquantanni. Durante la conversazione, però, mi ha confessato la sua vera età: aveva già superato i settanta. Non lavrei mai detto. Sembrava davvero in splendida forma, molto diversa da tante sue coetanee.
Dalla chiacchierata ho scoperto che si chiamava Fiorenza Galli. Era stata sposata due volte, ma ora viveva da sola e ne era felice. Dal primo matrimonio era uscita abbastanza giovane proprio perché non voleva diventare madre. Suo marito lo sapeva fin dallinizio che lei non desiderava figli, ma, passato il trentesimo compleanno di lei, aveva cominciato a suggerire che a una famiglia compiuta servisse almeno un bambino. Ma Fiorenza sentiva che listinto materno non le era mai venuto e così restò ferma sulla propria scelta.
Per lei fu molto meno doloroso divorziare che tradire sé stessa nella speranza di fare felice qualcun altro. Ne parlarono serenamente e decisero di prendere strade diverse, senza rancori.
Al secondo matrimonio, Fiorenza sposò un uomo separato, che aveva già un figlio ed era fermamente deciso a non volerne altri. Con lui, diceva, il problema bambini non si era mai posto, anzi era pure sollevato di non doversi occupare di altri pargoli. Stavano bene insieme, però non fu destino durare a lungo: suo marito morì prematuramente in un incidente stradale.
Oggi, Fiorenza mi raccontava che la solitudine in realtà non la spaventa affatto. Anzi, sente di essere più libera che mai e di poter disporre del suo tempo proprio come le piace. Sostiene con convinzione che non rimpiangerà mai la decisione di non essere diventata madre.
Le sue amiche, che un tempo si affidavano allidea che i figli avrebbero portato aiuto e compagnia nella vecchiaia, oggi si lamentano con mestizia. I figli sono cresciuti, hanno preso la loro strada e spesso i genitori anziani restano soli lo stesso. Fiorenza era conscia di questo e già da giovane aveva deciso che la maternità non faceva per lei. Adesso conduce una vita piena e non si lascia abbattere dallassenza di figli, anzi la vive con allegria.
Una mano dacqua? mi ha chiesto scherzando, riferendosi al vecchio detto che vuole che i figli ti passino almeno un bicchiere dacqua nella vecchiaia.
Non mi serve! dice Fiorenza con orgoglio. Non morirò certo di fame né resterò malata senza assistenza. Mentre gli altri svuotavano il portafoglio per i figli, io risparmiavo e adesso con i miei risparmi posso tranquillamente permettermi una badante finché campo!
Personalmente mi è rimasto molto impresso questo incontro. La sua serenità era contagiosa, e mi ha ricordato che nella vita la cosa più importante è essere sinceri con sé stessi e vivere le proprie scelte con coraggio.



