NUOVA SCOPERTA: IL FASCINO E LA MAGIA DELLA TRADIZIONE ITALIANA

Caro diario,

oggi è stata la prima giornata di Elettra, la nuova ragazzina assunta come contabile nello studio di Milano. Il capo, senza mezzi termini, le ha detto che oltre al suo ruolo dovrà occuparsi anche della pulizia dell’ufficio: Se non ti piace, torna indietro, ma qui sei nuova, quindi sopporta. Il suo salario, 1800euro al mese, è stato un regalo per una neolaureata senza esperienza.

La segretaria, la signora Rossi, è rimasta sul suo comodo sedile e ha osservato Elettra con uno sguardo trionfante. Questa ragazza non rimarrà a lungo, ha sussurrato.

Quanto spesso devo pulire? ha chiesto timidamente Elettra.
Ti mostro tutto, ha sorriso la signora Rossi, e ci ha condotti al suo nuovo posto di lavoro, presentandola ai colleghi.

Appena entrata nella grande sala divisa in piccole cabine, la signora Rossi ha annunciato: Ragazze, questa è Elettra, la nuova. Dieci paia di occhi si sono posati su di lei. Un silenzio greve ha avvolto lambiente, e per non apparire troppo spaventata Elettra ha stretto un sorriso e ha salutato.

Una delle impiegate ha commentato: Che sollievo, finalmente qualcuno pulisce! Lufficio era un caos. Unaltra ha aggiunto: Bene, perché sarà seduta accanto a me e dovrò sopportare il suo fruscio di tasti e i suoi lamenti. Una terza ha replicato: È ora che tu esca dalla tua zona di comfort. La quarta ha concluso: Prima ascoltavamo solo i tuoi lamenti, ora sarà il tuo turno.

La segretaria, sorridendo, ha indicato la scrivania di Elettra: Ecco, è in un angolino. Troverai una cartella Istruzioni e compiti. Leggi, impara, memorizza. La nostra collega rossa, Vittoria, ti aiuterà. Se hai dubbi, corri subito da lei.

Elettra ha annuito, la segretaria è uscita, e le altre hanno tornato a fissare i monitor. Vittoria, la bestia rossa, ha lanciato unocchiata a Elettra: Sei la sorellina della mia amica, questo ti darà un vantaggio. Ha poi aggiunto, con tono di sfida: Non commettere errori grossolani, altrimenti ti metterò subito al lavoro.

Elettra si è seduta e ha osservato la sua scrivania: un piccolo tavolo con vassoi per i documenti, una bottiglia di penne, un monitor, un tappetino per il mouse e una sedia. Sul pavimento c’era un cestino e, accanto, un vaso con un vecchio aloe, quasi secco, che le ricordava la nonna. Una farmacia in un vaso, ha sussurrato, ma perché nessuno lo cura?.

Intorno a lei il rumore dei tasti, dei calcolatori e dei fruscii di carta riempiva laria. Lambiente era così concentrato che le piccole gemite di chi non riusciva a far quadrare i numeri passavano inosservate.

Elettra, appena laureata, non aveva esperienza ma vedeva quellimpiego come una porta daccesso al mondo della contabilità. Lo studio offriva la possibilità di lavorare con clienti diversi e di acquisire rapidamente competenze preziose, oltre a uno stipendio più che generoso per una giovane professionista.

Durante la pausa pranzo, Vittoria è rimasta con Elettra per quaranta minuti, rispondendo a tutte le sue domande. Alla fine, esausta, ha commentato: Il mio cervello sta per esplodere, prendiamoci una pausa. Poi ha indicato laloe: Questa pianta è uneredità di nostra grande maestra, la signora Vera Palazzini, la leggenda della contabilità.

Elettra ha corretto: È un aloe, non una palma. Vittoria ha risposto con un sospiro: È il nostro elisir dei numeri, lasciato da Vera quando è andata in pensione. I suoi clienti piangevano al vederla nei bilanci.

Quando Elettra ha chiesto se doveva sostituire Vera, Vittoria ha negato: Non ancora, mi mancano anni di esperienza. Ha poi raccontato di una piccola festa daddio per Vera, dove era stato regalato laloe. Il giardino è un ricordo, ma nessuno lo curava più.

Elettra ha osservato la pianta contorta, ormai vecchia di dieci anni, e si è chiesta quanti secoli potrebbe ancora vivere.

Per quasi un mese ha lavorato duramente, arrivando unora prima per pulire lufficio: spazzare il pavimento, sistemare la zona dingresso, larea della segretaria e persino lufficio del direttore. Era estenuante, ma il salario alto giustificava anche quel compito addizionale.

Sperava che, dimostrando valore, il carico di pulizie venisse tolto. Con la sua laurea brillante, però, mancava ancora la pratica con clienti reali. Lautunno le ha portato un brutto raffreddore; il mal di gola le ha impedito di andare in farmacia prima di tornare in ufficio. Laloe, ancora lì, sembrava lunica speranza. Ha messo un foglio nella bocca, lo ha masticato, e dopo mezzora ha sentito un leggero sollievo.

Vittoria, esaminando i documenti, ha detto: Hai fatto tutto senza errori, bravissima!. Le ha poi affidato un compito complesso, dicendo che lo aveva già studiato da stamattina. Elettra, sorpresa, ha accettato la sfida.

Come hai fatto a sistemare quei fogli così in fretta? ha chiesto Vittoria. È il risultato di qualche trucco segreto? Elettra ha risposto: Ho studiato, ho provato. Vittoria, un po gelosa, ha replicato: Io sono una brava professionista, tu sei una giovane. Che cosa hai davvero fatto?.

In quel momento la segretaria è sbucata: Domani verrà Vera Palazzini per parlare con il direttore. Vittoria ha subito chiesto: Preparate le domande. Elettra non sapeva cosa chiedere; il suo cervello era pieno di dati, ma le domande sembravano sfumare.

Il giorno successivo, le ragazze si sono riunite per preparare lincontro con Vera. Elettra, masticando un altro pezzo daloe, ha continuato a lavorare, senza accorgersi dellarrivo della famosa ospite.

Vera è entrata: una signora alta, magra, con i capelli raccolti in una crocetta perfetta e gli occhiali pendenti sul naso. Ha osservato laloe, poi Elettra, il monitor e la scrivania. Scusate, non avevo preparato domande, ma non sono venuta a dispensare consigli. Sono in pensione, non ci sarà una masterclass.

Durante la pausa, Elettra è andata al bar per pranzare. Vera lha invitata a sedersi accanto a lei. Come ti trovi? ha chiesto. Elettra ha risposto: Sto appena iniziando, ma mi piace la contabilità. Vera ha notato laloe: Ti prendi cura di quella pianta? Sembra buona. Elettra ha raccontato del sollievo al punto di gola. Vera ha riso: È il famoso doping del secolo, vero? Un dono per chi sa usarlo.

Poi ha narrato una leggenda: un vecchio medico nel deserto, affamato, trovò un albero con foglie carnose, ne bevve il succo e guarì. Quellalbero divenne una medicina miracolosa. Non è contabilità, ma il principio è lo stesso: un piccolo aiuto può cambiare la tua vita.

Elettra ha capito che, come quel medico, anche lei doveva trovare la forza dentro di sé. Vera, con un sorriso, ha detto: Io ho lasciato questa pianta a chiunque fosse pronto a usarla.

Alla fine della giornata, Elettra ha ripreso a lavorare con più vigore. Dopo qualche mese, non puliva più i pavimenti; i clienti più importanti la affidavano a sé. Il lavoro era diventato una sfida stimolante, non più monotonia.

Alla fine, ho chiesto a Vittoria perché volesse ancora che io rimanga. Sei una buona professionista, ha risposto, e forse, un po di invidia. Ho deciso di chiedere il trasferimento in un’altra filiale, dicendo che il pendolarismo era difficile. Vittoria ha reagito: Sei pazza, vuoi andare via? Dovrai ricominciare da zero.

Le ho risposto con un sorriso: Niente paura, ce la farò. Vittoria, leggermente raffreddata, ha suggerito: Mastica un po di aloe, fa bene.

Il giorno in cui ho lasciato, ho lanciato un ultimo sguardo allaloe. Era lì, invecchiata, ma ancora viva, come le mie speranze.

La lezione che porto con me, caro diario, è che non importa quanti compiti extra ti vengano dati o quante piantine strane ti vengano consegnate: la vera forza sta nel trovare il proprio succos interiore, riconoscere le proprie capacità e non temere di cambiare rotta quando il percorso non è più quello giusto. La costanza, la curiosità e la volontà di imparare trasformano ogni sfida in unopportunità.

Con gratitudine,
Marco.

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