Quando i trattoristi hanno finito il lavoro nei campi e si preparavano a tornare a casa, all’uscita …

Când i trattoristi avevano finito il lavoro nei campi e si preparavano a rientrare, una sorpresa li attendeva alluscita, qualcosa che li lasciò letteralmente senza parole

Il sole calava piano sullorizzonte e la giornata si avviava verso il tramonto. I motori dei trattori brontolavano uno dopo laltro, uscendo dalla vasta distesa che, per tutto il giorno, aveva avuto lodore della paglia e del gasolio. I ragazzi, stanchi ma soddisfatti, parlavano tra loro sulle ricetrasmittenti, scherzavano e già si immaginavano seduti sotto il portico con un bicchiere di vino rosso, o magari, qualcosa di più forte.

La luce dorata del sole abbracciava le colline gialle, avvolgendole in un bagliore soffuso e caldo. Lultimo a lasciare il campo fu il trattore del nonno Antonio vecchio contadino del paese, il volto segnato da profonde rughe, simili alle crepe della terra dopo una lunga estate. Prima di andarsene, decise di dare unultima occhiata solo per essere sicuro che nulla fosse stato lasciato indietro.

Ed è lì che la vide.

Ai margini del campo, vicino a una vecchia pietra sotto cui una volta pascolavano le vacche, cera qualcosa di piccolo piccolissimo, tremante per il freddo e la stanchezza. Nonno Antonio strizzò gli occhi, si avvicinò piano e il cuore gli si strinse: era un vitellino, tutto solo, con due occhi grandi e impauriti, che muggiva piano. Si capiva che la madre se nera andata o forse era scomparsa, lasciando il piccolo lì come dimenticato dal mondo.

Anche gli altri trattoristi, già vicini alluscita, si accorsero della presenza. Allinizio rimasero in silenzio, sorpresi da quellincontro inatteso. Poi uno di loro, un ragazzo giovane con le lentiggini, disse piano:
Dobbiamo portarlo con noi non possiamo certo lasciarlo qui.

Nonno Antonio era già sceso dal trattore e si avvicinava con cautela al vitellino. Il piccolo fece qualche passo indietro, ma poi, sentendo il tepore della mano del vecchio, si accostò lentamente. Il vello era umido di rugiada e le gambine gli tremavano come fossero campanellini.

Vieni, amico mio mormorò nonno Antonio, chinandosi adesso ti troviamo una casa.

I trattoristi aiutarono a sollevare il vitello sul rimorchio. Durante il tragitto verso il paese, il piccolo animale si distese tranquillo, come se avesse già capito: nessuno lo avrebbe più abbandonato. In paese, la notizia corse veloce e tutti si radunarono a vedere il nuovo arrivato. Qualcuno portò una coperta vecchia ma calda, qualcun altro un secchio colmo di latte fresco.

Il nonno Antonio annunciò:
Lo chiameremo Aurora. Che ogni mattina ci ricordi la speranza dellalba.

Così il vitellino trovò calore e protezione tra la gente del paese, e i trattoristi, provati dalla fatica della giornata, sentirono nascere una gioia intensa: a volte, un piccolo miracolo si nasconde proprio dove non te laspetti. Aurora crebbe forte e felice, e nonno Antonio ripeteva spesso:
A volte la salvezza arriva da sola, quando meno te laspetti

E i campi rimasero per sempre il luogo dove un cuore piccolo trovò finalmente il suo posto.

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