La Sposina in Fuga: Un Amore Vietato

La sposa che fuggì

Era la prima volta in vita mia a trovarmi a un matrimonio da cui la sposa scappava. Se mi avessero raccontato di una simile evenienza, probabilmente avrei alzato il naso, credendo fosse solo una favola da cinema. Ma la vita, a volte, scrive sceneggiature più contorte di qualsiasi film: stai forte, mi diceva il destino. E ora, passo per passo, vi racconto la verità.

Non era il mio matrimonio. In realtà non ero nemmeno invitata. Allinizio doveva partecipare la mia amica Lusiana, accompagnata dal suo compagno Tommaso, lontano parente dello sposo. Un giorno prima delle nozze Lusiana fu ricoverata durgenza; Tommaso fu costretto a recarsi da solo. La situazione lo turbò, perché la cerimonia era stracolma di giovani scapoli in cerca di compagnia.

Tosti, latmosfera è altalenante. Prima o poi arriverà qualche stacanovista a trascinare un uomo indeciso, e li si girerà e lui se ne andrà! O magari scoprirà che è incinta! Da Tommaso! si perdeva in litanie Lusiana, mentre Tommaso giurava che tutto sarebbe rimasto civile e decoroso.

Non vi credo! E a voi uomini non credo nemmeno! Non si può lasciarvi soli! Cè carenza di maschi! Uno non può andare via. Punto! sbottò Lusiana, interrompendolo bruscamente.

Tommaso, visibilmente affranto, desiderava andare al matrimonio, ma la sua amica lo fissò con un silenzio carico di dubbio.

No, non chiedere nemmeno cominciai a rifiutare, sapendo però che avrei accettato. Era tuttavia la sua compagna.

Tommaso mi confidò che lo sposo, Alessandro Bianchi, aveva quarantacinque anni, era stato sposato prima, gestiva due negozi, una stazione di servizio e qualche altra attività, ma non aveva figli. Lunico figlio, Marco, era nato dal primo matrimonio; Alessandro lo aveva cresciuto come suo, ma il ragazzo era ormai un prendituttoedaitutto. I due non parlavano più, se non per questioni di denaro.

Per quanto riguarda la sposa, Tommaso sapeva solo che era assai più giovane dello sposo.

Il giorno delle nozze arrivammo subito allUfficio di Stato Civile di Napoli. Non partecipammo ai preparativi né a nulla di quel genere.

Il futuro sposo era un uomo serio, di corporatura sportiva, con una fossetta sul mento, naso aquilino e occhi blu profondi. Lo descriverei come affidabile. La sposa, Maddalena Rossi, era una bionda di origine, ma non di quelle che passeggiano al guinzaglio nei boschi. Aveva i capelli lunghi fino alla vita, tinti di nero, una bellezza fragile, quasi malinconica. Sembrava aver appena venticinque anni, sebbene avessi intuito letà esatta.

La cerimonia procedeva regolarmente, quando allingresso comparve un altro invitato: un giovane di bellaspetto, volto dolce, che osservò la folla con un sorriso ironico. Gli occhi di tutti si puntarono su di lui.

Maddalena girava lo sguardo tra gli invitati, quando incrociò quello di quello sconosciuto. Il suo volto mutò immediatamente. Da quel momento iniziò il caos.

Il ragazzo indicò la porta con lo sguardo. La sposa, in un attimo, si voltò e lo seguì.

Tutto accadde in pochi secondi, come un sussurro: Nel destino di ognuno di noi capitano giorni che lasciano il segno più profondo. E questo giorno resterà impresso nella vostra memoria per sempre.

Le risate dei presenti si spensero. Una donna in cappello gridò: «Maddalena, fermati! Dove vai?!» e lanciò un urlo verso la scappata.

Il futuro sposo rimase impassibile, solo un sorriso flebile sulle labbra.

La cerimonia fu interrotta. Gli invitati non capivano più nulla; la madre di Maddalena pianse nella hall. Un uomo si avvicinò a lei e, tra i rumori, si sentì dire: «È partita in macchina. Che vergogna. Non risponde al telefono».

Nessuno riusciva a decifrare la scena. I genitori di Maddalena cercarono di scusarsi con Alessandro.

Cerano circa cinquanta invitati, alcuni giunti da lontano. Il clima era quello di una chiusura imminente.

«E adesso? Dove andiamo, Tonino? Torniamo al treno? Non andiamo al bar?» chiese un uomo baffuto in camicia a quadri.

Sua moglie, alta e maestosa bionda con capelli ondulati, sospirò.

Chi mi sorprende davvero è stato Alessandro. Guardò gli invitati smarriti e disse:

«Signori, andiamo al bar! Abbiamo già prenotato, pagato! Partiamo!»

Gli ospiti, senza perdere un attimo, si diressero al locale, non mostrando tracce di tristezza. Alessandro mantenne un portamento dignitoso, ma si poteva leggere nella sua espressione una ferita profonda. Mentre, nella tasca, teneva ancora gli anelli.

Durante la cena si scoprì che la sposa fuggita, Maddalena, era scappata con… il figlio di Alessandro, Marco. Una trama degna di una telenovela: i due erano una volta fidanzati, lui la lasciò dopo due settimane e scomparve. Poi Maddalena incontrò Alessandro, che, nonostante la differenza detà, la propose. La madre di Maddalena, disperata, tentò di nascondere la verità: «Siamo felici per lui, è un uomo serio, benestante. Non avremmo mai immaginato». Nessuno sapeva che il futuro marito era il padre del suo exragazzo. Era chiaro se Alessandro lo sapesse o meno; forse nemmeno lui. Linvito era stato inviato allultimo minuto, e lui scoprì di fronte alla sposa lexamica del padre.

Il ragazzo, per ragioni inesplorabili, non mi aveva mai colpito, ma chi lo chiedesse? Un tipo scivoloso, destinato a restare appeso al collo di chiunque, al cento per cento.

Tommaso non riusciva a ballare, nemmeno a mangiare. Continuava a telefonare alla sua amica Lusiana allospedale, che si rammaricava per non essere stata presente a una cerimonia tanto memorabile.

Gli invitati chiacchieravano, mangiavano, bevevano. Lo chiamavano luomo sacro. Alessandro rimaneva calmo come un pitone, forse perché sapeva tenere a bada le emozioni.

Dopo due ore, quasi tutti dimenticarono il pasticcio. Solo una zia anziana, dallaspetto da guerriera, continuava a brontolare: «Maddalena dovrebbe andarsene per questa faccenda!».

Il conduttore doveva essere cacciato, ma un giovane intraprendente promise di rimediare e di intrattenere la folla, così fu.

Allora Maddalena riapparve alla porta. La madre la afferrò di nuovo. Il padre, impaziente, la rimproverò. Luomo lo inseguì.

La scena era surreale, ma nessuno se ne allontanò. Maddalena chiese scusa, si inginocchiò davanti ad Alessandro per il suo tradimento al registro. Passarono solo due ore prima che capisse lerrore, poi si rialzò.

Pensate che Alessandro lavesse cacciata? No, la perdonò. Si sedettero insieme al capo del tavolo, e gli invitati, stanchi di attese, poterono finalmente urlare un Evviva!.

Il vero matrimonio riprese. Forse non feci la cosa giusta, ma non potei chiedere ad Alessandro: «Perché?». Ho colto lattimo. Volevo capire perché avesse perdonato, perché lavesse accettata di nuovo.

«A ognuno di noi spetta una seconda possibilità. Questo è il mio principio. Sbagliare o fare un passo nella direzione sbagliata è umano. Non bisogna rimpiangere, perché non si è sempre nel giusto. Se ti tradiscono di nuovo, è unaltra storia. Ma una volta, dobbiamo perdonare tutto!» mi rispose Alessandro.

Due mesi dopo Alessadro e Maddalena si sono sposati ufficialmente. Il giorno seguente hanno presentato la domanda al Comune di Napoli. Il responsabile del disastro nuziale sparì in un luogo ignoto; le voci dicono che Alessandro continui a sostenerlo economicamente, forse per evitare che la situazione ritorni a galla.

E così, Alessandro e Maddalena hanno avuto due gemelline. Tommaso, il marito della mia amica Lusiana, riassume sempre la serata con: «Almeno ci rimane da ricordare!». Ed ha ragione.

Una cosa è certa: un matrimonio così non lo augurerei a nessuno.

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