Non si può prendere ciò che non è proprio
La sola figlia di Ernesto e Anna Ferrara, Serena, era la beniamina di casa: tutto ruotava intorno a lei. I suoi genitori, persone colte e raffinate, lavoravano entrambi presso un istituto di ricerca; suo padre era addirittura professore universitario. Da che Serena aveva memoria, il loro appartamento nel centro di Milano era sempre pieno di ospiti.
Anna Ferrara, la mamma, cucinava divinamente: preparava enormi torte salate e dolci, decorava la tavola con gusto impeccabile.
Ma Anna, sei proprio tu, sempre nel tuo stile! Che bellezza e che bontà, solo a guardare la tua tavola nasce subito lappetito! scherzavano gli amici della famiglia ogni volta che varcavano la soglia.
Serena a scuola era diligente: non certo la migliore della classe, ma otteneva costantemente voti alti. I genitori non le avevano mai dovuto imporre di studiare. Fin da bambina era organizzata e responsabile. Tornava a casa da scuola, si cambiava, mangiava e si metteva subito a studiare.
Serena, sei andata alla lezione di musica oggi?
Sì, mamma, sono appena rientrata.
Serena frequentava il conservatorio con il violino e amava profondamente suonare. Prendeva lo strumento tra le mani e si perdeva nelle note: lispirazione la travolgeva, dimenticava tutto il resto. La sua insegnante la portava spesso come esempio agli altri studenti.
Gli anni della scuola scorsero rapidi. Serena era socievole e generosa: aveva molti amici e amiche, e cercava sempre di aiutare chiunque potesse. Viveva con i genitori nella grande Milano e sognava di iscriversi alluniversità proprio lì dopo il diploma.
Ma tu, Serena, cosa dovresti preoccuparti? le diceva lamica Isabella I tuoi genitori lavorano alluniversità: in qualche modo ti ci faranno entrare. Ma io a malapena riesco a finire le superiori, e dove posso aspirare al titolo dottorato?
E allora, dove vorresti andare?
Da nessuna parte: finirò per lavorare, tanto ho solo la mamma, che si sacrifica per me. Inizio a guadagnare qualcosa, così tutto sarà più facile per lei rispondeva Isabella. Davvero, lei e sua madre vivevano a fatica, dovevano risparmiare in ogni cosa.
Serena non riusciva nemmeno a immaginare quella vita, perché suo padre e sua madre guadagnavano bene, lei non aveva mai avuto bisogno di nulla.
Mamma, papà, per il ballo di fine anno mi serve un vestito nuovo e delle scarpe, informò Serena.
Certo, tesoro, lo so già. Domani è domenica, andiamo a fare shopping le promise Anna Ferrara.
Il vestito era bellissimo, le scarpe abbinate perfette. Mancava solo superare brillantemente gli esami, festeggiare il diploma, e poi una nuova vita, quella adulta.
Serena entrò in Politecnico, sì, i suoi genitori si mossero, ma avrebbe potuto farcela anche da sola: sua madre era una donna espansiva, conosceva tutti, e per sicurezza parlò con chi di dovere.
Ecco fatto, mamma, papà, ora vostra figlia è una studentessa! esultò Serena quando vide il suo nome tra gli ammessi.
Congratulazioni, figlia mia le rispose allegro Ernesto, regalandole uno smartphone di ultima generazione; a quei tempi non era ancora così comune avere un cellulare.
Alluniversità Serena trovò tutto ciò che desiderava: lezioni coinvolgenti, professori stimolanti, nuovi amici e amiche. La sua vita era cambiata completamente. Feste, esami, progetti: un nuovo mondo, così diverso dalla scuola. Ora vedeva Isabella di rado, il tempo libero era sempre meno. Lamica lavorava in una fabbrica, una vita completamente diversa: altri ritmi, altri discorsi.
Destate Serena partiva con i gruppi di lavoro universitari, esperienze intense e vivaci. Era una ragazza bella, simpatica, piaceva a molti ragazzi, ma non aveva ancora incontrato un amore vero. Amicizie, qualche flirt, nulla di serio.
Nellultimo anno di università, Serena conobbe Matteo. Lui aveva finito il servizio militare e lavorava in un laboratorio di riparazioni elettrodomestici. Si incontrarono per caso al cinema, dove Serena era andata finalmente con Isabella, in un raro giorno libero.
Ciao, ragazze, posso sedermi qui? chiese gentilmente Matteo, mentre loro bevevano un cocktail nel bar del cinema prima della proiezione.
Certo rispose Isabella. Lui fissava Serena dritta negli occhi.
Matteo, piacere si presentò. Oggi cè tanta gente, si guardò intorno, come per giustificarsi.
Io sono Isabella, questa è Serena, sorrise lamica.
Scelto un film nuovo, il mio amico me lha consigliato.
Abbiamo trovato finalmente il tempo di vederci insieme: io lavoro, Serena studia, spiegò Isabella. Lei stessa era colpita da Matteo, ma lui non staccava gli occhi da Serena.
Dopo il film decisero di incontrarsi di nuovo: i posti in sala erano lontani, la folla era troppa. Passeggiarono in tre fino a tardi; Matteo riaccompagnò le ragazze, prima Isabella, poi Serena e le chiese il numero.
Matteo era davvero affascinante, interessante e colto, Serena si innamorò subito. Col tempo si videro sempre di più, dopo sei mesi si sposarono. I genitori di Serena, dopo aver conosciuto Matteo, non erano contrari: il futuro genero era proprio di loro gradimento.
Dopo la laurea, Serena lavorò poco, poi andò in maternità e nacque Davide. Con Matteo era felice. Lui si rivelò un marito premuroso, un padre affidabile, sempre accanto a Serena, la aiutava in tutto.
Mamma, che fortuna ho avuto con Matteo diceva Serena spesso con lui, mi sento al sicuro come dietro una muraglia.
Sono felice, tesoro. Sì, Matteo è un vero uomo di famiglia rispondeva Anna Ferrara. Ernesto adorava il genero: giocavano a scacchi, conversavano di tutto.
la vita costringe a ricominciare senza il marito
Ma la felicità non dura per sempre. Davide aveva cinque anni quando Serena e Matteo ebbero un grave incidente. Stavano viaggiando in auto; improvvisamente una moto sfrecciò loro davanti Serena fu sbalzata fuori dalla macchina, forse questo la salvò. Matteo morì. Davide era con i nonni, per fortuna.
Mio Dio, perché? mormorava Serena risvegliandosi in ospedale, con la madre al capezzale.
Grazie al cielo, Serena, sei tornata piangeva Anna Ferrara hai la gamba rotta e le costole, ma sei viva, tesoro.
Serena seppellì Matteo in carrozzella. Ci volle molto a riprendersi: i genitori laiutarono, viveva con Davide da loro. La depressione fu profonda, la mancanza del marito insopportabile; solo Davide la salvava.
Grazie, Signore pregava Serena davanti allimmagine della Madonna cosa sarebbe stato di mio figlio? Solo grazie a Davide ho ritrovato la forza di vivere.
Serena dovette ricominciare daccapo.
Mamma, ho deciso di trasferirmi nella nostra casa sul mare a Sanremo. Lì il clima mi farà bene, a Davide piace il mare. Voi verrete a trovarci, qui ogni cosa mi ricorda Matteo.
I genitori acconsentirono. Serena trovò pace a Sanremo, lavorò come amministratrice in un hotel, si relazionò con nuova gente. Davide iniziò la scuola. Durante i fine settimana andavano in spiaggia, prendevano il sole, si rilassavano insieme.
Un giorno, Serena perse casualmente lanello nuziale sulla sabbia: era prezioso, memoria di Matteo. Piangeva e cercava tra i granelli, disperata.
Perché piange? udì una voce maschile cosè successo?
Ho perso un anello molto importante per me
Come si fa ad andare in spiaggia con gli anelli?
Io ci vado altre domande?
Va bene, comunque le aiuto disse luomo mi chiamo Stefano, e lei?
Serena. Insieme setacciarono la sabbia con le mani. Alla fine, lanello si ritrovò tra gli abiti di Serena.
Grazie, Stefano.
È da molto che è qui in vacanza? chiese Stefano sono arrivato con un amico, lui è rimasto in hotel, ieri ha esagerato, e così oggi sono solo
In realtà vivo qui rispose Serena.
Stefano la invitò subito in un caffè.
È ora di andare, accettò Serena rischiamo di bruciarci al sole, meglio rifugiarsi in un bar, oggi è troppo caldo.
Nel bar fresco sorseggiavano un cocktail ghiacciato. Serena non aveva fretta: Davide era dai nonni, era stato spedito per un mese, lui stesso lo aveva chiesto, sarebbero tornati per la scuola. Stefano le confessò subito di essere sposato, aveva una figlia. Lavorava a Torino, in aeroporto.
Serena gli raccontò la propria storia, parlando della perdita di Matteo.
Così ho deciso di ripartire da zero disse sono venuta qui con mio figlio.
Era facile parlare con Stefano: semplice, senza pose, gentile. Dopo il bar, la accompagnò a casa e lì si salutarono. Tre giorni dopo si incontrarono di nuovo: Stefano aspettava Serena sotto casa, con un enorme mazzo di fiori, proprio mentre lei tornava dal lavoro.
Ciao, mi sei mancata disse Stefano, porgendole i fiori.
Ciao, Serena gli sorrise sinceramente. Da domani sono in ferie, annunciò felice.
Perfetto, così avremo più tempo insieme! esultò Stefano Vieni, ti invito al ristorante, conoscerai anche il mio amico.
La serata fu allegra; Stefano la riaccompagnò a casa e rimase con lei. Tra loro accadde quello che doveva accadere.
Mio Dio, mi sono innamorata pensò Serena tra sé e sé.
Dopo la morte di Matteo non aveva avuto nessun altro. Quasi tutta la sua vacanza la trascorse con Stefano. Lui chiamò lavoro chiedendo giorni di assenza, ma dovette tornare comunque a Torino. Laddio fu doloroso. Una settimana dopo, Stefano telefonò:
Serena, torno presto Ho capito che non posso stare senza di te. Ho parlato con mia moglie, ha chiesto il divorzio.
il destino la mette ancora alla prova
Serena era felice. Non pensò minimamente a cosa provassero la moglie e la figlia di Stefano, non le veniva neanche in mente.
Anchio sono una donna e ho diritto alla felicità.
Stefano tornò, presto si sposarono e dopo un anno Serena diede alla luce una bimba. Entrambi erano felicissimi.
Ma la vita volle ancora metterla alla prova. Dopo dieci anni lidillio finì. Stefano cominciò a tradire, sedotto dalla vita di un piccolo centro turistico, da troppe tentazioni. Iniziarono i litigi, lui dapprima mentiva, poi confessò tutto. Serena lo vedeva in spiaggia con ragazze giovani.
Serena chiese il divorzio, Stefano tornò a Torino e si riavvicinò alla prima moglie. Non abbandonò la figlia, pagava regolarmente i sostanziosi alimenti. I bambini crebbero e si fecero adulti. Davide si trasferì dai nonni a Milano, studiò alluniversità, lì si sposò. La figlia di Serena restò con lei, si sposò e si stabilì altrove.
Serena ha due nipoti e una nipotina. Le fanno visita, anche i genitori anziani le arrivano a trovare, spesso insieme a Davide. La sua vita è tutta per figli e nipoti.
E Stefano? Stefano non si è mai più fatto vivo. Serena ha deciso per sempre: niente più uomini nella sua vita. È certa:
Ho pagato per aver amato un uomo sposato Non si può prendere ciò che appartiene ad altri, non si costruisce la felicità sul dolore altrui.
Serena non vuole più mettere il destino alla prova: teme che il boomerang possa tornare e colpirla ancora più forte. Così vive sola.
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