Il suo capo

Ginevra corre verso lufficio, è già in ritardo, un vero incubo! Se non riesce a superare il tornello prima del capo redattore, dovrà scrivere una giustificazione per spiegare come la dipendente premiata lo scorso mese sia finita così in ritardo.

Pietro Michelucci è un fanatico della carta. Ama qualsiasi tipo di modulo: giustificazioni, certificati, comunicati, biglietti di auguri, scuse e semplici liste della spesa. Nessuno dei colleghi capisce da dove nasca questa passione per la burocrazia.

La moglie gli invia liste della spesa che escono sempre dalla tasca dei pantaloni, i colleghi gli scrivono memo vari tutto è al suo posto, Pietro Michelucci è contento.

Perché lo tolleri? sbotta la compagna di Ginevra, Livia. Livia lavora in una caffetteria vicino allappartamento che le due condividono e pensa che non ci siano lavori migliori. Accidenti! Con il tuo comportamento lintera foresta finirà presto abbattuta! Scrivigli una mail! È più moderno ed ecologico.

Non capisci, Livia, sospira Ginevra. Questuomo è fatto di carta. Le fogli volano da tutte le sue tasche e dalla sua agenda. Gli sembra di piacere. È nella sua zona di comfort, come si dice. Basta! Inoltre paga bene e non lo costringe a partecipare a pulizie di primavera.

Livia si convince, anche perché ogni aprile il proprietario del bar costringe i dipendenti a dipingere la recinzione e a lavare le pareti del locale. Il vernice le fa starnutire e la polvere è irritante. Quindi lassenza di pulizie obbligatorie è unottima scusa per le richieste del capo e il tema non ricompare più.

Oggi, se Ginevra non si infilza in avanti a Pietro Michelucci, anche solo per un attimo, senza sorpassarlo, dovrà scrivere una giustificazione.

Cosa scriverà?

Sarà un elenco infinito

È rimasta addormentata perché la sveglia si è spenta, come tutta lelettricità di casa. Dopo, corre con Livia, asciuga una pozzanghera sotto il frigorifero, mangia frettolosamente della colazione di avena fredda preparata la sera prima, poi tenta di lavarsi grazie a Dio lacqua del rubinetto scorre, fredda ma è acqua! Dopo il bagno rientrano gli accessori da donna: mascara, fard, ombretto, rossetto.

Il giubbotto di Livia è sgualcito perché, durante la notte, il gatto Innocenzo è saltato su di esso dal secchio di ghiaccio, si è sepolto, si è accoccolato e ha atteso la tempesta. Quando la tempesta è arrivata, il suo zoccolo ha colpito il piede di Livia, spingendolo a terra. Innocenzo, mai così umiliato, è impazzito e si è rifugiato sul balcone a lamentarsi.

Livia cerca un altro giubbotto perché il ferro da stiro è rotto

Tutto questo le fa perdere ore preziose. Quando si rendono conto, è già molto tardi.

Ginevra, dopo aver vestito Livia e augurandole una buona giornata, riesce a saltare sui gradini del tram in partenza, si infiltra nella folla come della gelatina, un uomo la stringe gentilmente per non farla schiacciare dalle porte, ma Ginevra lo guarda così intensamente che la sua mano sparisce insieme a lui.

Ora non deve più temere i semafori, né urtare il corrimano, né cadere preda dei ladri nella confusione della folla, perché ogni cosa è possibile in quel marasma!

Se la prende in ritardo, perderà il bonus, già destinato: una parte per le vacanze al mare, unaltra per un nuovo microonde e una per un paio di scarpe.

Le colleghe chiamano il premio la borsa di gomma. Ginevra lo ha meritato! Ma un solo errore può rovinare tutto.

Alessandra, il vero nome di Ginevra, trattiene il respiro per non correre e non saltare sul marciapiede davanti al tram. Non correrebbe più veloce, ma lillusione di sforzo scalda il cuore.

Davanti a lei, un ragazzo afferra il corrimano, la sua giacca si alza leggermente, rivelando un orologio da polso con numerosi quadranti e lancette.

Ginevra fissa lorologio con paura, vuole voltare lo sguardo, ma gli occhi tornano subito al tempo.

In ritardo? chiede il ragazzo con tono compassionevole. Che giornata triste…

Sì, risponde Ginevra stringendo il sacco al fianco sudato.

Sapete cosa si dice? Dove ti aspettano, non si può tardare, sorride il giovane.

Alessandra stringe le labbra. In altre circostanze avrebbe annuito, ma ora il commento filosofico è fuori luogo: in gioco ci sono il microonde e le vacanze al mare!

Mi chiamo Luca, prosegue il ragazzo, attendendo una risposta. E lei?

Io sono Oliva Federica. Posso passare, signor Luca! Oliva, avvolta in un leggero cappotto di velluto e guanti di pizzo, spinge il giovane con il suo busto elegante. Profuma di acqua di colonia e le labbra sono rosse come barbabietola.

Il contatto accidentale delle labbra rosse di Oliva sul braccio di Luca provoca un piccolo Scusi! balbettante. Il tempo è tempestoso!

Allora Ginevra riconosce subito: è la moglie del capo. Nessuno laveva mai vista, neppure la sua foto negli uffici di Pietro Michelucci, ma la sua voce, alta e retorica, si sente in tutta la redazione.

Ho letto il giornale stamattina, Pietro! Non serve! La storia dei mammut è ormai superata, capito? Un semplice passante ha gettato il giornale nella spazzatura, e un senzatetto…

Continua a parlare, senza pudore, riempiendo di colore le sue lagnanze, mentre il dipendente, costretto a testimoniare lennesima umiliazione del capo, svanisce nellombra della sala dattesa.

Che dice? chiedono gli altri.

Che i tuoi mammut non hanno trovato posto, Signor Grigio! scherza il giornalista. Invece la mia mostra di porcellane ha conquistato il cuore di questa coccodrilla!

Un colpo sulla guancia del giovane sfortunato, la fiera marcia dellautrice dellarticolo di porcellana, e poi il ruggito di Pietro Michelucci, che convoca tutti nella sala conferenze.

Oliva non compare mai in redazione, ma il suo spirito aleggia ovunque.

Chi è, per criticare il nostro Pietro? sbuffano le addette al bar. Poverino! Si rifugia nei pasticcini, nel tè caldo, mentre lei lo insegue, lo interroga, è una tirchia!

Oliva osserva il tram, si spinge verso i posti, slaccia dei giovani distratti dagli smartphone, li sbatte via, si siede accanto a Pietro Michelucci.

Scusi, ci scusiamo, siamo solo balbetta il capo, stringendo la valigia sulle ginocchia.

Come un bambino! pensa Ginevra, stupita di aver incrociato la famigerata Mégère. Le altre ragazze invidiano.

Basta, smetti! Dammi la tua cartella! afferra Oliva la valigia, facendo scattare la cerniera. E le chiavi? Pietro, dove le chiavi? Stai ancora a guardare la porta mentre io giro per il GUM con la piccola? Sei pazzo!

Ginevra e il ragazzo con lorologio osservano il volto arrossato di Pietro, come se fosse dipinto di vergogna.

Che ne dice? mormora Luca allorecchio di Ginevra. Non so ancora il suo nome

Il tram cigola, parte. Luca spinge il suo mento contro la guancia di Ginevra, non rasata, appuntita.

Ma davvero? sbuffa Alessandra. Scusami tanto, il tempo è tempestoso, come hanno detto

Luca incrocia lo sguardo di Oliva, che gli dice di riprendere la barba. Hai sonno? le suggerisce Ginevra. Sì, devo andare a fare una passeggiata, portare fuori il cane, poi tornare a casa. Grazie per la premura.

Oliva, come una vecchietta della fiaba del pesce doro, sparge fogli sparsi sul suo grembo. Ricordati, è la lista del lavasecco, è lindirizzo del massaggiatore, è lordine da prendere, è la spesa per i cugini. Capito? mette in tasca il foglietto.

Pietro Michelucci accetta, gli occhi di Ginevra lo incrociano, e nei suoi occhi brilla la disperazione e la supplica di non rivelare quella scena umiliante.

Così la segreta alleanza tra capo e moglie rimane.

Oliva, la Mégère, ha promosso Pietro da semplice giornalista a capo redattore, vedendolo talento fin dagli studi, facendogli da mentore, usando parenti e amici. Non ha mai lavorato di propria mano, ma la sua vita ruota tra telefonate, incontri in caffè o a casa, controlli famigliari.

È stata Oliva, sette anni fa, a chiamare Fimetta, che ha spinto Pietro verso la posizione attuale. Fimetta, grande figura del giornalismo, era innamorato di Oliva, energica e determinata, e ne approfittava.

Fimetta, devi sistemare le cose! Pietro è già grande, troppa ambizione. Trova un posto, capito? dice Oliva, scherzando.

Fimetta telefona alla redazione Foglio Pulito, dove il capo uscente ha appena lasciato lincarico. Il suo segretario stampa un ordine di nomina.

Oliva è soddisfatta. Non è andata al ristorante, ha invocato unemicrania. Fimetta rimane speranzoso.

Pietro entra, confuso, nel suo primo giorno da capo, nella nuova stanza con pannelli di rovere.

Oliva, non ce la faccio! Non riesco a gestire questa macchina! sussurra, poi tace quando gli portano caffè e cornetti.

Oliva osserva la cameriera, poi batte le spalle al marito: Tranquillo, Pietro! Non è la fine del mondo. Ce la faremo!

Lei è il cardinale grigio dietro le quinte. Pietro, in privato, la chiama per consigli editoriali, non per ignoranza ma per rispetto. Oliva soffre di gastrite, è spesso ospedalizzata, ma gestisce il giornale Foglio Pulito tra un attacco e laltro.

Larticolo sui mammut di Grigio finisce in prima pagina al posto di un pezzo su lampade a risparmio, che Pietro trova noioso secondo Oliva. Grigio insiste: I mammut vendono! Sono amati, sono potenti, è il periodo glaciale!

Pietro chiama Oliva più volte, ma lei non risponde, è al GUM.

I mammut arrivano sulla copertina, puntano le zanne contro Oliva, che non approva.

Oliva controlla gli orari dei dipendenti, il sistema informatico le fornisce accessi, e lei rimprovera Pietro per ogni minuto di ritardo.

Cera solo una situazione Siamo tutti esseri umani! difende Pietro.

Ah sì? Allora vado via. Se difendi loro, io resto. Basta! urla Oliva, chiudendo il telefono.

Pietro, nervoso, corre in mensa, ingoia panini che Oliva gli vieta, beve tè senza zucchero e convoca i trasgressori per le giustificazioni, che poi legge a Oliva, le abbellisce e le culla.

Un giorno, Oliva, profumata di mille fragranze, torna a casa, sente la mancanza del marito, lo ama, lo ama come un gatto.

Ginevra, dopo aver pubblicato due articoli sensazionali sui misteri dei Maya, esce dalla redazione tardi, esausta, come tutti i creativi.

Ginevra! Ti aspetto dice Luca dallombra. Non so quali fiori ti piacciono, così ne ho preso di colorati

Le porge un bouquet variopinto, che Ginevra chiama insalata mista.

Luca propone: Posso accompagnarti? Sembra invadente, ma dopo il bacio sul tram sento di avere il diritto

Alessandra alza un sopracciglio, quasi butta i fiori, ma alla fine li accetta, insieme a Luca.

Camminano per le vie serali, ridono, guardano le vetrine illuminate da lampade colorate, felici che il futuro sia ancora davanti, che il loro amore possa essere unico, diverso da quello di Pietro Michelucci.

È una brava persona, il tuo capo! insiste Luca. Come si dice, luomo è fatto dalla donna. Senza di lei non si alzerebbe.

Ginevra scrolla le spalle. Ognuno ha il suo.

Gli piacciono i gatti, aggiunge Luca.

Allora è una buona persona, conferma Luca. Che Dio gli dia salute.

Corrono verso il tram, ridendo, semplicemente perché tutto va bene.

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