Avevo sedici anni quando rimasi incinta del ragazzo che amavo. Frequentavo Luca da un anno; era un compagno di classe. Quando scoprimmo la gravidanza, la paura ci paralizzò e tenemmo tutto nascosto ai genitori. Quando i miei genitori vennero a conoscenza della notizia, scoppiarono in collera.
La nostra famiglia era sempre stata vista come modello. Io, unica figlia, eccellevo a scuola. Luca e io eravamo minorenni, così la decisione finale spettò ai nostri genitori.
Entrambi eravamo ottimi studenti e i nostri genitori sognavano che avremmo proseguito con studi universitari prestigiosi, per poi costruirci carriere solide. Un figlio avrebbe scombinato tutti quei progetti.
Per questo mia madre mi costrinse a ricorrere all’aborto, ancora praticabile allora. Lintervento andò bene.
Dopo quellevento, Luca e io riprendemmo la nostra vita di tutti i giorni, continuammo a vederci, finimmo il liceo, iscrivemmo alluniversità e, un anno dopo, ci sposammo. I miei genitori non ostacolarono il nostro matrimonio. Qualche tempo dopo scoprimmo di nuovo una gravidanza e tutti eravamo al settimo cielo.
Purtroppo, al sesto mese cominciai a sanguinare. Il bambino nacque piccolissimo, pesava appena un chilogrammo e cinquanta. Tre ore dopo il parto morì.
Le complicazioni continuarono: i medici non riuscirono a fermare lemorragia e dovettero rimuovermi lutero. Da quel momento non potrò più avere figli. La mia madre venne a trovarmi in ospedale, confessando di rimpiangere amaramente di avermi costretto allaborto tanti anni prima, ma le sue parole non alleviarono il dolore.
Il passato non può essere cancellato, né gli errori rimediati. Ora non sarò mai più madre e non avrò mai bambini. Non so se io e Luca riusciremo a mantenere il nostro matrimonio e a trovare la felicità, poiché i figli sono il fulcro di una famiglia tradizionale.
Alla fine, ho capito che le scelte imposte e i rimorsi non cambiano ciò che è accaduto; ciò che conta è vivere con consapevolezza, accettare le proprie responsabilità e imparare a dare valore alle decisioni che si prendono, perché ogni azione plasma il nostro futuro.




