Ragazza, tieni il tuo bambino sulle ginocchia

Signorina, metti il tuo bambino sulle ginocchia, mi ha rimproverato una donna robusta sui cinquantanni, tutta impettita. Guarda, avevo comprato a mio figlio un posto sul pullman e ho speso ben 80 euro.

Quella mattina stavo accompagnando mio figlio Lorenzo dalla nonna. Nella mia famiglia Lorenzo è il grande, anche se ha solo cinque anni, tutti lo trattano come uno che ha già iniziato le elementari. Da noi si usa così, e infatti gli prendo sempre un posto suo sul pullman: è ben educato, alto e pesa abbastanza, tenerlo in braccio è una fatica. Sinceramente sia io che lui staremmo scomodi, e rischierebbe pure di sporcare le altre persone con le scarpe. Meglio che abbia il suo sedile, così tutti viaggiamo tranquilli.

Quel giorno, Lorenzo era seduto vicino al finestrino e io accanto a lui, proprio nei primi posti davanti, così da scendere prima degli altri. Avevo spiegato allautista che avevo preso il biglietto anche per Lorenzo, quindi nessuno doveva occupare il suo posto.

Ci stavamo allontanando da Firenze, e sullautostrada si è fermata una signora corpulenta. Dietro di noi cerano ancora dei posti liberi, quindi lautista ha fatto salire la signora. Ti giuro, quando è salita sembrava che la corriera stesse per piegarsi; gli altri passeggeri si sono messi a fissarla, quasi divertiti. Appena ha chiuso la porta, ho sentito il sospiro di rassegnazione dellautista. La signora si è avvicinata ai sedili trascinandosi.

Ragazza, metti il bambino sulle gambe, ha ripetuto imperiosa. Ho risposto, con calma, che avevo pagato il posto per mio figlio e non lo avrei messo in braccio. Lautista è venuto in mio aiuto e mi ha detto di spostarmi davanti, cerano altri posti liberi. Ma la signora ha borbottato che dovevano darle il posto, che per lei era più comodo così, e che tanto lei prende quel pullman ogni giorno e si siede sempre al finestrino.

Non le ho ceduto il posto, e il pullman ha cominciato a prendere velocità; la donna continuava a ondeggiare tra i sedili, sempre vicino a noi, senza la minima intenzione di spostarsi dietro. Io dentro stavo fumando, ma non volevo litigare davanti a Lorenzo. Mi sono messa a parlare con lui per distrarmi. Lei si è infuriata ancora di più e ha urlato: Dai, sposta subito il bambino, non hai capito?!. Le ho risposto serenamente che non lo avrei fatto, mio figlio è grande e il suo posto lho pagato. E visto che siamo saliti prima, abbiamo scelto dove sederci. Non esistono ticket numerati qui.

Lautista guidava tranquillo e sembrava proprio abituato a queste scene. Allinizio nessuno dei passeggeri ci badava, tra cuffie e occhi chiusi. Poi però qualcuno ha iniziato a intervenire: Signora, vada nei posti liberi, Non strilli, mica è casa sua. La signora, sorda a tutti, ha ribattuto che non si spostava, che era difficile per lei per via della sua taglia. Ma era chiaro a tutti che era una questione di principio, voleva la nostra zona comoda.

Quindi è successo il colpo di scena. Lautista ha fermato il pullman, è sceso dal posto di guida, è venuto verso di noi, ha preso le borse della donna e le ha posate fuori. Poi ha accompagnato la signora, un po spaesata e isterica, direttamente fuori dal pullman. Non ha avuto nemmeno il tempo di reagire che lautista è risalito e siamo ripartiti. Sul pullman è calato il silenzio. E poi, tutti insieme abbiamo fatto una colletta per rimborsare lautista dei soldi che avrebbe perso senza la signora. Quando siamo arrivati, glieli abbiamo consegnati, lui era contentissimo e ci ha promesso che non la farà mai più salire, perché litiga sempre con tutti.

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