Riccardo prova vergogna per sua madre i compagni di scuola ridono, chiamandola la vecchia signora, perché i loro genitori hanno ancora i ventanni.
Nella nostra società si pensa che i figli debbano nascere presto, non solo per ragioni fisiologiche ma anche per i pregiudizi culturali.
Riccardo ha appena diciassette anni, mentre sua madre, Maria, ne ha sessantacinque. I coetanei lo prendono in giro per il suo anziano genitore. Anche al liceo, quando i genitori giovani vengono a prendere i ragazzi, dietro a Riccardo appare la nonna, zoppicante, e la vergogna lo assale.
Una volta scappa di casa e resta via per settimane. Loredana, lamica di famiglia, gli ripete continuamente di rimettersi in riga e di smettere di comportarsi così. Lui, però, pensa che lei lo abbia ferito e offeso.
Un giorno arriva al piano di sopra e scopre che la madre non cè più. La vicina gli dice che Loredana ha avuto un infarto ed è in ospedale a Roma, e che è tutta colpa sua. Lei non le ha mai fatto del male, le aggiunge la donna.
In una gelida mattina, Loredana trova un neonato avvolto in una coperta di plastica nel cassonetto di Via Nazionale. Lo prende subito con sé, lo alleva come suo figlio, lo battezza Marco. La famiglia di Riccardo aveva lasciato il bambino a morire nel bidone, ma Loreda lo ha dedicato alla sua vita, diventando così vecchia mentre Riccardo è ancora un adolescente.
Il ragazzino, mortificato per il suo comportamento, corre allospedale, piange, cade in ginocchio davanti a Loredana, le bacia la mano e chiede perdono. Lei lo accoglie, lo perdona, perché è suo figlio.




