Martina veniva da un piccolo paesino tra le colline umbre. È lì che, come si dice qui, Cupido lha colpita con le sue frecce. Martina si è innamorata di Lorenzo, e lui di lei. Poi hanno deciso che era arrivato il momento di lasciare la loro piccola patria. Raccontarono ai genitori che sarebbero andati a Roma per guadagnare abbastanza euro per poter festeggiare degnamente il matrimonio. E effettivamente andarono a lavorare; ma poi decisero di non spendere troppo per la festa nuziale.
Non ne potevano più dei giovani romani che arrivano alle proprie nozze in sneakers e jeans, accettano solo buste con contanti e invece del pranzo tradizionale organizzano un buffet rapido, o addirittura si accontentano di una videochiamata, spendendo le buste per pagare la rata del mutuo.
Così fecero anche Martina e Lorenzo. Però le loro madri, tornando in paese, organizzarono una cena semplice per festeggiarli. Non avevano nessuna conoscenza a Roma. Insomma, tutto questo non centra direttamente, ve lo racconto solo per darvi unidea della coppia, per immaginare che carattere hanno…
Sono passati cinque anni dal matrimonio. I due hanno deciso di aspettare per i figli, perché dovevano ancora finire di pagare il mutuo insieme. La madre di Martina era una donna forte, aveva cresciuto la figlia da sola e in ogni telefonata non mancava di ricordarle quanto fosse pronta a diventare nonna. Martina, però, sapeva che se avessero vissuto insieme alla madre, si sarebbero lasciati molto presto. Non ci correva dietro nessuno, e quindi si sono presi tutto il tempo.
Poi Martina ha cominciato a nutrire dei rancori verso Lorenzo, che aveva già avuto in passato, ma che prima riusciva a lasciar perdere. Mi ha chiamato:
Lui parla a lungo al telefono con gli altri, ma con me solo buongiorno e buonasera… Quando torna dal lavoro, avrai modo di parlare, no? Vorrei vedere un film romantico la sera, ma lui si fissa solo sui suoi thriller. Quanti televisori avete? Ormai basta un computer con le cuffie, ma non è vita di coppia se si sta vicini e ognuno pensa ai fatti suoi. Proprio così! Credo che Lorenzo non mi capisca! È una pretesa originale, Martina. Perché ridi? Va bene, non rido più. Martina, quando vi divertite insieme? Quando siamo in vacanza o quando ci sono ospiti… In quelle occasioni lui è sempre molto premuroso…
La conversazione con Martina è durata quasi unora. Mi ha raccontato del loro primo incontro, e di come tutte le ragazze invidiassero la sua storia. Da quello che ha detto ho capito che il problema era che Martina sentiva il bisogno di farsi notare, di brillare davanti agli altri, ma a Roma non aveva nessuno davanti a cui mettersi in mostra. Questa era la prima questione, e poi ce nera unaltra…
Martina, come immagini il matrimonio perfetto? Obbligatoriamente con figli. Si dice sempre così, ma quando arrivano i figli, molte coppie si sfaldano… Il mio marito dovrebbe interessarsi del mio umore, di come va il lavoro dovrebbere valorizzare il mio abbigliamento e lodare ciò che cucino Non lo fa mai? Sì, dice solo buono, ma a me non basta. Raccontami in dettaglio Lui rientra, tu lo servi, e poi? Per esempio, prepari purè e polpette, e lui Si sfrega le mani e sorride. Ma è già un complimento! Non credo ti piacerebbe se allontanasse il piatto col disgusto dicendo che non ha fame…
Martina tacque; penso che non avesse davvero colto il senso della sua lamentela. Ma in qualche modo ce laveva con Lorenzo. Capivo bene cosa non la soddisfaceva davvero. Per averne conferma, ho chiesto a Martina della sua relazione con la madre.
Ho scoperto che la madre era una donna molto emotiva. Assillava Martina di domande. Quando qualcosa non andava, si affrettava a sostenerla, assicurandole che tutto si sarebbe sistemato.
Si dice spesso che scegliamo chi ci ricorda i nostri genitori, e chi ci dà affetto. Martina non aveva mai avuto un padre, e non immaginava che non tutti sono capaci di manifestare apertamente i propri sentimenti.
Le ho spiegato allora che, in fondo, era come se fosse sposata con sua madre da cinque anni, aspettando che Lorenzo si comportasse proprio come lei. Martina allinizio rimase stupita, poi rifletté e fu daccordo.
E come faccio a separarmi dalla mamma? Semplice. Ogni volta che provi un rancore, immagina che Lorenzo non centra nulla, perché vicino a te cè la mamma premurosa, e nessuno può competere con lei! Tutto qui? Tutto qui. Vedrai che il rancore sparirà da solo!




