Sono stato cresciuto dalla nonna, ma adesso i miei genitori hanno deciso che devo pagar loro lassegno di mantenimento.
I miei genitori vivono nel Lazio, io invece abito in Puglia. Non ci siamo visti da più di ventanni. Loro lavorano come artisti, cantano in un coro e hanno sempre viaggiato. Quando ho compiuto cinque anni ho iniziato a vivere con la nonna, Rosa. Per semplificare la sua vita con un bambino, ha dovuto trasferirsi da parenti nella nostra zona pugliese.
Allinizio la mamma e il papà venivano da noi due, a volte tre volte allanno, ma poi le visite sono diventate sempre più rare. Alla fine ho smesso quasi del tutto di pensarci; il nostro contatto si è interrotto. Quando stavo studiando odontologia, al terzo anno mi sono sposato.
Oggi, insieme a mio marito, gestiamo una clinica odontoiatrica e guadagniamo bene. Un anno fa sono riemersi i miei genitori: hanno iniziato a chiamare la clinica perché non avevano nemmeno il mio numero di telefono. Le loro telefonate erano tutte lamentele sulla loro vita.
Li ascoltavo pazientemente, dicendo loro che avevano scelto quella strada quando hanno affidato me alla nonna. A volte i genitori mandavano alla nonna qualche euro, ma per lo più noi vivevamo con la sua pensione. Rosa lo ripeteva spesso, e io lo capivo bene, perché dovevamo farla valere su ogni spesa.
A scuola andavo molto bene, dovevo assicurarmi di avere qualcosa con cui vivere e vestirmi; lavoravo al pronto soccorso di notte. Ora penso di avere una vita tutta mia, e i miei genitori la loro, e che ognuno vada per la propria strada.
Quando papà e mamma si sono accorti che non intendevo aiutarli, hanno iniziato a minacciare di chiedere lassegno di mantenimento. Le loro parole mi hanno allontanato definitivamente. Se prima dubitavo ancora della correttezza della mia decisione e pensavo di dare loro un supporto economico, ora non lo voglio più. Credete che abbia ragione io, o forse dovrei comunque dare una mano ai miei genitori?




