La Rivale

Quando Maddalena vede i medici in camice bianco e i carrelli con una giovane donna immobile, prova una strana soddisfazione, seguita subito da un palpabile timore.

È viva la donna che hanno portato in ospedale? Il pensiero le fa correre un brivido lungo la schiena. Non vuole niente di tutto ciò, nemmeno per sua madre. Le fratture non rientrano neanche nei suoi piani: vuole solo punire, far pagare al padre.

La famiglia Gori è nota ben oltre i confini della provincia di Siena. Non è solo una famiglia, ma una squadra di affari affiatata: Domenico, sua moglie Lidia e la figlia Maddalena. Il loro maneggio Leggenda è meta di pellegrinaggi per i turisti e gli amanti dei cavalli. Domenico, di origini campane, è un uomo dal cuore grande. Lidia è la sua roccia, contabile scrupolosa, mentre Maddalena è cresciuta a cavallo, conosce ogni cavallo come la propria mano. Fin da piccola aiuta nella scuderia e, già giovane, si dedica allequitazione di disciplina. È determinata, silenziosa, coraggiosa, una vera donna dazione.

Lattività dei Gori nasce dal passatempo di Domenico: teneva qualche cavallo nella tenuta dei genitori. Verso la metà degli 90 costruì, vicino al villaggio di Montalbano, una scuderia ampia con arena e grande recinto, poi aggiunse una piccola locanda. Acquistò altri cinque cavalli, iniziò a ospitare e curare cavalli privati, assunse maneggiatori, un fabbro, istruttori e aprì il servizio di noleggio cavalli.

Il servizio attrae subito i nuovi proprietari di case di campagna della Toscana e, presto, anche i turisti. Maddalena vive in un appartamento a Firenze con la madre, ma il fine settimana è sempre a Montalbano, dove ama i cavalli. In quinta media aiuta il padre a formare i neofiti.

Dopo il diploma non prosegue gli studi universitari: si dedica al business di famiglia. Conosce i suoi cavalli meglio di chiunque: chi è di buon umore, chi soffre, chi può andare al pascolo e chi è capriccioso.

Il percorso non è sempre stato liscio. Nel 2010 un incendio devasta gli edifici e uccide alcuni cavalli. Domenico è sconvolto, ma Lidia, senza versare una lacrima, assicura che tutto si ricostruirà. Insieme riescono a rialzarsi.

Il sogno idilliaco si infrange con il primo ictus di Lidia. Domenico non la lascia, le è accanto, ma tre mesi dopo una seconda emicrania la costringe a stare confinata in casa. Lui assume assistenti, porta medicine costose, ma lo sguardo diventa vuoto e i suoi gesti verso Lidia meccanici. La speranza si spegne.

Maddalena odia quellatteggiamento formale del padre verso la madre, lo incolpa per la sua debolezza. Crede che Lidia si rialzerà, che prima dei cinquanta anni la famiglia tornerà a essere unita, tutti al lavoro comune.

Un giorno la sorprende nel fienile con Vittoria, una donna daffari elegante e sicura, cliente abituale del maneggio. Il mondo di Maddalena si capovolge. Una rabbia così intensa la costringe a correre subito da sua madre.

Si aspettava negli occhi di Lidia lo stesso dolore, ma la donna, legata alla sedia a rotelle, sospira piano:

Figlia, calmati. Lo so.

Lo sai?! sputa Maddalena. E ti taci?

Ha 48 anni, è forte, ha bisogno di una donna. Io sai bene, ora sono un peso per lui. Che vada in giro, non ci abbandona, il lavoro non lo abbandonerà. Lho perdonata per lui, per la nostra famiglia. E tu perdona, per me.

Maddalena non può perdonare. Il padre lha cresciuta con regole severe verso gli uomini; a ventanni non ha mai provato un vero innamoramento. Lidea che una donna estranea sfrutti la vulnerabilità del padre e la debolezza della madre la fa ribollire. Ricorda i momenti di affetto tra i genitori, lattenzione di Domenico, e capisce che il colpevole non è lui, ma Vittoria. Una donna capricciosa che nessun uomo potrebbe resistere. Lodio si sposta sullinterludio.

La vendetta diventa ossessione. Ma non vuole una punizione violenta; decide di sottrarle ciò che più ama: il controllo freddo. Sa che Vittoria, per quanto esperta, teme di apparire ridicola. Ideare un piano.

Aprove la scusa di far provare a Vittoria un nuovo cavallo, Tempesta, in realtà un animale dolce e placido. Per tre giorni lo allena in segreto, usando segnali impercettibili agli altri.

Il giorno della prova, larena è piena. Maddalena mette in scena uno spettacolo: dimostra la calma di Tempesta, poi, quando Vittoria monta, il cavallo inizia a comportarsi stravagante, ma non aggressivo. Non scalcia, ma fa il buffone, si alza in testa al momento più inaspettato, ignora gli ordini, compie salti goffi.

Vittoria, tentando di mantenere la facciata, appare una cavallerizza goffa, incapace di dominare lanimale ostinato. Il pubblico scoppia a ridere. Alla fine, la donna si agita, si arrabbia e cade in maniera clamorosa.

Domenico non è presente; è andato a trovare Lidia, e Maddalena se ne è occupata. Unora dopo lincidente, il padre arriva alla scuderia, poi si precipita allospedale dove hanno portato Vittoria. Prima di andare via, lancia a Maddalena uno sguardo furioso: Ne parleremo più tardi.

Quando ladrenalina si placa, Maddalena resta sulla arena vuota, provando un vuoto più grande della trionfante soddisfazione. Non voleva ferire nessuno; era solo un sfortunato susseguirsi di eventi.

Domenico rientra al maneggio al mattino presto, attende che Maddalena faccia colazione. Il suo volto è grigio.

La sella dice a bassa voce. Lho ispezionata. È stata intaccata. E il comportamento di Tempesta mi è stato riferito È davvero quello che ti ho insegnato?

Maddalena tenta di spiegare:

Lho fatto per voi! Per mamma! Perché se ne andasse!

Taci! è la prima volta che il padre le alza la voce. Non lhai fatto per noi. Hai deciso di fare la giudice? Non so se potrò mai guardarti senza orrore.

Il silenzio di Lidia è peggiore di qualsiasi parola.

Maddalena si avvicina, sperando almeno in comprensione. Lidia la fissa con occhi freddi, estranei:

Ti ho chiesto di capire. Di perdonare, come so fare io. Tu hai portato nel nostro focolare il male, calcolato e intenzionale. Credevi di salvare la famiglia? Lhai sepolta. Vattene.

Vittoria si riprende. Si sospetta una lesione spinale; per due giorni è immobile, ma si tratta solo di uno shock, con contusioni e una lieve commozione. Non va in giudizio: ogni cliente, prima di salire in sella, firma il modulo di consenso che esclude responsabilità del maneggio. Solo Domenico e Lidia hanno notato cosa era accaduto, una volta capito quale cavallo avesse causato la caduta.

Leggenda continua a funzionare, ma lanima è svanita.

Domenico vive in una casetta ai margini della scuderia, non parla più con la figlia. Lidia si è chiusa in se stessa, il suo silenzio è una muraglia che Maddalena non può abbattere.

Maddalena vive sola nella casa vuota, osserva le foto di famiglia e pensa di non meritare quel trattamento. Voleva punire una donna estranea per riavere tutto come una volta. Ma una volta non esiste più. La vendetta è come lacido, goccia dopo goccia corrode tutto intorno. Ora le resta solo rimpiangere di aver creduto, in preda alla rabbia, che la giustizia potesse avere qualcosa di simile alla crudeltà.

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