Piccoli momenti della vita
Ignorando i consigli dei genitori, Alina sposò il suo amato Saverio, un giovane serio e riservato. Era stato cresciuto dalla nonna Serafina la nonna Fina, come la chiamava da bambino. I suoi genitori erano morti quando aveva solo due anni, perciò non li ricordava affatto.
Quando Alina presentò Saverio ai suoi genitori, Loretta rimase turbata, ma mostrò il suo disappunto solo dopo che il ragazzo se ne era andato.
Alina, non ti abbiamo cresciuta per lui, stai frequentando luniversità al terzo anno, quale marito, quale matrimonio? E non voglio Saverio come genero. Cosa ha da offrire? Lavora in unofficina un semplice meccanico Te lo dico, non ti aiuterò se decidi di fare questo passo.
Mamma, io lo sposerò comunque, lo sai rispose Alina, mentre il padre, come al solito, taceva, cercando di mantenersi neutrale tra moglie e figlia. Soprattutto aspetto un bambino
La cerimonia fu modesta, nonostante la famiglia di Alina non avesse problemi economici; Loretta non volle organizzare un grande festeggiamento. Se solo la figlia avesse scelto il figlio della sua amica, ma Alina era troppo testarda.
Vedrai, vivrà in povertà con il suo meccanico, tornerà a casa, ora pensa solo allamore e alla fantasia diceva Loretta al marito. Se nè persino andata da casa, è andata a vivere con sua nonna, per non farmi sminuire Saverio. Non è affatto contenta che la figlia aspetti un bambino.
I genitori di Alina abitavano in una grande appartamento a Firenze, la figlia era abituata al comfort, ai soldi, era lunica. Ma andò con Saverio dalla nonna Serafina, che viveva in una casa propria in un piccolo paese a sette chilometri dalla città.
Passò del tempo, Alina diede alla luce una bambina. La nonna Fina aiutava molto, insegnò tutto alla giovane mamma e si alzava persino di notte per occuparsi della bisnipote Katiuscia. Alina tornò alluniversità, cercando di essere al contempo una brava moglie e madre, ma non era facile: era spesso esausta. Ogni mattina si alzava presto, prendeva lautobus verso Firenze e poi ne cambiava un altro per arrivare alluniversità.
Tornava a casa stanca, la nonna Fina e Katiuscia la aspettavano al cancello, la piccola attendeva impaziente la mamma. Più tardi arrivava Saverio, lavorava fino a tardi. Prendeva in braccio la figlia e la girava. Amava moltissimo le sue donne. Alina desiderava dedicargli più attenzione, ma lui arrivava sempre tardi, affamato e sfinito.
Alina era vicina alla discussione della tesi. Sempre più spesso pensava di tornare dai genitori, nella casa comoda, dove non avrebbe dovuto sprecare ore nel traffico. Ma Loretta era ancora offesa, non telefonava e non si interessava alla nipote.
Saverio aveva un fratello maggiore, Antonio, sposato da tempo, viveva in città con moglie e figlio, aveva guadagnato tutto con fatica, lavorava spesso fuori sede. La vita familiare però non era tranquilla: la moglie Marina chiedeva sempre di più.
Ha chiamato Antonio raccontò Saverio alla nonna e ad Alina è andato via da Marina, troppi litigi, ora vive in affitto.
Come è possibile? si preoccupò la nonna Fina aveva comprato la casa e ora lha lasciata.
Nonna, Antonio ha agito da uomo, ha lasciato tutto a moglie e figlio lo difese Saverio.
Un giorno Alina si lamentò con il marito: quel ritmo di vita la stancava, doveva prendere due autobus per arrivare alluniversità. Non disse esplicitamente di voler tornare dai suoi genitori, perché era stata lei a decidere di vivere con Saverio, indipendente.
Sono stanca diceva Alina stanca di essere dipendente dallorario degli autobus, il viaggio è lungo e pieno di fermate Faccio fatica
Saverio lascoltò in silenzio, le diede un bacio sulla guancia.
Ho unidea, poi te la dirò rispose misterioso sarà una sorpresa, ma Alina non indagò; non aveva energie per la curiosità.
Dopo qualche giorno, una sera si fermò unauto davanti casa.
Forse sono i miei pensò Alina, ma lauto era sconosciuta, vecchia. Non erano i suoi genitori, era proprio un rottame.
Corse fuori e vide Saverio uscire dallauto con orgoglio.
Che ne pensi della nostra bellezza?
Quella È una macchina? Dove lhai presa?
Lho comprata rispose Saverio con i soldi che avevamo messo da parte per lanticipo sullappartamento
Alina guardò la macchina e le dispiacque per quei soldi, li avevano messi da parte per la casa e ora erano finiti in quel rottame. Avrebbero dovuto vivere a lungo ancora in paese.
Saverio ne parlava con entusiasmo.
Lho sistemata io stesso, va che è una meraviglia, vieni che ti porto a fare un giro la prese per mano e la fece salire. Devo solo dipingerla, così non dovrai più prendere lautobus la rassicurava È quasi perfetta, e mi è costata pochissimo.
In effetti la macchina funzionava, anche se Alina temeva che si sarebbe sfasciata per strada. Tornando, vide la nonna Fina al cancello con la figlia. Saverio prese Katiuscia e la fece girare, Alina corse dentro casa, oltrepassò la soglia e scoppiò in lacrime. Piangeva di sollievo, ma anche per la fatica accumulata.
Alina, su, tesoro mio la consolò la nonna Fina preoccupata Che succede?
Saverio ha speso tutti i soldi che avevamo per la casa, in quella macchina. Sognavamo un appartamento e ora
Calmati, cara la abbracciò la nonna sei una ragazza intelligente e brava, ma sei solo stanca, ecco tutto. Sono solo piccoli momenti della vita, ciò che conta è stare bene insieme; i soldi sono niente, limportante è lamore e la comprensione.
Alina ascoltò le sagge parole della nonna, si calmò. Si vergognò un po del suo sfogo, si alzò, uscì sul portico dove cera il marito. Accanto a loro il cane peloso rincorso da Katiuscia che cercava di afferrarne la coda. Sedette piano accanto a Saverio.
Perché non ne hai parlato con me, Saverio? chiese piano.
Volevo farti una sorpresa speravo di renderti felice
Alina lo fissò, guardò nei suoi occhi e vi lesse tanta sofferenza non detta, capì subito. Lui la amava, aveva comprato la macchina per facilitarle la strada verso luniversità, le voleva bene davvero. Aveva cercato di risolvere il problema di cui lei si era lamentata, anche se aveva frainteso quale fosse davvero.
Va bene, Saverio, va bene la macchina è nostro nuovo mezzo rispose conciliando ma promettimi che decideremo sempre insieme.
È giusto rispose felice sono abituato a decidere tutto da solo, ma con te farò diversamente dora in poi.
Perfetto. Sono solo piccole cose, limportante è stare uniti e avere una figlia meravigliosa ripeté le parole della nonna Fina.
Dal vetro, la nonna Serafina li guardava sorridente: “Prima lite di famiglia come si fa senza? Ce ne saranno altre. Limportante è capirsi e volersi bene. Di una cosa sono certa si amano davvero.” e li benedisse piano.
Saverio dipinse lauto, la nonna Fina cucì dei coprisedili nuovi. Nulla di lussuoso, la macchina aveva vissuto molto. Ma presto Alina era seduta di fianco al marito, guidando verso Firenze.
Non voleva chiedere aiuto ai suoi genitori.
Il tempo passò. Katiuscia cresceva, era tempo di iscriverla allasilo, la nonna era ormai anziana, aveva bisogno di riposo. Alina terminò luniversità e trovò lavoro in città. Saverio continuava a lavorare fino a tardi, s’impegnava a risparmiare. Sempre più spesso tornava il problema della casa. Non avevano ancora abbastanza per lanticipo sullappartamento. Alina non voleva chiedere niente ai genitori; la madre continuava a non parlare né con lei né con Katiuscia.
Ma un aiuto arrivò inaspettato. In un weekend, il cane nel cortile iniziò ad abbaiare forte. Alina pensò fosse la vicina, quella che portava il latte per Katiuscia.
Antonio! gridò Saverio felice, vedendo il fratello dalla finestra, e corse fuori. Ciao, fratello, come va?
Ehi, Savva, ciao!
I fratelli si abbracciarono forte, entrambi felici. La curiosa Katiuscia sbirciava dalla porta.
Ma che bella sei, nipotina esclamò Antonio vieni, ti ho portato un regalo.
Dal sacchetto tirò fuori un grande coniglio con lunghe orecchie e un fiocco azzurro. Katiuscia lo prese con gioia, toccò il fiocco e corse dalla nonna per mostrarglielo.
Serafina e Alina accolsero Antonio calorosamente.
È tanto che non ti vedevamo, Antonio, come va Saverio diceva che ora sei in affitto chiese la nonna, versando il tè nelle tazze.
Tutto bene rispose lui con allegria mi sono divorziato da Marina, lei ha trovato un altro ed è andata via, verso Milano. Pago gli alimenti, come si deve. E questo, fratello, tirò fuori una busta spessa dalla tracolla è il mio regalo di nozze per te e Alina, non potevo esserci allora, ero fuori per lavoro.
Che cosè? si incuriosì Saverio.
Sono dei soldi
Quali soldi?
Per lanticipo sulla casa spiegò Antonio, mettendo la busta nelle mani del fratello ora che Marina è via, sono tornato nella mia casa. Questi soldi li ho messi da parte, pensavo di comprare un altro appartamento, ma non potevo portare via la casa allex moglie e figlio. Considerate questa il mio regalo di nozze ripeté.
La tavola si fece silenziosa. Poi tutti risero felici.
Grazie, fratello, grazie Antonio. Che tempismo
Alina quasi scoppiò a piangere di felicità, la nonna Fina abbracciò il nipote. I due fratelli si abbracciarono forte, senza bisogno di parole.
In autunno, Saverio, Alina e la piccola si trasferirono in un nuovo appartamento con due stanze a Firenze. Katiuscia iniziò lasilo vicino a casa. Anche la scuola era poco distante, così fu scelta proprio pensando al futuro, quando la bimba avrebbe dovuto frequentarla.
Saverio lavorava sempre nellofficina. Così la vita mise alla prova la giovane famiglia. Aveva ragione nonna Fina: sono solo piccole cose della vita ciò che conta è lamore, la felicità e la salute di tutti.
Grazie per aver letto, per il sostegno vostro e i bei pensieri. Buona fortuna e felicità a tutti!



