La moglie incinta di mio fratello pretende che le cediamo il nostro appartamento: tra richieste assu…

9 aprile

Sono sposato con mia moglie da dieci anni. Viviamo insieme in un bilocale a Torino. Paghiamo ancora il mutuo. Non ci sentiamo pronti ad avere figli per ora; prima vorremmo sistemarci completamente su tutti i fronti. Mio fratello, Marco, invece fa tutta unaltra vita. Anche lui è sposato. Con sua moglie, Giulia, abitano in un monolocale piccolo a Moncalieri. Marco lavora come un matto: fa due lavori a tempo pieno e arrotonda pure con qualche lavoretto extra qua e là. Giulia, però, non lavora. La velocità con cui fa figli ti lascia senza parole. Ne hanno già tre, lei è incinta del quarto e a sentirla parlare, vuole anche il quinto.

Oltre ai bambini, hanno anche diversi prestiti aperti per comprare elettrodomestici e cose varie per la casa. Io e mia moglie spesso diamo una mano, quando possiamo. A volte con qualche soldo (euro che spariscono come niente), a volte portando spese da mangiare. Ogni tanto Giulia, la moglie di mio fratello, ha anche la faccia tosta di pretendere qualcosa, invece di chiedere con gentilezza.

In quelle occasioni dobbiamo riportarla coi piedi per terra e dirle di no. Loro rimangono ovviamente offesi, ma dopo qualche settimana ricominciano da capo con qualche altra richiesta assurda.

Laltra sera Giulia ha detto, seria: Visto che voi due non avete bambini e a noi adesso ne arrivano quattro, dovreste lasciarci la vostra casa.

Mi sono bloccato, sono rimasto senza parole per la follia della richiesta. E noi dove dovremmo andare? Nel vostro monolocale?

No, ha risposto tutta convinta. Ci mettiamo noi degli inquilini e voi andate in affitto. E deve aver pensato anche che questa soluzione fosse logica. Poi ancora: Ma quando ve ne andate?

Lì mi sono acceso. Senti un po, vai a farti vedere da uno psichiatra. Esci dalla mia casa.

Lei, come risposta, con lo sguardo gelido: Allora io il bambino non lo tengo più, e sarà colpa tua. E se nè andata sbattendo la porta.

E così è andata: la stessa giornata, di nascosto. Era al terzo mese. Non ho dormito tutta notte.

Alle due del mattino mio fratello Marco si è presentato alla porta, fuori di sé, e ha iniziato a urlare e accusarmi di tutto. Mio moglie ha cercato subito di calmarlo e capire che fosse successo. Gli ho raccontato tutto. Lui non si calmava. Allora, di nervoso, lho portato in bagno e gli ho buttato dellacqua gelata in faccia per farlo rinsavire, poi lho letteralmente accompagnato fuori di casa.

Non lho più visto da allora, in pratica non ho più un fratello.

Ora so una cosa: la famiglia può essere un dono, ma a volte anche la persona più vicina sa ferirti in modo inaspettato. Bisogna imparare a mettere limiti sani, anche se fa male.

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