Non si è mai parlato di assegni familiari, abbiamo solo concordato che avrei versato a mio marito una somma per il mantenimento di nostro figlio, ma da anni lui campa con i miei soldi.

Diario personale, 13 aprile

È difficile scrivere queste parole, ma sento il bisogno di fare chiarezza con me stessa. Sono stata io a lasciare la mia famiglia per un altro uomo. Ho spezzato il matrimonio con una scelta che molti non mi hanno mai perdonato, soprattutto Luca, il mio ex marito. Secondo lui, visto che gli ho rovinato la vita e spezzato il cuore, sarei in debito con lui per sempre. Quando è arrivato il momento della separazione, non mi ha permesso di portare via con me nostro figlio, Matteo; e la cosa che ha tagliato più di tutte è stato vedere che anche Matteo voleva restare con lui, non con me. Per quanto mi facesse male, non sono mai riuscita a convincerlo a venire con me, né avrei potuto costringerlo.

Così abbiamo trovato un accordo in poco tempo: io sono uscita di scena senza troppe resistenze, e in cambio ho continuato a mandare ogni mese, a volte due volte al mese, dei soldi. Allepoca Luca lavorava e guadagnava abbastanza, ma quando ha capito che io avevo una buona posizione e che anche il mio compagno attuale, Giulio, contribuiva perché a Matteo non mancasse nulla, Luca ha lasciato il lavoro e si è messo a vivere solo con quello che spedivo io.

Man mano che Matteo cresceva, suo padre lo viziava sempre più: cibo da asporto o ristoranti, giorni di scuola saltati appena ne aveva voglia, viaggi al mare o in montagna, elettrodomestici costosi che a undici anni nemmeno sapeva esattamente usare. Forse era inevitabile che finisse per guardarmi con tutto quel distacco che adesso mi fa così male. Qualsiasi cosa gli regalassi o facessi per lui, “papà” riusciva a farla meglio, sempre con i miei soldi. A Matteo non è mai venuto in mente come fosse possibile che suo padre avesse tutto quel denaro, pur non lavorando e restando quasi sempre in casa.

Un giorno Giulio mi ha fatto notare che forse il problema nasceva proprio dal fatto che gli davo troppi soldi. A quel punto abbiamo iniziato a pensare che, invece di buttare via tutto per le spese frivole di Luca, sarebbe stato meglio mettere qualcosa da parte per gli studi di Matteo. Così ho preso coraggio e sono andata a parlare con Luca di persona. Gli ho spiegato che lo avevo sostenuto abbastanza a lungo: da quel momento avrebbe dovuto occuparsi lui delle spese quotidiane, mentre io avrei pensato al futuro di nostro figlio.

La sua reazione è stata la solita: mi ha insultata come madre, come ex moglie. Ha minacciato di portarmi in tribunale, dicendo che, in realtà, non gli avrei mai dato ciò che gli spettava, e che avrebbe chiesto gli alimenti ufficialmente.

Ho consultato un avvocato qui a Torino e mi è stato detto di non preoccuparmi: Luca in realtà non lavora da anni e ogni euro che entra in casa arriva da me. Le sue minacce, quindi, sono solo parole. Eppure, nonostante tutto, sento di essere io quella che perde. Matteo mi odia ancora di più, convinto che io voglia rubargli la serenità togliendo il sostegno a suo padre. Non so se troverò perdono o comprensione, ma vorrei solo che un giorno capisse davvero ciò che ho tentato di fare per lui.

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Non si è mai parlato di assegni familiari, abbiamo solo concordato che avrei versato a mio marito una somma per il mantenimento di nostro figlio, ma da anni lui campa con i miei soldi.