Due settimane per fare le valigie e trovare un’altra casa: le figlie si offendono quando la mamma de…

“Due settimane per preparare le valigie e trovare un altro posto dove vivere”. Figlie offese

Paola è rimasta senza marito molto presto. Ha cresciuto da sola le sue due figlie. Nonostante tutto, nessuno l’ha mai sentita lamentarsi. Le figlie non solo sono diventate grandi, ma hanno anche conseguito una buona istruzione, tutto grazie all’aiuto della madre. Paola lavorava persino in due posti diversi per poter pagare i loro studi.

Poi la figlia maggiore ha portato a casa un fidanzato, annunciando che quello sarebbe stato suo marito solo che lui non aveva una casa dove stare. Dopo un po è arrivato anche un bambino e bisognava cedere la camera alla giovane famiglia. Così Paola è andata a vivere con la figlia minore nella sua stanza.

Allinizio Paola pensava si trattasse di una soluzione momentanea. La giovane coppia avrebbe risparmiato e magari comprato un appartamento, lasciando tutto come prima. Ma la figlia e il genero non facevano nulla per cambiare la loro situazione. E perché mai, visto che avevano un tetto sulla testa e il frigorifero sempre pieno ovviamente, grazie a Paola che preparava da mangiare per tutti.

Ma nessuno le mostrava gratitudine. Anzi, in casa erano iniziati i litigi. La figlia minore sosteneva che non era il suo compito pulire il bagno dopo il cognato. La maggiore diceva di essere troppo occupata con un bimbo piccolo. Il genero replicava che portare fuori la spazzatura e lavare i piatti non erano faccende da uomo, e passava ore davanti al computer.

Laria in casa era diventata così pesante che Paola non aveva nemmeno voglia di tornare da lavoro. Quando propose alla figlia maggiore di cercarsi una casa in affitto con il marito e la bambina, si sentì rispondere: “Stiamo risparmiando per il mutuo. Dove troviamo i soldi per laffitto?”. Così sono rimasti.

Il colmo è stato quando la figlia minore ha portato a casa il suo ragazzo: “Mamma, lui viene da unaltra città e vivrà con noi”. Paola si domandava: “Dove dormite? In cucina?”. Ma la figlia, prevedendo la domanda, disse tranquilla che la cucina non era molto comoda, però se la mamma si trasferiva lì, lei avrebbe avuto finalmente una stanza tutta sua.

Paola non ce lha più fatta. A un certo punto ha capito che nessuno prendeva in considerazione la sua opinione. E che forse, se dipendesse da loro, l’avrebbero perfino mandata in una casa di riposo firmando le carte senza pensarci due volte.

Così ha messo le cose in chiaro: “Avete due settimane per mettere via le vostre cose e trovare un altro posto dove vivere”. Le figlie si sono sentite offese, promettendo che Paola non avrebbe più visto i nipotini e che, in fondo, sarebbe rimasta sola nella vecchiaia. Ma Paola non ha cambiato idea. Se doveva essere questa la sua sorte, allora sia così. Era ora che si rendessero indipendenti.

Ora Paola si avvicina al suo cinquantesimo compleanno. Non sa nemmeno se le figlie verranno a farle gli auguri. Secondo te, ho fatto bene a cacciare di casa le mie figlie? Tu, cosa avresti fatto al mio posto?

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