Rimproveravo mio marito perché viveva nella mia casa: in un solo weekend ha fatto le valigie ed è an…

Mi ritrovo ancora a rimuginare su quella volta in cui, presa dalla rabbia, ho rinfacciato a mio marito di vivere nella mia casa. Un fine settimana senza dire troppo si è chiuso nel silenzio, ha preparato le valigie ed è partito.

Qualche settimana fa, la mia famiglia ed io siamo andati in campagna, vicino Siena, e lì abbiamo ascoltato una storia davvero interessante, che mi ha fatto riflettere. La racconto qui, nel mio diario, ritagliandomi qualche minuto di tregua nella confusione dei pensieri. Tutto è cominciato anni fa, con una donna di nome Loredana, ex moglie di Gianni. Il loro matrimonio è durato oltre ventanni. Non sono al corrente dei dettagli più segreti della loro vita, solo quel che ho sentito raccontare dai compaesani.

Appena sposati, i genitori di Loredana, come si fa spesso da noi, regalarono ai novelli sposi un appartamento in centro, a Firenze. Allepoca Gianni lavorava in una falegnameria, mentre Loredana era impiegata amministrativa. Gli stipendi non erano male, e potevano permettersi una vita serena. Gianni era uno a cui piaceva fare tutto con le proprie mani; in casa sistemava ogni cosa.

Avevano un solo figlio, Andrea, dal carattere difficile e piuttosto testardo, quasi arrogante. Loredana gliene lasciava passare una dopo laltra, mentre Gianni cercava di dargli una disciplina. E per questo tra i due non cera mai pace discussioni continue, una routine che logora. Gianni insisteva che il figlio doveva diventare autonomo e responsabile.

Quando Andrea era ancora molto piccolo, Gianni gli insegnava già come riparare una sedia o cambiare una lampadina: secondo lui era importante saper lavorare con le mani, essere pratico, specie per un uomo. Allinizio Andrea lo seguiva contento, poi perse ogni interesse.

Loredana invece diceva sempre che lavori manuali non erano per Andrea, che era destinato ad altro, a ben altri orizzonti. Lo copriva di regali di valore, motivi sempre per non fargli fare nulla. Così lui divenne pigro, convinto che tutto gli spettasse di diritto.

Questo tirava sempre più la corda tra Loredana e Gianni. A un certo punto, Andrea finì il liceo e si iscrisse alluniversità. I genitori pagarono senza batter ciglio, ma a lui non piaceva studiare, prendeva voti bassi e sembrava sempre svogliato.

Un giorno Gianni scoppiò cosa aveva davanti? Un figlio che non voleva alzare un dito, abituato ad avere tutto servito. Se provava a parlargli, non otteneva nulla. Alla fine Gianni sbottò: Ma cosa abbiamo cresciuto? Non vuole fare niente, si accontenta che tutto sia fatto per lui! Forse dovresti trovargli anche il lavoro, eh? No, lascia perdere, tienitelo a casa tua. Così almeno lo controlli meglio tu! Io, sentendo tutto questo, rabbrividivo.

Ma che dici, sussultò Loredana, è anche tuo figlio!
Gianni era esausto: A diciotto anni, non è più un ragazzino. Lasciamolo affrontare la vita. Ti avevo avvisata, lo sai. Volevo crescerlo da uomo, ma non me ne hai mai dato la possibilità.

Loredana non si trattenne più: Ma sei proprio tu a dover parlare? Vivi da anni in casa mia, non ti sei nemmeno comprato una casa tua! Nonostante tutto, pontifichi su come dovrei educare io nostro figlio!

Gianni sbuffò: Ma cosa stai dicendo? Quellappartamento è il regalo di nozze dei tuoi genitori per noi due, non solo per te! Ho investito tanto anchio, mi ci sono impegnato Potevamo stare benissimo, in pochi possono dire di avere una casa così bella. E ora tiri fuori queste storie?

Indispettita, Loredana se ne andò sbattendo la porta. Da quel giorno, il loro rapporto cambiò. Andrea si schierava sempre dalla parte della madre: se Gianni chiedeva aiuto, riceveva solo indifferenza. Andrea inventava scuse, preso chissà da quali impegni. Gianni si rese conto che, forse, ormai per loro non contava più molto.

Quel sabato mise insieme poche cose e se ne andò davvero. Nessuno aveva mai immaginato che avesse messo da parte dei soldi per anni, sognando di comprare una casetta in un paese toscano, vicino a un fiume, dove vivere la pensione in pace con Loredana. Invece si trasferì nel nostro borgo fra le colline, vicino agli olivi, e in pochi mesi finì i lavori nella sua nuova casa. Lì conobbe una donna vedova, Elena. Dopo due anni vivevano già insieme, felici della ritrovata serenità.

E Loredana e Andrea? Non hanno mai più chiamato Gianni, neppure una volta. A volte mi chiedo se il destino non sia sempre così beffardo: uno pensa di avere il controllo, e poi la vita gira come vuole lei.

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