I miei fratelli non hanno mai aiutato i nostri genitori, ma ora tutti vogliono la loro parte di eredità.

Provengo da una famiglia piuttosto numerosa: cerano papà, mamma, mio fratello maggiore, due sorelle e io. Vivevamo in un appartamento grande con tre camere proprio a Bologna, e papà aveva pure costruito una villetta discreta giù in campagna. Nonostante lo spazio, però, non siamo mai stati quel tipo di famiglia modello che si vede nelle pubblicità del parmigiano: anzi, soprattutto tra noi ragazze, cerano sempre scaramucce, occhiatacce e qualche litigio degno di Sanremo.

Crescendo, le cose non sono migliorate granché: rapporti tirati come una messa cantata, tensioni che si tagliavano col coltello e chat di famiglia silenziate per giorni. Il primo a svignarsela dalla casa dei nostri fu mio fratello Giovanni. Dopo il servizio militare (che qui è una rarità), sè sposato in gran stile bolognese ed è diventato un uomo rispettato, anche se la vera comandante di casa è la moglie, Francesca, che non ha mai avuto un debole per la nostra allegra compagnia. Hanno avuto una figlia, ma le visite dei nostri genitori alla nipotina erano piuttosto tese: Francesca riceveva tutti con la stessa allegria con cui si riceve una multa improvvisa. Morale della favola: ormai da sette anni, neanche un caffè insieme.

Mia sorella maggiore Lucrezia, romanticona irrecuperabile si era innamorata perdutamente di un attore, il primo anno di università. Studi? Ciao, è partita a ruota libera dietro di lui e la sua compagnia teatrale, saltellando per mezza Italia tra Reggio Emilia e Torino. Dopo tre anni di drammi, litigi e applausi veri o finti, lui lha mollata in un paesino sperduto. I nostri le hanno offerto aiuto, ma la sua dignità (e un pizzico di testardaggine tipica emiliana) glielo ha impedito. Per un po ha sbarcato il lunario tra residenze universitarie, poi ci ha detto di essersi sposata Dettagli sul fortunato? Nessuno in famiglia lo ha mai visto dal vivo da quella lontana visita di più di dieci anni fa.

Poi cè mia sorella minore, Sofia la vera star di casa. Bella da far girare la gente al mercato, trattata come una principessa al ballo della Pro Loco, sempre col meglio addosso. Studio? Mah. Il suo motto era più sulla falsariga di conta più il portafoglio pieno che la media dei voti in pagella. Subito dopo il diploma si è fidanzata col figlio di un imprenditore locale: bella vita, cene fuori, viaggi, borse griffate Fino a quando, improvvisamente, la ditta del suocero è andata in fumo e Sofia, manco fosse in una telenovela, si è fidanzata col collega benestante del ex. Da cinque anni convivono, col solito bimbo in arrivo e selfie sospetti su Instagram.

Quanto a me be, la mia vita non è stata una passeggiata sotto i portici. Dopo la laurea mi sono sposata con un tipo che allinizio sembrava affidabile come uno zio simpatico. Poi, tra un bicchiere e laltro, è scivolato nellalcolismo e alla fine ho dovuto chiedere il divorzio. Nel frattempo, i miei genitori si sono ammalati seriamente: per anni sono stata un funambolo tra ospedali, badanti e asilo nido di mia figlia. Nessun aiuto concreto da fratelli e sorelle, ovviamente però tutti pronti a discutere su chi spetta la fetta più grossa delleredità.

Tanto tempo fa, papà mi aveva già regalato la casa in campagna, probabilmente per darmi una mano con tutte le rogne. Ma secondo me, ho tutto il diritto di reclamare anche una parte dellappartamento bolognese almeno per principio e per compensare le chat familiari mai lette. Dopotutto, in famiglia larte di complicarsi la vita e riderci sopra è la vera eredità condivisa.

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I miei fratelli non hanno mai aiutato i nostri genitori, ma ora tutti vogliono la loro parte di eredità.