Mia figlia ha preteso un matrimonio da favola, un anello di diamanti e una Jeep a noleggio. Noi e i genitori dello sposo abbiamo fatto tutto a rate, ma dopo sei mesi hanno già divorziato.

Guarda, ancora mi ricordo la faccia mia e di mio marito, Michele, quando nostra figlia, Giulia, ci ha annunciato che voleva sposarsi. Aveva solo diciottanni! Abbiamo provato a farle cambiare idea in tutti i modi, ma niente, era irremovibile.

Ovviamente, subito la nonna paterna lha presa da parte:
Giulia cara, ma mica sei incinta, vero?
E lei, tranquilla:
Ma no, nonna, figurati.

Il fidanzato di Giulia, Davide, era solo di due anni più grande. Abbiamo parlato con i suoi genitori e insieme abbiamo deciso di fare la festa di nozze a casa nostra, molto semplice, allitaliana. Ma Giulia, niente, storceva il naso:
Dai, ma è una cosa da retrogradi! Facciamo qualcosa di più moderno.

Da lì sono partite discussioni infinite, davvero. Alla fine, abbiamo ceduto e la cerimonia labbiamo fatta al ristorante. Ovviamente Giulia ha scelto il pacchetto più costoso, e sia noi che i genitori di Davide eravamo neri.
Giulia, però, si è messa a piangere:
Ma mamma, ci si sposa una volta sola nella vita

Abbiamo dovuto fare un prestito. Anche i genitori di Davide. E pure lanello labbiamo preso con diamante, proprio come voleva lei. Io e Giulia ci siamo anche sbizzarrite nella scelta dellabito da sposa, una cosa mozzafiato.

Per andare al comune volevamo usare la nostra vecchia Fiat Punto, figurati. Giulia subito contraria:
No, no, dovete noleggiare una Jeep!

Michele ha provato a spiegarle che costava troppo ma lei niente, voleva la Jeep e così labbiamo noleggiata.

Quando è arrivato il giorno del matrimonio, eravamo esausti sia di testa che di tasca. Tra bomboniere, ristorante, vestito e noleggio, ci siamo giocati una fortuna. E sai qual è la beffa? Dopo sei mesi, Giulia e Davide hanno divorziato.

A quanto pare, a Giulia proprio non le andava la vita da sposata. Aveva mille critiche su tutto quello che faceva il marito.

E pensare che io mi sono sposata con un top carino e una gonna semplice. Mio marito mi aspettava al Comune con un mazzo di fiori e siamo ancora felici, dopo ventanni, con una figlia. Nessun super ricevimento ha mai fatto la differenza nel matrimonio.

Non sono contraria ai matrimoni, eh. Solo penso che bisognerebbe fare tutto con un po di equilibrio. Spero davvero che se ci riproverà, la nostra Giulia ci metta più testa la prossima voltaOra, quando vedo Giulia che torna la sera e mi abbraccia in cucina, mi viene da sorridere. Ha imparato una lezione che né noi genitori, né la nonna, né nessun altro avremmo mai potuto insegnarle con le parole: la felicità non si compra, non si organizza con i pacchetti all-inclusive, non ha bisogno di automobili luccicanti. La felicità è fatta di scelte semplici e di tempo condiviso.

Qualche giorno fa mi ha detto:
Mamma, la prossima volta che mi sposo ti prometto che basteranno i ravioli della domenica.

Mi è scappata una risata, e poi un abbraccio forte. In fondo, crescere è anche questo: fare errori, tornare sui propri passi, e magari se va bene ridere insieme delle vecchie foto in abito bianco, sapendo che il vero amore nasce dove meno te lo aspetti.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

fifteen + two =

Mia figlia ha preteso un matrimonio da favola, un anello di diamanti e una Jeep a noleggio. Noi e i genitori dello sposo abbiamo fatto tutto a rate, ma dopo sei mesi hanno già divorziato.