Qualche mese fa ho iniziato a creare contenuti sui social, non per diventare famosa o attirare atten…

Qualche tempo fa, mi venne la voglia di condividere piccoli frammenti della mia quotidianità sui social. Non lo feci per cercare popolarità, né per attirare attenzione: semplicemente mi dava gioia. Mi piaceva riprendere le ricette, mostrare qualche attimo della giornata insieme a mia figlia Bianca, raccontare quei dettagli di casa nostra che rendevano speciale ogni giorno. Nessuna scena preparata, nulla di professionale: semplici video fatti tra i fornelli o sul divano, mentre svolgevo le mie solite mansioni.

Sin dal principio, però, mio marito Matteo iniziò a sentirsi a disagio. Allinizio lanciava qualche battuta: Perché lo fai?, Chi vuoi che ti guardi?, A che ti serve pubblicare questi video?. Cercavo di spiegargli che per me era solo una distrazione piacevole, ma lui non riusciva proprio a vedere la cosa nello stesso modo.

Un giorno, senza giri di parole, mi disse che secondo lui lo facevo per attirare lattenzione degli altri uomini. Che volevo piacere, che volevo essere guardata. Rimasi zitta, senza capire davvero cosa gli fosse scattato. Nei miei video cerano solo piatti cucinati, la merenda di Bianca, qualche nuova ricetta venuta bene. Niente costumi da bagno, niente balli, nessun corpo esposto.

La cosa assurda era che avevo appena novantanove follower. Novantanove. E metà di loro erano parenti cugini, zie, amici di vecchia data. Glielo dissi, gli mostrai il profilo e i commenti, fatti spesso solo da mamma Maria o da mia cugina Lucia. Eppure per lui non contava il numero, ma ciò che secondo lui cercavo: Tu cerchi qualcosa, insisteva.

Iniziarono così le discussioni. Ogni volta che prendevo in mano il telefono per registrare, sentivo i suoi occhi addosso. Se pubblicavo un video, mi chiedeva subito chi lo avesse visto. Se qualcuno lasciava una faccina, lui lo interpretava come fosse un gesto di corteggiamento. Una sera addirittura mi chiese di mostrargli i messaggi privati, anche se non ne avevo nessuno. Mi disse che facevo mancare di rispetto a lui come marito.

Arrivai al punto di non riuscire più a filmare con serenità. Ogni pubblicazione diventava fonte di preoccupazione, di tensione. Quello che per me era nato come semplice passatempo si trasformò in una causa di ansia. Stai cambiando, diceva, Non sei più la stessa, vuoi solo essere vista. Eppure io sentivo solo di non poter più fare nulla senza che venisse frainteso.

Ancora oggi, i miei post sono sempre meno frequenti. Non perché non ne abbia voglia, ma perché ogni volta che condivido qualcosa mi sembra di preparare il terreno per una nuova lite.

Che cosa dovrei fare?

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