Diario, 12 giugno
Oggi, ripensando a quanto successo alla mia amica Giulia, mi sono trovata a riflettere profondamente sui rapporti umani e su quanto bisogna stare attenti a chi si apre il cuore. Anche mio marito Marco la pensa come me, e negli ultimi mesi abbiamo deciso di essere molto più riservati. Non abbiamo smesso di frequentare i nostri amici, certo, ma quello spazio intimo che una volta condividevamo con loro ormai lo teniamo solo per noi. Tutto è cambiato dopo quel brutto episodio che ha vissuto Giulia con suo marito Alessandro.
Giulia e Alessandro erano legati da una lunga amicizia con unaltra coppia, Serena e Riccardo. Gli uomini avevano lavorato insieme per anni, le donne avevano addirittura frequentato la stessa facoltà alluniversità. Poi Serena si sposò e, poco dopo, diede alla luce una bambina. Allepoca lei presentò la sua amica Giulia ad un collega di Riccardo e anche loro divennero coppia.
Con il tempo, però, le cose cambiarono. Riccardo lasciò il lavoro e trovò un impiego più redditizio. Anche Serena trovò unottima posizione, ben pagata. Tuttavia, cominciarono a vedersi sempre meno. Poi Serena ebbe altri bambini, e la sua situazione lavorativa divenne precaria: tra una maternità e laltra, fu licenziata con una scusa.
Riccardo si ritrovò a lavorare sodo per mantenere la famiglia numerosa: quattro figli da crescere non sono semplici, ma tutto sommato non se la passavano male. Riuscirono a comprare una casetta spaziosa in campagna e conducevano una vita semplice, senza eccessi, ma dignitosa.
Giulia e Alessandro, invece, non avevano figli. Erano molto presi dalla carriera, viaggiavano spesso, vivevano secondo i loro desideri.
Un giorno, decisero di invitare gli amici nella loro casa in Toscana, vicino Arezzo. Pensavano sarebbe stato bello passare il fine settimana lontano dal traffico di Milano: qualche grigliata, un tuffo nellArno, lunghe passeggiate nel bosco. Serena chiamò Giulia per raccontarle il piano. Giulia sembrava entusiasta, ma disse che ne avrebbe parlato con Alessandro e poi avrebbe richiamato per confermare. E fu allora che accadde il peggio: Serena lasciò il telefono acceso sul tavolo senza accorgersene.
Inaspettatamente, Giulia ascoltò una conversazione agghiacciante. Gli amici ridevano di loro, li chiamavano ignoranti che non capivano nulla della vita. Secondo loro, con quattro figli a carico, riuscivano appena a tirare avanti e la loro casa era quasi una baracca, un luogo dove era imbarazzante ricevere ospiti. Criticavano i bambini, dicendo che erano maleducati e che almeno la metà sarebbe stato meglio darli in affidamento. Giulia era una mamma monotona che parlava solo dei suoi piccoli.
Si spinsero oltre: definirono Alessandro un cafone arrogante. La chiamata si interruppe improvvisamente, lasciando Giulia e suo marito di sasso, arrabbiati e increduli. Avrebbero voluto affrontarli subito, ma proprio in quel momento ricevettero una chiamata da Riccardo, che ancora non sapeva nulla: annunciava che sarebbero passati nel weekend come programmato. Alessandro, stravolto, rispose educatamente.
I due parlarono a lungo di quanto era accaduto, e alla fine decisero di aspettare gli “amici” senza dire nulla. Quando arrivarono, portarono in dono dei prodotti tipici di poco valore e dolci da supermercato per i bambini. Riccardo subito fece una battuta pungente:
Ma che stipendi avete, che nemmeno riuscite a portare qualcosa di buono? Dai, adesso vi facciamo assaggiare qualcosa di vero, prepariamo un signor pranzo. Poi dopo ci aiutate, ché cè un sacco da fare.
Giulia e Alessandro erano frastornati. Non capivano questo atteggiamento sprezzante. Serena rincarò la dose:
Ma come mai non avete ancora figli?
Non ci sentiamo pronti, arriverà il momento rispose serenamente Giulia.
Ah, capisco Solo la gente rozza fa figli, chi ha un po di testa vive la vita per sé, ribatté con tono velenoso Serena.
A quelle parole Giulia e Alessandro rimasero senza fiato. Ormai era chiaro che sapevano tutto, anche se non potevano immaginare come. Gli “amici” trovarono subito una scusa per andare via, evidentemente a disagio.
Resto ancora oggi pensierosa ripensando a questa storia. È giusto chiudersi di più con le persone? Bisognerebbe essere più comprensivi o reagire con fermezza? Io, francamente, non so come mi sarei comportata. Ma di una cosa sono certa: certe ferite fanno crescere, ma lasciano il segno.






