Non vi sta bene che io voglia costruire la mia famiglia? Sono scappata da voi per crearmi una vita m…

Non vi va bene che io voglia la mia famiglia? Sono scappato, ho iniziato a costruirmi la mia vita, e siete arrivati, ricominciando tutto da capo!
Bianca, dai, non agitarti così! Capisco che per te, cresciuta a Milano, sarà dura vivere in un paesino, ma ti aiuterò! cercava di rassicurarla Matteo. So fare tutto. Mi arrangio. Tu, però, stami vicino!

Bianca era confusa.
Perché mai si era innamorata di uno del paese? Ma di che innamoramento poi! Da togliere il fiato!

Lei aveva ventotto anni, una carriera brillante nelleditoria, mentre Matteo, a trentanni, aveva una marea di parenti e una villetta immersa nel verde, a solo mezzora da Bergamo.

Si erano conosciuti al Luna Park di Città Alta: Matteo ci era finito per caso, mentre la mamma faceva la spesa da Esselunga. Bianca cera andata trascinata dalle amiche.

Una chiacchierata, lo scambio del numero, e così avevano iniziato a sentirsi sempre più spesso. Matteo si impegnava, andava a trovarla in città, era gentile e premuroso e così Bianca si sciolse. Lui, daltronde, era così aperto, genuino, spontaneo, diverso da tutti i ragazzi superficiali che conosceva.

Poi, un giorno, Matteo la invitò a sposarlo, e Bianca accettò.

Beh, figlia, provaci. Matteo è un ragazzo di campagna, laborioso, buono, annuì sua madre. Non va? Torni a casa, a Milano.

Bianca non aveva nulla da perdere. Il lavoro le permetteva lo smart working: il suo capo era favorevole da mesi. E poi, che male cè? Laria buona della provincia fa bene. Tuttavia

Matteo, ma io laggiù che ruolo avrò? chiese Bianca.

Sei la mia fidanzata. Fra un anno festeggiamo le nozze, e poi andiamo in vacanza. Intanto metto da parte tutti gli euro che servono, così penseremo solo a noi, disse lui, improvvisamente imbarazzato.
So che sei abituata a un certo stile di vita.

Tutto sembrava perfetto, eppure qualcosa lasciava Bianca perplessa, anche se non riusciva a capire cosa. Così decise: basta, ora si prova!

E così, presa una settimana di ferie e una valigia piena di vestiti, chiuse a chiave il suo piccolo bilocale in Porta Romana, su cui aveva sudato tanto, e si mise in macchina verso il paesino, dove Matteo la aspettava.

La prima sera le sembrò un sogno rovente dagosto: insieme, annaffiarono lorto, prepararono la cena. Tutto funzionava, come in un ingranaggio magico.

Amore, arrivano i miei! annunciò Matteo, tornato dal lavoro prima del solito quel venerdì.
Perché? trasalì Bianca.

Vogliono conoscerti. E poi, dare una mano! Viene anche mio fratello con sua moglie, Matteo girava nervoso in salotto.

Resteranno molto? azzardò Bianca, preoccupata.

Spero di no! rispose Matteo, scrutandola negli occhi. Comunque, ce la caviamo.

A quelle parole, il cuore di Bianca sussultò davvero.

Non agitarti, cara, la rincuorò sua madre per telefono. Consideralo un test. Se non va, hai sempre casa tua. Fai come ti pare, tanto o si abituano oppure problemi loro! Tanto la responsabilità ora è di Matteo.

Ma davvero? Che mi importa? E poi non sono nemmeno sua moglie! si tranquillizzò in fretta Bianca. In fondo, mica la mangeranno!

Stava ancora apparecchiando la tavola quando sentì una macchina avvicinarsi.

Sono qui! entrò Matteo, emozionato.
Uscirono davanti a salutare.

Eh, ciao nuora! sussurrò una signora corpulenta, in un abito largo azzurro, capelli cortissimi, occhi cerchiati di nero naturale, sorrise storta abbracciando il figlio.

Un omone, con un po di pancetta, fece un cenno a Matteo e salutò Bianca.

Il fratello, alto e con laria di chi la sa lunga, la accoglieva sorridendo, mentre sua moglie, la bionda e robusta Angelica, dopo averla squadrata con diffidenza, borbottò rivolgendosi al marito.

E tu cosa guardi? Muoviti, porta dentro le borse! e si diresse alla macchina.

Bianca li fece accomodare, sperando che tutto si sciogliesse a tavola. Cucina italiana, il suo forte!

Eh, ti sei impegnata! Proprio benvenuti, commentò Grazia Maria.

Pietro approvò con una specie di grugnito.

E questa? Pollo? Ma chi cucina così? Angelica spingeva la forchetta sul piatto, schifata. Se ne inventano una al giorno, poi tocca mangiare porcherie.

Non dire così, è davvero buono! protestò Vladimiro, il fratello.

Eh, a te basta riempirti lo stomaco, non importa come! sbottò Angelica, posando la forchetta rumorosamente.

Matteo guardò Bianca con una smorfia di scuse.
Angelica, rispetta! E non essere così invidiosa. Bianca si fa in quattro, la difese.

Ma chi ha scelto un nome così? Come la nostra mucca, anche lei si chiama Bianca aggrottò lei.
Bianca rise sottovoce.

Coshai da ridere? borbottò Matteo a bassa voce.

Niente, una mia amica ha chiamato il suo porcellino dIndia Angelica, confidò Bianca piano.
La battuta, però, la sentirono tutti.

Grazia Maria fissò Bianca, i maschi trattennero le risate, Angelica arrossì furiosa.

Ma chi ti credi di essere?! Come osi?! urlò fissandola.

Sentivo che con te si può scherzare scrollò le spalle Bianca.

Vladimiro si illuminò verso la cognata.

Io sono la moglie legittima di Vladimiro! Tu chi sei? Solo convivente! strillò Angelica, con Grazia Maria che approvava dalla sedia.

Almeno sono educata: quando sono ospite, cerco di non fare la maleducata ribatté Bianca.

Io non sono qui per te! replicò tagliente Angelica.

E io non ti ho invitata, sbottò Matteo, stufo. Quanto vi fermate?

Il silenzio scese improvviso. Tutti guardarono il padrone di casa.

Solo il tempo di insegnare alla tua signorina come si vive in campagna, poi via, sospirò la madre.

Mamma, ce la facevamo benissimo anche prima. Ce la caviamo ancora.

Certo! Ti sei caricato sulle spalle una sfaticata. Quanto pensi duri? punzecchiò Angelica.

La sfaticata qui non è certo Bianca, la zittì Matteo. Ora grazie della cena, potete riposare.

Prese la mano di Bianca e insieme, sotto gli sguardi ostili, iniziarono a sparecchiare.

Bianca pensò che, in fondo, avere qualcuno su cui contare era il vero segreto della felicità. E, se proprio tutto fosse andato storto, aveva sempre un rifugio dove tornare.

Il sabato cominciò in modo surreale.

Ma qui si dorme fino a mezzogiorno? Da noi, alle otto si è già in piedi! tuonò la suocera entrando in camera. E bisogna pure preparare la colazione!

Bianca guardò lorologio: erano proprio le otto.

Grazia Maria, in frigo cè tutto per fare colazione disse Bianca tirandosi su il lenzuolo. Mi faccio almeno vestire?

Certo che Milano vi rovina! agitò le mani la donna. In frigo le cose si cucinano, non si mangiano da sole! Su, forza!

Uscì sbattendo la porta.
Bianca si vestì e scese in cucina.

Ma buongiorno, amore! sorrise Matteo mentre trafficava ai fornelli.

Eh, fosse stato per me, quella dormiva ancora, commentò la madre.

Bianca serrò i denti.

Mamma, perché sei entrata in camera nostra? sbottò Matteo. Ti avevo chiesto di non farlo.

E oltre che maldestra, è pure pigra? rise Angelica.

Nessuno ti ha chiesto nulla, rispose Bianca secca.

Eh, la vita di paese è sveglia presto. Quando avrete la mucca, la dovrete mungere alle sei! sogghignò Angelica.

Non abbiamo intenzione di prendere una mucca, ribatté Matteo, serissimo.

E perché no? Latte, burro, panna Ah, ecco, la tua Bianca mica sa mungere! E poi dovrà alzarsi allalba! rise Angelica.

Neanche tu sai mungere eppure vivi, scherzò Vladimiro.

Da quando Bianca è qui, sei diventato acido e nervoso, azzardò Grazia Maria.

Matteo, io vado a casa. Quando questo circo andrà via, chiamami se vorrai, decise Bianca, stanca della commedia.

Tu! Da quando sei arrivata, mio figlio si è dimenticato della famiglia! Non viene più, non aiuta mai, non risponde al telefono! E tu vuoi pure essere accettata?! Ci stai rovinando la vita!

Basta! tuonò Matteo. Calò il silenzio.

Non vi sta bene che mi costruisca la mia famiglia? Sono andato via, sto facendo altro, e voi siete ricomparsi aspettandovi cosa, esattamente?

Hai perso la testa! Le dai tutti i soldi, tutto il tempo! Deve volere solo i tuoi euro! Ti si è attaccata al collo, piagnucolò Grazia Maria. Ti stiamo salvando!

Mamma Bianca è indipendente. Sto mettendo via per il matrimonio. Volete il bene? Tornatevene a casa! Da noi venite solo se invitati! Specialmente Angelica.

In famiglia lo shock era totale mentre i parenti facevano le valigie.

Allora, Matteo, scegli: o io, o lei! disse la madre.

Ma Angelica lhai accolta! ribatté Matteo.

Eh, figurati il confronto! sbuffò Angelica.

Il padre e il fratello seguivano la scena incuriositi.

Allora? incalzò la madre.

Io scelgo la felicità, replicò Matteo, fissandola negli occhi.

Allora non ho più un figlio! Grazia Maria uscì trascinando la valigia, imitata da Angelica.

Se hai bisogno, noi ci siamo, sorrise il padre. Aveva capito più di tutti. Della mamma mi occupo io!

Il fratello abbracciò Matteo:
Tienitela stretta, la tua felicità! Qui dobbiamo cambiare qualcosina

E così partirono.
Bianca si sentì a disagio, ma capì che Matteo teneva davvero a lei.

Tornarono a fare tutto insieme, sforzandosi di sostenersi a vicenda, capendo quanto la situazione pesasse a Matteo.
Intanto, nella casa di Vladimiro, il clima si era ribaltato.

Mamma! Angelica! Abbiamo comprato la mucca! annunciò Vladimiro con allegria.

Che? Sei impazzito? fece Grazia Maria.

No. Angelica la dovrà mungere ogni mattina e portare al pascolo, rispose impassibile Vladimiro.

Vladimiro, ma dai, non scherzare! Angelica sbiancò.

Eh, avete tanto criticato Bianca, e adesso lagenda rurale è la vostra! allargò le braccia Pietro. E a colazione, come in paese, pasta fumante, non panini, ogni giorno alle sette!

Lì cominciò la scuola delle donne!
Quante risate!

Tutto quello che avevano urlato a Bianca, ora veniva loro riproposto.
La mamma capì di avere un po esagerato con la nuova nuora, perché ora si pretendeva anche che guadagnassero come lei.
Ma quello non era alla loro portata.

Non cera tempo!
Grazia Maria fece pace con il figlio, anche se prima di tornare da loro ci avrebbe pensato su. Se Bianca, magari, sapesse fare pure qualche altro incantesimo?

Infine, Matteo, finalmente felice, chiese a Bianca di sposarlo per davvero.
Alla festa cerano tutti!

Non che Grazia Maria e Angelica avessero imparato ad amare Bianca, ma almeno tacevano: si era capito che era meglio.
Bianca era felice! Continuavano a fare tutto insieme, aiutandosi e senza più nessuna paura degli ospiti inaspettati.

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