Ama te stesso, e tutto andrà per il meglio

Amati e andrà tutto bene

Fuori soffia un vento gelido, il cielo è grigio e sembra che anche il cuore di Maria sia avvolto nella stessa malinconia. Se ne sta sola in questa casa grande e piena di tutto, tranne che di compagnia. Un marito ce lha, Enzo, ma pure stasera è uscito con la solita scusa del lavoro, e lei ormai sa bene che tipo di impegni siano.

I figli, Tommaso e Chiara, sono già usciti dal nido da anni. Tommaso è sposato, abita in periferia con la sua famiglia, mentre Chiara vive ormai su al nord, vicino a Bergamo. Ha finito luniversità lì, si è sposata con un ragazzo del posto e ora crescono insieme la loro piccolina.

Stamattina Maria ha sentito Chiara al telefono.

Mamma, cosa succede? le chiedeva Chiara, insistente. Ti sento la voce giù, che hai?

Ma figurati, tesoro, va tutto bene. Piuttosto, dimmi di voi, come sta la mia nipotina adorata?

Qui tutto a posto, mamma, Davide lavora sempre tanto; da chirurgo non si ferma mai, lo sai Torna stanco ma lui ama il suo mestiere, lo dice sempre che è la sua vocazione. E la piccola Sofia tra poco va allasilo, stiamo crescendo e ci godiamo la vita.

Sono proprio felice per voi, figliola, che Dio vi benedica, rispose Maria con una stanchezza nella voce difficile da nascondere.

Però mamma, la tua voce non mi piace per niente. E papà dovè?

Papà? Ah, è giù nel garage che mette in moto la macchina fa freddo qui, tira vento e piove non voleva preoccupare Chiara.

È da mesi che il cuore di Maria vive in confusione. Non ne parla con nessuno; tanto, si dice, a che servirebbe? Se lo raccontasse, qualcuno la compatirebbe, qualcun altro si divertirebbe pure alle sue spalle. Una volta, destate, era nellorto sotto la finestra della cucina, persa nei suoi pensieri. La finestra era aperta, ed ecco che sente la voce di Enzo. Parlava dolcemente, con parole che da tempo non le rivolgevano più. Non si accorgeva che Maria era sotto la finestra.

Va bene, bella stasera non riesco a passare, anchio ho nostalgia Sì, ti voglio bene anchio Dai, non te la prendere, domani vengo sicuro. Mi conosci, lo sai che se prometto una cosa la mantengo

Dopo quella telefonata Enzo sparì in casa, e Maria non sentì più nulla. Uno schiaffo al cuore. Enzo, luomo di cui si fidava ciecamente, era diventato come tanti altri mariti. Improvvisamente le vennero in mente le parole di sua sorella, che si lamentava di essere stata tradita dal marito. Per Maria era sempre stato impensabile.

E ora, eccola lì, capiva la sorella fino in fondo. Non sapeva cosa fare, se piangere o cacciare Enzo di casa. Si sedette sul muretto e pianse.

Signore, ma proprio a me doveva capitare Enzo, che ho sempre protetto, ora mi tradisce come fanno tanti uomini. Si vede che pure lui non ha saputo resistere

Enzo ha quarantasette anni. La sua vita è riuscita. Ha una moglie affettuosa, i figli cresciuti bene, tutti sistemati. Loro abitano in un paese grande vicino Modena, e lì Enzo ha un molino dove trasforma il grano in farina e produce anche mangimi per le aziende agricole della zona.

Maria ha tenuto tutto dentro, per mesi. Poi, a poco a poco, è venuta a sapere chi era laltra. Curiosa ma discreta, è riuscita persino a dare una sbirciata al cellulare del marito mentre lui dormiva.

Si chiamava Tiziana, scoperta sua, una lontana parente di amici comuni. Si erano visti più volte a casa loro. Tiziana abitava nel quartiere delle Case Nuove, quelle palazzine popolari in paese. Tramite una conoscente, Vanna, Maria è riuscita a sapere anche lindirizzo.

Tiziana, la nostra cugina, non è proprio uno stinco di santo le confessò Vanna. Bella è bella, nulla da dire, ma ha la fama di far girare la testa a più di uno. Trentaquattro anni, mai stata sposata, figli zero. Una volta si è perfino lamentata con me che la sua vita non ha basi solide e che da sola certo un bambino non vuole crescerlo

Maria non replicò, anche se avrebbe voluto scoppiare a piangere. Ma si fece forza, tornò a casa e una volta varcata la porta si lasciò andare alle lacrime.

Dio, quanto pesa portarsi dentro tutto questo

Passò ancora qualche tempo e, due mesi fa, trovò il coraggio di andare a parlare con Tiziana. Non ce la faceva più. Suonò il campanello. Tiziana aprì la porta e sbiancò. Sapeva chi era la moglie di Enzo. Maria entrò in salotto senza aspettare inviti.

Ciao sussurrò, sedendosi sul divano, guardando intorno.

Tiziana era paralizzata, forse temeva che Maria le saltasse addosso: alcune donne in queste situazioni perdono la testa. Dopo una pausa, Maria parlò, arrabbiata:

Non ti vergogni a stare con un uomo sposato? Che ti manca? Gli uomini liberi non ti bastano? Lo sanno tutti che sulla sofferenza degli altri non si costruisce la felicità.

Con sorpresa di Maria, Tiziana si mise a piangere.

Non so come sia successo, ma io Enzo lo amo non riesco a vivere senza di lui.

A quel punto anche Maria perse il controllo, le diede uno schiaffo. Tiziana scoppiò in lacrime più forte.

Ti prego, Maria, perdonami singhiozzava.

Non ce la fece più neanche Maria. Piansero insieme. Poi, quando si furono calmate, Maria disse:

Non dirlo a Enzo, che sono venuta qui Ma se scopro che lo fai ancora venire, non prendertela se poi succede il finimondo. E se ne andò.

Tiziana non raccontò nulla a Enzo, né Maria lo fece col marito. Tutto restò silenzio. Ancora oggi Maria non sa se Enzo la vede ancora. Lui ogni tanto ha quei lavori serali, e lei non può far altro che sospettare. E ora è qui, consumata dai pensieri.

Che faccio? Enzo è tutta la mia vita, lo amo ancora, non saprei cosa fare senza di lui. Dividersi? E dividere casa, affetti, tutto quello che abbiamo costruito? Non voglio. Che resti così sospirava guardando fuori, verso le luci che si spegnevano nel paese.

E poi, anche se mi lasciasse questa casa enorme, cosa ci farei da sola? Ci vuole sempre manutenzione, riparazioni Enzo aggiusta, sistema, fa tutto lui. Ho paura di restare senza niente. E i figli come glielo dico che il loro padre si è trovato unaltra, più giovane? Sarebbe un colpo per loro.

Maria si tiene tutto dentro. Se si confidasse con qualcuno, le direbbero di reagire, di amarsi un po di più, di lasciarlo. Di pensare finalmente a sé stessa.

Forse hanno ragione, pensava. Ma io Enzo lo amo davvero. Spero che lui ami ancora me, che questa infatuazione passi. Limportante è che con me è sempre dolce, non litighiamo mai. Forse è vero quello che si dice: ama te stessa e andrà tutto bene. Devo pensare anche a me, qualche volta

Però quanto è dura, da quella scoperta. Comè difficile stare con Enzo, fingere normalità. Tiziana non le usciva più dalla testa: giovane, bella A volte Maria si sorprendeva a pensare e non sapeva se vergognarsi o ridere amaramente che ormai aveva accettato dentro di sé che Enzo potesse andare anche con altre.

Dove sarà adesso sempre con la scusa degli affari. Ma so dove va

Poi le venne una pazza idea, che un po la spaventò.

E se mi trovassi anchio qualcun altro? Alla fine non sto male fisicamente, le persone mi fanno ancora qualche complimento Ma non ci riesco. Solo lidea di un altro uomo mi fa stare male. Il mio Enzo è il migliore di tutti. Solo che non so come riportarlo davvero a casa. Potrei pure perdonargli la sbandata Dopotutto gli uomini sono diversi, amano a modo loro. O forse mi sbaglio, chi lo sa cosa gli passa per la testa?

Le tornarono in mente i tempi belli, la giovinezza, e le scappò un sorriso triste.

Quando eravamo giovani sì che eravamo felici Pure poveri, ma felici. Vivevamo in una stanzetta presa in affitto, ci sembrava lusso riuscire a comprare qualcosa di buono per cena, passavano le settimane tra uno stipendio e laltro. E spesso si preferiva andare al cinema a vedere un film, piuttosto che mangiare bene. Era ieri, eppure sembra lontanissimo. E adesso che non ci manca nulla, mi sento così sola. E di parlare, francamente, non ho proprio voglia.

Aveva appena finito questi pensieri quando vide rientrare Enzo con lauto, che illuminava il cortile con i fari. Spense il motore, fece tutto con calma, poi si infilò in garage e solo dopo entrò in casa.

Maria! Dove sei? Che stai a fare al buio?

Enzo si affacciò in cucina e accese la luce; lei nemmeno si era accorta che si era già fatto buio da un pezzo.

Sono qui rispose con voce bassa. Mi sono persa via a pensare, e poi con sto tempo

Non dirlo a me, le strade erano uno schifo, quasi rimanevo impantanato nella neve Ho una fame da lupi, dai, prepara qualcosa che stasera non ce la faccio più disse lui con il suo tono normale.

Maria si alzò per preparare la cena. Enzo, dopo essersi lavato le mani, la guardò sorridendo durante il pasto.

Senti, Mari, tra poco arriva Capodanno. E voglio farti una sorpresa.

Maria si irrigidì: non era più una fan delle sorprese, ormai.

Quale sorpresa? chiese, a fatica, cercando di non tradire la tensione.

Enzo mantenne il silenzio ancora un attimo, notando la tensione della moglie.

Eh, moglie mia, è secoli che non facciamo un viaggio. Aspetta qui, si alzò, andò verso lingresso e tornò con una busta. Ho preso due biglietti per noi, andiamo in Sicilia per Capodanno. Il mare dinverno, a Taormina sotto le palme! sorrideva con la sua aria da ragazzino.

Maria sentì un peso caderle dalle spalle. Piangeva quasi dalla gioia e ancora non ci credeva del tutto.

Ma Enzo, sei sempre il solito Le sorprese ti piacciono proprio! Va bene, andiamo, la mia risposta è sì. Che bello, il mare e le palme dinverno una magia! rise felice.

Pure lidea me lha lanciata Tommaso, ma tanto ci pensavo anchio. Dovevamo proprio cambiare aria! Inizia a preparare le valigie

Da lì la vita di Maria ha preso di nuovo colore. Sono andati a Taormina, hanno festeggiato il nuovo anno mano nella mano, sono tornati a casa e tutto è sembrato riprendere. Enzo è diventato più affettuoso, corre sempre a casa e, se deve fermarsi fuori, la chiama subito per non farle venire pensieri. E alla fine, come si dice qui, amati e vedrai che andrà tutto bene.

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