– Ragazza, che ci fai qui? E che tipo di bambino stai tenendo in braccio?

Non ero una madre particolarmente apprensiva. Mio figlio studiava bene, mi aiutava in casa, era educato e sempre desempio per tutti. Quando Riccardo mi disse che sarebbe andato a lavorare lontano, fui assalita dallansia. Non volevo restare da sola.

E con Francesca, come va? chiesi, riferendomi alla sua fidanzata.
Ci siamo lasciati, rispose.

Rimasi sorpresa, aspettandomi quasi che presto mi avrebbe annunciato il matrimonio. Stavano così bene insieme… Ovviamente mi spiaceva fosse finita così, ma non mi permisi di indagare oltre sulla loro storia.

Riccardo partì. Continuavamo a sentirci spesso. Trovò lavoro, amici, e quasi subito anche una nuova fidanzata. Dovevo solo attendere di conoscere questo suo amore. Ma Riccardo non sembrava avere fretta a presentarci. Così mi presi un micino e cominciai a dedicarmi a lui.

Un giorno, tornando dal lavoro sotto una pioggia sottile, sentii un sussurro leggero: Buonasera

Alzai lo sguardo e nella penombra riconobbi la sagoma di Francesca. Tra le braccia stringeva un neonato.

Oh, tesoro, che ci fai qui? E questo bimbo?
Puoi giudicarmi, ma è tua nipote. Non ebbi il coraggio di dire a Riccardo della gravidanza, ci eravamo lasciati male. Sono tornata da mia madre, lì ho partorito. Ma mamma è morta un mese fa. Non ho altri parenti. Ho pensato che… se succedesse qualcosa a me, almeno tu potresti conoscere tua nipote, venirla a trovare.
Non dire sciocchezze. La cresceremo insieme. Vieni, sali su.

Così accolsi Francesca e la sua bambina in casa mia. La piccola aveva gli occhi di Riccardo: non avevo dubbi su chi fosse suo padre. Francesca mi aiutava nelle faccende, io portavo qualche euro a casa tiravamo avanti dignitosamente.

Poi Riccardo chiamò, annunciando che sarebbe arrivato presto. Non capivo se sarebbe venuto da solo o meno. Alle mie domande, restava vago.

La sera del suo arrivo, stavo proprio dando da mangiare alla bambina.
Chi è questa meraviglia? chiese entrando.
Figlio mio, è tua figlia.
Davvero? disse sgranando gli occhi. Ma anchio non sono solo.

Entrò in casa portando una culla.
E questo chi è?
Mio figlio. Sua madre è morta dando alla luce. Non potevo lasciarlo.

Francesca uscì silenziosa nel corridoio e osservò Riccardo a lungo. Passarono la serata a parlare, da soli; io non mi intromisi. La cosa più importante fu che, dopo un anno, si sposarono e i due bambini crebbero insieme, finalmente in una vera famiglia.

Ora Riccardo sta costruendo una casa grande, per lasciare il piccolo appartamento dove ora abitiamo tutti stretti. E tra poco, vi svelo un segreto, arriverà il mio terzo nipote. Che meraviglia!

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– Ragazza, che ci fai qui? E che tipo di bambino stai tenendo in braccio?