Il rumore secco di un ramo spezzato sotto i suoi piedi Vanni nemmeno lo sentì. In un attimo il mondo…

Il crepitio di un ramo secco sotto il suo piede, Giovanni nemmeno lo sentì. In quellattimo, però, il mondo intero sembrò capovolgersi e vorticare davanti ai suoi occhi in una girandola di colori, prima di esplodere in una costellazione di mille stelle lucenti che si raccoglievano tutte in un unico punto poco sopra il gomito sinistro.

Ahi Giovanni si afferrò il braccio dolorante, emettendo subito un lungo lamento.

Gianni! la sua amica Alessia si precipitò da lui e, con uno slancio goffo, cadde in ginocchio di fronte al ragazzo. Fa male?

No, ovviamente mi fa piacere! strinse i denti Giovanni, mugugnando tra le lacrime.

Alessia allungò la mano, sfiorando con delicatezza la spalla di Giovanni.

Lasciala stare! sbottò lui, gli occhi lampeggianti per la rabbia e il dolore. Mi fa male! Non toccarmi!

La rabbia di Giovanni era doppia. Primo, aveva sicuramente rotto il braccio il che significava settimane noiose, sopportando le prese in giro degli amici per il gesso inevitabile. E poi, ci si era messo da solo: era stato lui a voler salire su quellalbero, sperando di impressionare Alessia con la sua agilità e forza. Se la prima cosa poteva anche mandarla giù, la seconda lo faceva infuriare; si era umiliato davanti a quella ragazzina, che ora cercava pure di compatirlo! Si rialzò, stringendosi il braccio penzolante, e prese deciso la direzione dellospedale.

Gianni, dai, non ti abbattere! Alessia trotterellava al suo fianco, facendo di tutto per rincuorarlo. Vedrai, si sistema tutto! Andrà tutto bene, vedrai!

Lasciami stare! si fermò di colpo, lanciandole unocchiataccia prima di sputare rabbiosamente per terra. Ma che andrà bene e bene! Ho il braccio rotto, non lo capisci? Sei proprio pazza? Vai a casa!

Detto questo, si allontanò senza voltarsi, lasciandola ferma sul marciapiede, con gli occhi enormi e umidi che ripetevano le stesse parole sussurrate nel nulla:

Andrà tutto bene, Gianni Andrà tutto bene

***

Giovanni Vittorio, se non vedremo il bonifico entro ventiquattrore, saremo davvero molto dispiaciuti. Ah, dimenticavo: domani hanno annunciato ghiaccio sulle strade. Guida con prudenza, si sa mai, le auto sbandano, capitano incidenti sono proprio delle disgrazie da cui nessuno è immune. Arrivederci.

La voce sparì dalla cornetta e calò il silenzio. Giovanni gettò il telefono sulla scrivania, affondando le dita tra i capelli e lasciandosi ricadere sulla poltrona.

Ma dove li trovo questi soldi? Quel pagamento non era previsto prima del mese prossimo

Sospirò, riprese in mano il cellulare e compose un altro numero.

Olga Valentina, possiamo oggi effettuare il bonifico ai nostri partner del gruppo per le macchine?

Ma dottor Vittorio

Sì o no?

Sì, ma poi salta tutto il piano pagamenti

Non importa! Poi vedremo! Mandate il bonifico oggi stesso.

Va bene, però ci saranno problemi con

Giovanni riattaccò bruscamente e batté con forza il pugno sul bracciolo.

Maledetti avvoltoi

Qualcosa, leggero e dolce, gli sfiorò la spalla, facendolo sobbalzare per la sorpresa.

Alessia, ti avevo chiesto di non disturbarmi quando lavoro, vero?

Sua moglie, Alessandra, gli posò le labbra sullorecchio e gli accarezzò i capelli.

Gianni, non ti agitare così, ti prego. Andrà tutto bene.

Basta! Hai stufato con il tuo andrà tutto bene! Non lo capisci? Domani forse finirò male e a te andrà bene lo stesso?

Giovanni si alzò di scatto, afferrando Alessia per le braccia e allontanandola da sé.

Cosa facevi? Preparavi la ribollita? Allora vai a finirla, lasciami perdere! Senza di te già sto male abbastanza!

La donna sospirò e, giunta sulla soglia, si voltò giusto il tempo di bisbigliare ancora una volta quelle tre parole.

***

Sai ora che sono qui a letto, mi scorrono davanti agli occhi tutti i ricordi della nostra vita

Il vecchio socchiuse gli occhi, fissando con sguardo annebbiato la moglie invecchiata. Il suo volto un tempo bellissimo era ormai solcato da fitte rughe, le spalle curve, la schiena non più dritta come un tempo. Sempre tenendolo per mano, con delicatezza aggiustò il catetere della flebo e gli regalò un sorriso silenzioso.

Ogni volta che mi cacciavo nei guai, quando rischiavo la vita, quando succedevano le cose peggiori arrivavi tu e dicevi sempre la stessa frase. Non sai quanto mi dava sui nervi. Mi veniva quasi voglia di strozzarti per quanto eri ingenua e ripetitiva tentò un sorriso ma si perse in una lunga tosse, e solo dopo un attimo riuscì a continuare Ho rotto ossa, minacciato mille volte di morte, ho perso tutto e sprofondato in abissi che in pochi avrebbero scalato e tu per tutta la vita hai continuato a ripetermi: Andrà tutto bene. Eppure, non mi hai mai mentito, pensa un po. Ma come facevi a saperlo in anticipo?

Ma tu credi che lo dicevo a te, Gianni? sospirò la vecchia. Lo dicevo a me stessa per non impazzire. Ti ho amato come una matta, tutta la mia vita sei stato tu. Quando stavi male o avevi delle disgrazie, a me si rivoltava il cuore. Quante lacrime, quante notti sveglia E mi sussurravo sempre: Anche se piovono pietre, finché lui cè, andrà tutto bene.

Il vecchio chiuse gli occhi per un istante, stringendo la sua mano. Si vedeva quanto gli costasse parlare.

E io che mi irritavo pure Perdonami, Alessia mia. A vivere tutta una vita e non accorgersi di certe cose Che sciocco sono stato.

Lei, quasi impercettibilmente, si asciugò una lacrima dalla guancia rugosa e si chinò su di lui.

Gianni, non preoccuparti

Rimase un attimo immobile, scandagliando i suoi occhi, poi posò lentamente la testa sul suo petto ormai immobile, continuando a carezzargli la mano che ormai si stava raffreddando.

È andato tutto bene, Giannino mio è andato tutto beneUn raggio di sole, attraversando le tende, illuminò la stanza semibuia e fece scintillare lanello ancora stretto al dito di lei. Nel silenzio che seguì, il pendolo dellorologio scandì qualche colpo greve, ma fu coperto da un sospiro tenero: Alessia, con il viso nascosto nellincavo del petto amato, sentì dentro di sé la pace che solo la fine può donare.

Poi sorrise, tra le lacrime, e quasi senza accorgersene sussurrò al petto immobile:
Te lavevo promesso, Gianni. Lo vedi? Alla fine, andrà davvero tutto bene.

E fu allora che fuori, dal cortile, arrivò una risata leggera: la nipotina correva incontro al sole, inciampava e rideva, mentre la madre gli stessi occhi limpidi di Alessia si chinava a rincuorarla, rassicurandola con una frase semplice che echeggiava nelle stanze e nei cuori, da una generazione allaltra.

In quellattimo, la vita continuò a girare, silenziosa, dolce e testarda proprio come la speranza a cui Alessia non aveva mai smesso di aggrapparsi.
E tutto, davvero, parve andare bene.

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