Persone Diverse: La Storia di Igor e Yana, la Moglie Misteriosa che Amava i Gatti, la Fotografia e S…

PERSONE DIVERSE

A Lorenzo era toccata in sorte una moglie decisamente particolare. Bellissima, certo: bionda naturale dagli occhi neri, formosa e dalle gambe lunghe. E a letto, una vera passione. Allinizio dominava la fiamma della passione, e non cera tempo per riflettere su altro. Poi arrivò una gravidanza improvvisa, e come si conviene si sposarono.

Nacque un figlio, anche lui biondo e con occhi nerissimi. Tutto seguiva il corso normale: pannolini, prime parole, i primi passi. Giulia si comportava da madre affettuosa, cinguettava intorno al bambino, proprio come le altre giovani mamme.

Fu durante ladolescenza del figlio che le cose cominciarono a cambiare. Giulia si appassionò di fotografia. Sempre con la macchina fotografica in mano, si iscrisse a vari corsi. Ovunque andasse, lui la trovava con quellapparecchio.

Ma che ti manca? le chiedeva Lorenzo. Fai già lavvocato, continua a lavorare.

Lavvocata correggeva lei con calma.

Va bene, lavvocata. Ma pensa di più alla famiglia, invece di perderti in chissà quali posti.

Nemmeno Lorenzo sapeva davvero cosa lo irritasse. Dopotutto, Giulia non trascurava la casa: cena pronta, tutto in ordine, si occupava anche della scuola del figlio. Quando lui tornava da studio si stendeva sul divano davanti alla TV, come da consuetudine. Ma quella sua esigenza di andare altrove, in luoghi in cui lui non era previsto, lo infastidiva. Lei cera e, allo stesso tempo, sembrava non esserci. Mai che guardasse la televisione con lui, mai che si interessasse a discutere i suoi argomenti. Lo serviva a tavola e poi si dedicava ancora ad altro.

Ma tu sei mia moglie, sì o no? si incupiva Lorenzo, trovandola nuovamente al computer.

Giulia taceva. Si chiudeva nel suo mondo.

Le piacevano molto anche i viaggi: prendeva ferie e spariva con lo zaino e la sua reflex. Lorenzo non capiva.

Vieni dai nostri amici in campagna. Hanno costruito una bella casetta, fanno un limoncello eccezionale. E magari un giorno la compriamo anche noi una casa fuori città!

Ma Giulia declinava linvito, chiedendo invece a Lorenzo di viaggiare con lei. Una volta provò. Ma che esperienza! Tutto era straniero, parlavano lingue incomprensibili, il cibo era esageratamente speziato. E lui, da sempre, era insensibile alle bellezze paesaggistiche.

Così Giulia iniziò a viaggiare senza di lui. Poi si licenziò dallo studio.

E la pensione? protestava Lorenzo. Cosa credi di fare? La grande fotografa? Sai quanti soldi servono per farsi largo in quellambiente?

Ma Giulia non gli rispondeva mai. Solo una volta, timidamente, confidò:

Mi faranno la prima mostra. Solo mia.

Una mostra ce lhanno tutti sbuffò lui. Che traguardo sarebbe?

Pure andò al vernissage. Non capì niente. Volti di gente qualunque, rughe sulle mani, gabbiani sul mare. Tutti soggetti strani, come strana era Giulia.

La irrise. E lei, pochi mesi dopo, acquistò a Lorenzo una macchina nuova. Eccola qui, diceva: siamo pur sempre una famiglia, prendila pure. Lei neppure la patente aveva preso, a lui la regalò. Guadagnati con le sue foto, con piccoli incarichi.

Allora a Lorenzo venne paura. Uninquietudine nuova. Che razza di creatura si era portato in casa, invece di una moglie? Da dove veniva quel denaro? Glielo davano degli uomini? Possibile guadagnare così tanto fotografando? Magari aveva un amante? E se non cera, ci sarebbe stato presto.

Provò anche a metterla in riga una sera le diede uno schiaffo. Lei, senza pensarci, afferrò un coltello da cucina e lo colpì di lato, alla cieca due punti sulla pancia. Per fortuna fu solo un taglio superficiale: isterica! Poi Giulia chiese scusa. Ma Lorenzo non alzò mai più le mani su di lei.

Adorava i gatti. Li aiutava, li portava a casa, li curava, li collocava. In famiglia abitavano sempre due gatti. Erano buoni e affettuosi, ma insomma: non sono persone! Come si fa ad amarli tanto, forse più del marito?

Una volta morì uno dei suoi gatti, proprio sulle sue braccia, in clinica veterinaria. Giulia soffrì terribilmente. Piangeva, beveva un po di grappa, si dava la colpa. Giorni e giorni così. Lorenzo si spazientì e sbottò:

Vuoi piangere anche per gli scarafaggi?

Incrociò uno sguardo triste, taceva, sbuffava e usciva. Tanto, che facesse ciò che voleva.

Amici e parenti la sostenevano poco, le amiche di Giulia erano invece solidali. Tra gli amici di Lorenzo tutti dicevano: Quella Giulia si è montata la testa, non ha più limiti. Alla fine Lorenzo cercò sollievo nella vicina di casa, che oltretutto era amica dinfanzia di Giulia. Marta era molto più semplice, più comprensibile. Commessa, non si interessava darte, sempre pronta sia a chiacchierare che per altro. Peccato solo che bevesse troppo, ma Lorenzo mica voleva sposarla…

Aspettava che Giulia si accorgesse, protestasse, facesse una scenata di gelosia, magari lanciasse qualche piatto. Avrebbe potuto dirle: E tu? Dove va a finire il tuo tempo? Poi magari si sarebbero perdonati tutto e la famiglia avrebbe ritrovato lequilibrio. E Marta, in caso, lavrebbe lasciata.

Ma Giulia taceva. Solo lo guardava con occhi spenti. E pure a letto non era più lo stesso. Si allontanava, evitava ogni gesto tenero. Passò in una stanza separata.

Il figlio ormai cresciuto, laureato alluniversità. Proprio come la madre: occhi neri, biondo e con un che di strano.

E i nipotini, quando? domandava spesso Lorenzo.

Davide si metteva a ridere: Prima vorrei fare qualcosa per me stesso, e trovare lamore vero. Poi aspetta i nipoti, papà. Sempre distante, incomprensibile. Sangue della madre. Tra lui e Giulia era tutto armonia, si capivano senza parlare. Lorenzo si sentiva di troppo, e quello sguardo nero lo metteva a disagio. Tornava sempre da Marta.

Poi, Giulia seppe della relazione. Glielo disse qualche vicino. Lorenzo non si era certo nascosto. Un giorno rientrò e trovò la moglie seduta al tavolo, fumando tranquilla. E, a voce bassa:

Vai via! Fuori da questa casa!

E quegli occhi neri, cerchiati, spaventosi.

Lorenzo si trasferì temporaneamente da Marta, aspettando che la moglie decidesse di chiamarlo indietro. Dopo una settimana, ricevette un messaggio su WhatsApp: Dobbiamo parlare. Si fece la barba, si profumò come ai vecchi tempi. Ma Giulia, appena aperta la porta:

Domani andiamo a firmare per il divorzio.

Tutto il resto sembrò un sogno: carta, firme, lasciò perfino la sua parte di appartamento, che tanto era dei genitori di Giulia

E ora che farai? domandò lui, un po acido, fuori dal Tribunale. Avrebbe voluto aggiungere A chi servirai ormai? ma si trattenne.

Giulia sorrise. Per la prima volta, dopo tanti anni, sorrise a lui sincera, larga.

Vado a Milano. Mi hanno proposto un progetto serio.

Almeno non vendere casa chiese lui, quasi implorando Dove tornerai dopo?

Io non tornerò rispose serena la (ormai ex) moglie. Sai, da tempo sono innamorata di unaltra persona. Anche lui fotografo, è di Milano, stare con lui è interessantissimo per me. Ma pensavo: sono sposata, mi fa schifo tradire, e poi per cosa divorziare? Semplicemente, siamo persone diverse. Basta questo per separarsi? Oppure no?

Non basta ammise Lorenzo.

Eppure labbiamo fatto rise Giulia. Allinizio mi sono arrabbiata per la storia con Marta. Poi ho pensato: tutto va per il meglio. Io sarò felice, e tu pure. Sposati pure con lei, e vi auguro ogni bene.

E se ne andò.

Non mi sposerò disse Lorenzo, a bassa voce, alle sue spalle.

Ma Giulia ormai non lo sentiva più.

Da allora nessuna notizia. Solo una volta allanno, un breve messaggio su WhatsApp: Buon compleanno! Salute e felicità! Grazie per nostro figlio.

La vita divide spesso le persone che, in fondo, si sono amate davvero. Perché non sempre ciò che ci lega è ciò che ci rende felici. Ed è saggio lasciarsi andare, lasciar volare chi ci è caro: solo così, forse, ci si può scoprire finalmente diversi. E liberi.

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