“Non tutto va bene per me,” ha risposto Elena. “Il mio patrigno mi rimprovera continuamente.”

Come ti chiami, bella? Lo sconosciuto si rannicchiò accanto alla ragazza. Mi chiamo Fiorella! rispose la ragazza. E tu? Io sono Carlo, io e tua madre vivremo insieme. Ormai noi tre tu, io e tua madre siamo una sola famiglia!

In poco tempo, la mamma e Fiorella si trasferirono da Carlo. Il patrigno aveva un appartamento spazioso con tre stanze, dove Fiorella ottenne la sua camera personale. Carlo era gentile, le regalava spesso caramelle e giocattoli, mentre il padre la chiamava solo quando voleva litigare con sua madre.

Poi la mamma confidò a Fiorella che il padre aveva messo su una nuova famiglia e si era trasferito altrove. La ragazza si sentì ferita, perché gli voleva bene. La mamma poteva sgridarla e darle uno scappellotto, ma il padre non lo faceva mai. Fiorella ricordava con precisione quando i suoi genitori divorziarono: la mamma urlava contro il papà, voleva pure colpirlo. Nella memoria di Fiorella rimase per sempre una frase che la madre aveva detto al padre alla fine:

Non pensare di essere il primo che mi ha fatto le corna, ce le hai da una vita, come un cervo!

Poi la mamma mise tutto in valigia e partirono a vivere dalla nonna. Fiorella non capiva da dove venissero le corna, visto che il padre era così calvo da non avere nemmeno un capello. Mamma e papà si separarono per sempre.

Con Carlo, tutto andava bene finché Fiorella non iniziò la prima elementare. La scuola le stava stretta, era vivace e indisciplinata in cortile, così i genitori venivano richiamati spesso, a volte toccava a Carlo andare al suo posto. Il patrigno era molto serio riguardo la sua educazione, spesso si metteva a fare i compiti insieme a lei.

Tu per me non sei nessuno, quindi non puoi comandarmi! ripeteva Fiorella, citando la nonna. In realtà, io sono il tuo papà, visto che ti do da mangiare e ti vesto. rispondeva Carlo.

Al compimento dei dieci anni di Fiorella, il padre tornò in città. Ormai lei sapeva bene cosa significasse far le corna. Probabilmente anche la sua seconda moglie gliele ha fatte, così se nè andato disse la mamma. Quando il padre tornò, chiese di poter vedere la figlia. La mamma acconsentì. Fiorella e il papà furono felici di incontrarsi.

Come va la vita? domandò il padre. Non troppo bene disse Fiorella. Il mio patrigno mi rimprovera sempre. Lui non è nessuno per te, che diritto ha di strillarti? disse il padre alterato. Anche la nonna lo dice, ma lui non se ne cura. Fiorella esagerava: Carlo non le aveva mai alzato la voce. Voleva solo far preoccupare il papà. Ok, ci penso io. rispose lui. Passeggiando per il parco, scoprirono che tra tutte le giostre, i bambini potevano salire solo su otto, mentre sulle altre si poteva andare solo con gli adulti. Il papà però si rifiutò di salire sulla giostra con lei. Poi Fiorella gli disse che stava per arrivare il suo compleanno e che sognava uno smartphone nuovo. Quando la mamma venne a prenderla, spiegò che Carlo non aveva mai urlato alla bambina, ma il padre non volle ascoltare.

Mio padre è proprio tirchio! raccontò Fiorella a Carlo. Neppure mi ha comprato niente al parco, solo un gelato. Abbiamo solo camminato insieme. Carlo, sei meglio tu di lui. Rimedieremo agli errori di tuo padre: passiamo il weekend al centro giochi per bambini.

Ma la gita fu interrotta da una crisi improvvisa al lavoro di Carlo. E ignorò anche i cenni di Fiorella sullo smartphone.

Papà, Carlo mi ha imbrogliata! piangeva Fiorella al telefono con il padre. Ha promesso il centro giochi, poi ha detto che non merito né la gita né lo smartphone.

Sebbene fosse una bugia, ebbe un effetto magico sul padre, che le regalò uno smartphone. La volta precedente non aveva ascoltato i desideri della figlia, ma questa volta il sogno di Fiorella venne esaudito, anche se con la versione economica, perché non cerano abbastanza euro per quello più bello.

Non potevi aspettare il tuo compleanno? domandò Carlo. Io sogno di avere un cane! rispose la ragazza. Ah no, il cane va portato a spasso, e tu non vorresti mai, come sempre! replicò il patrigno.

A quelle parole Fiorella si lasciò andare a una crisi isterica, chiamò subito il padre e si lamentò: Papà, portami via da qui! Carlo mi sgrida e mi fa la morale! gridava la ragazza.

Scoppiò una discussione fra tutti. Alla fine, Fiorella fu mandata della nonna, poi anche la mamma arrivò con le sue valigie e disse che lasciava Carlo. Il padre invece tornò dalla sua nuova moglie, perché si scoprì che era incinta. Ora Fiorella non avrà né uno smartphone nuovo, né un cane, e la nonna sicuramente non le permetterà nemmeno un gatto!

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