Resta con la bambina. Andrò da sola al matrimonio di mio fratello.
Mio marito è tornato ieri sera dal lavoro e lho sentito diverso, quasi distaccato.
Gli ho chiesto notizie del matrimonio, gli occhi bassi, la voce incerta. Ha detto che sarebbe andato da solo al matrimonio
E io? ho sussurrato, incredula.
Amore, questo mese a gennaio mi hanno dato lo stipendio quasi vuoto. Probabilmente andrò da solo al matrimonio. Tu resta con la bambina. Non succederà nulla di male. Starò via solo tre giorni, devo rimanere in hotel e mangiare qualcosa, e ovviamente comprare un regalo per gli sposi.
Eravamo una coppia giovane. Vivevamo in un piccolo bilocale a Bologna, un appartamento che mia suocera ci aveva lasciato volentieri. Io ero ancora in maternità. Mia figlia, Sofia, aveva quasi due anni. Non avevo fretta di cercare lavoro: non sapevo con chi lasciarla. I miei suoceri ci avevano dato un tetto sopra la testa, perciò come si dice grazie davvero.
Mia madre, Claudia, pensava a se stessa e non si tirava indietro quando si trattava di lavorare extra. Mi disse da subito che, se ne avessi avuto realmente bisogno, sarebbe venuta lei a fare da babysitter se avessi trovato lavoro. Ma, se mi serviva solo per andare al parrucchiere o a comprarmi un vestito nuovo, potevo scordarmelo. In questo caso, nessuna disponibilità.
So bene comè fatta mia mamma. Anzi, prende un volo allanno per andare allestero. E tutti i suoi weekend sono prenotati tra spa e trattamenti di bellezza.
Non avevamo mai avuto particolari imprevisti nella nostra famiglia. Quando mio marito, Marco, era a casa, io potevo sbrigare le mie commissioni. La verità è che Marco non lo gradiva molto: mi lasciava andare di rado e solo per poco tempo.
Poi, linvito al matrimonio.
Il fratello minore di Marco, Matteo, aveva deciso di sposarsi. Bisognava andare a Firenze per tre giorni. Così sono andata da mia madre, pregandola di stare con la nipote. In fondo era solo una questione di tre giorni, e Sofia era una bambina tranquilla, silenziosa, che raramente faceva i capricci.
Mamma ha resistito un po, poi, sospirando, ha preso tre giorni di ferie. Ho tirato un sospiro di sollievo: dopo due anni chiusa in casa con una bambina, finalmente avrei potuto respirare allaria di una festa
Ma i miei sogni si sono infranti davanti alle parole di Marco.
Per me era unoccasione. Ho allattato Sofia per un anno, sempre sola in casa. Poi nessuno disponibile per aiutare. Marco se ne andava spesso per lavoro o eventi aziendali.
Certo, non conosco bene la famiglia di suo fratello: la sua promessa sposa lavevo vista solo in una foto.
Sono rimasta ferita. E Marco niente, non cera verso di fargli capire. Secondo lui era tutto naturale.
Dai, amore, tua madre non è così entusiasta di tenere Sofia a casa per giorni. Lasciala riposare e restiamo tranquilli. Se non vuole, lasciamola stare. E poi non conosci davvero la mia famiglia, che senso ha venire? Il tuo compito è stare a casa con la piccola. Io vado e torno.
Così ho pensato che nessuno dei due dovesse andarci. Perché dovrebbe sempre decidere Marco cosa sia meglio per me?
E poi, chi credete abbia ragione?
Secondo me, mia madre e mio marito sono entrambi egoisti. Una nonna non è obbligata a badare alla nipote, certo, ma almeno potrebbe pensare anche alla figlia, ogni tanto.
E il marito? Marco non capisce nulla della sua donna. Io ho dedicato ogni giorno, ogni notte a Sofia. Avrei diritto pure io a riprendere fiato.
Se solo lui capisse davvero cosa vuol dire amarmi
Questa ragazza io in questa situazione si sente schiacciata. Dipende da suo marito. Non cè nessuno pronto a tenderle una mano.
Mi sembra giusto domandare un parere a voi. Spero che questa ragazza riesca a farsi ascoltare da suo marito e a dire la sua.
Ragazze, ricordate viviamo in Italia: la nostra voce ha valore! Nessun marito chiederà il divorzio solo perché la moglie prova a mettere un limite. E se succedesse, che amore sarebbe? Bisogna volersi bene davvero e rispettarsi, portandosi anche un po di gioia.






