Mio figlio ha portato una ragazza nel nostro appartamento e non so come mandarla via

Mio figlio ha portato una ragazza nel nostro piccolo appartamento e non so proprio come cacciarla via.

Solo in sogno si possono confessare certe cose, come quelle che sto per scrivere ora, immersa in una strana nebbia di malinconia. Sono piena di amarezza, come un gelato che si scioglie sotto il sole dagosto, e non ce la faccio più. Sarò criticata, sono certa, ma forse le madri di figli diventati adulti dalloggi al domani mi comprenderanno davvero.

Metti al mondo un bambino, lo cresci tra il suono delle campane di una città italiana, lasci il marito perché non lo sopporti più, passi i pomeriggi alle giostre con tuo figlio e dai sempre il massimo affinché non si senta mai meno degli altri, lavori come una matta, hai sempre i fornelli accesi come se fossi la regina di una trattoria, compri tutti quei telefoni, paghi il liceo, e poi:

Mamma, Martina verrà a vivere con noi.

Con chi? In questi nostri 44,2 metri quadrati a Milano? La ragazza dormirà nella stanza di mio figlio? Vorrà anche mangiare con noi? E farà anche il bucato? O dimprovviso saremo due massaie nella cucina?

Mio figlio era così felice quando mi ha dato la notizia, come se si aspettasse che saltassi di gioia urlando evviva, forse pensava anche che avrei svuotato larmadio per far posto a Martina. Ma quando?

È una brava ragazza, certo, ma non significa che io desideri altre persone tra queste mura. Sono adulti? Allora che si facciano un mutuo o che prendano in affitto un loro bilocale! Perché risparmiare quei pochi euro per non pagare laffitto? Ne vale la pena, se a perderci sono i nervi della madre?

Ecco come mi sono sentita: un po così, ma alla fine lho lasciata entrare, la ragazza. Dopotutto anche mio figlio ha il diritto di vivere in questo spazio e di portare qui chi vuole. Mento, ma ho promesso che scriverò la verità. Le mie amiche mi hanno rimproverata: “Non pensi alla felicità di tuo figlio? Che madre sei?”

Ora torno a casa e tutto mi sembra straniero e fastidioso. Appena apro la porta dingresso: le scarpe di qualcun altro nellatrio, la cucina profuma di sugo ma il fornello è tutto sporcosegno che Martina ha cucinato qualcosa di misterioso. Cosa importa se ha usato la spesa che ho fatto io? Io non spreco soldima cosa si fa quando, mentre mescoli il risotto, finisce la farina improvvisamente? E le file eterne fuori dal bagno, come nei sogni più assurdi?

Lo ammetto: vorrei tanto che Martina sparisse dal mio appartamento. Non sento alcun bisogno di unaltra padrona di casa tra le mie pentole.

Allora mi è venuta unidea degna di un sogno stralunato: e se portassi anchio un uomo qui, con la sua valigia, pronto a vivere tra di noi? Perché ho passato così tanti anni a occuparmi solo di mio figlio, nascondendo le mie storie come caramelle rubate? Lui ormai è grande e ha il suo spazio, ma perché non provarlo anche noi, tutti insieme schiacciati in 44,2 metri quadrati, come in un treno affollato durante Ferragosto?

Questa è la lettera un po pazza che mi è venuta fuori stanotte, tra le onde di questo sogno agitato. Io, che sono madre di un bambino piccolo, faccio fatica a immaginarmi davvero al posto di chi scrive. Attendo con ansia i vostri commenti come pioggia destate.

Voi che ne pensate, carissimi? I vostri figli vi hanno mai messo in una situazione simile? Avete mai accettato i fidanzati delle vostre figlie e dei vostri figli in casa? E soprattutto, una donna ha il diritto di mandare via Martina dalla propria casa?

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