Nunziatina, sono a casa, accoglimi!
L-Leonardo?! Ma come mai così presto? Dovevi tornare solo tra tre giorni…
Una donna sulla trentina apparve nel corridoio, infilandosi in fretta una vestaglia di seta e guardando confusa il marito sulla soglia.
Volevo farti una sorpresa, Nunzia. A quanto pare ci sono riuscito! Non sei contenta? Leonardo, alto e dalle spalle larghe, sorrideva soddisfatto della sua trovata.
Certo che sono contenta! Vai pure in cucina, scaldo subito qualcosa da mangiare.
Leonardo annuì con aria compiaciuta e si diresse verso la cucina. Lì, ad aspettarlo, cera una tavola imbandita: fragole, cioccolato, una cena appena uscita dal forno… Proprio come se fosse stato previsto per lui.
Nunzia, che meraviglia! Hai preparato Ma come facevi a sapere che sarei tornato? Sei proprio una donna straordinaria!
Si servì una porzione abbondante e iniziò a mangiare di gusto. Nunzia tardava a raggiungerlo ma lui pensò che forse stava scegliendo un bel vestito, uno di quelli che ama mettere quando vuole piacergli di più…
Leonardo, io dobbiamo
Ma che cena, Nunzia! Il tuo arrosto è sempre il massimo! E questa insalata… le crespelle, da leccarsi i baffi! …Andrea?!
Girandosi, Leonardo vide sua moglie Nunzia che teneva sottobraccio suo fratello Andrea. Lei aveva lo sguardo bassso, un po colpevole, e Andrea, in pantaloncini e canottiera, si stropicciava il naso, come se lo avessero appena svegliato.
Sì, sono io, Leo. Ciao, fratello…
Buon pomeriggio. Ora, per piacere, ditemi cosa sta succedendo qui. Anzi, forse è superfluo…
Leo, io Era da tempo che volevo dirtelo. Amo tuo fratello Andrea e voglio stare solo con lui. Scusami. Nunzia lo disse tutto dun fiato, guardando di sottecchi ormai il suo ex marito.
Sentito questo, Leonardo lasciò cadere il piatto, che rotolò rumorosamente a terra con gli avanzi di cibo.
E voi dunque… proprio adesso…
Sì. Proprio adesso eravamo insieme.
Perfetto, davvero splendido, Nunzia! E tu, Andrè, complimenti! I miei cari, amati Ah, adesso capisco perché questa cena così buona e soprattutto per chi era!
Nunzia non riusciva a guardare luomo negli occhi. Sapeva che se lo avesse fatto, tutto il suo coraggio sarebbe svanito.
E Irene, nostra figlia? Che cosa faremo con lei? Lo sa?
No… lei non sa niente.
E dovè ora?
Dalla vicina, sta guardando un cartone animato.
E gliela lasci spesso, così, alla vicina?
Da ormai sei mesi…
Le domande di Leonardo finirono lì. Anche le emozioni. Era troppo stanco per una scenata; di natura non era uomo da portare lungo rancore, aveva un carattere posato, equilibrato.
Ma se qualcuno lo portava allesasperazione, era meglio mantenersi lontani, come si diceva allepoca. Anche se quello era più un caso eccezionale che la regola.
Tutta questa storia fra le due persone a lui più care, lasciò Leonardo stupito. Si smarrì solo per un attimo.
Dieci minuti. In dieci minuti di te qui non deve restare nemmeno lombra. Il tempo inizia ora. disse Leonardo, sorseggiando il tè e senza nemmeno rivolgersi al fratello.
E cosa mai le sarà piaciuto di Andrea? Esteriormente sono identici, persino il neo sulla guancia Non gli piace lavorare, non ha sale in zucca Cosa ci guadagnerà con lui? Ma, è una sua scelta! pensò intanto, continuando a bere.
Io non vado via finché non mi dai la tua approvazione, dichiarò Andrea, improvvisamente raddrizzando la schiena.
E che tipo di approvazione cerchi?
Del divorzio Lascia libera Nunzia, tanto non ti ama più!
Sì, ho ben capito chi ama mia moglie… Leonardo sorrise amaro. Volete il divorzio? Divorzio sia, ma solo in tribunale! Vedremo quanti euro butterete via in avvocati.
Leo Nunzia gli posò la mano sul polso. Leonardo, ti prego, lasciamoci in pace, senza guerra. Tu non sei cattivo, sei sempre stato buono
Lui scosse la testa.
Va bene. Sia come vuoi. Ma non sei più mio fratello, Andrea Valentino!
E avremmo unaltra richiesta.
Sentiamo.
Lasciami lappartamento dopo il divorzio, Leo! Nunzia gli sorrise con malizia, continuando ad accarezzargli il polso.
Irene ormai si è affezionata a questa casa, ha tanti amici a scuola Se dobbiamo vendere e comprare un altro appartamento non abbiamo abbastanza soldi, dovremmo tornare al paese…
Leonardo appoggiò il mento sulle mani incrociate in silenzio. Vedendo che stava riflettendo, Nunzia sussurrò ancora più insistentemente:
Leo, amore mio Fa un regalo alla tua bambina. Sei in gamba, guadagnerai ancora molto! Ti prego, è lunica figlia che hai! Lo faccio per lei
Calmati, Nunzia, la interruppe freddamente lui. Ho una soluzione migliore.
E quale sarebbe? Nunzia si illuminò. Pensi di lasciarci anche la macchina? Irene sarebbe felicissima…
Irene vivrà con me.
Cosa?! Nunzia non poteva credere alle proprie orecchie. Hai perso la testa? Non sai nemmeno come ci si comporta con un figlio! Sei sempre via in trasferta Non ricorda nemmeno come ti chiami!
Ora verificheremo, disse Leonardo andando verso la porta.
Dopo qualche minuto tornò con la mano di Irene stretta nella sua. Era una bimba di dieci anni, appena passata in quarta elementare. Stringeva forte la mano del padre e sorrideva felice.
E a che lhai portata qui? Per farla assistere a questa discussione?! ribatté Nunzia stizzita.
Leonardo non le rispose. Si sedette al solito posto in cucina, prese Irene in braccio e iniziò il suo discorso:
Irene, tesoro, posso farti alcune domande?
Certo, papà! rispose la piccola entusiasta.
Prometti che risponderai sinceramente! Ora parlerò con te come con una persona adulta.
Davvero, come quando parli con quei signori in ufficio?
Proprio così.
La bambina annuì, felice di esser trattata in modo serio.
Dimmi, la mamma ti tratta male? Ti ha mai schiaffeggiato questa settimana?
A sentire quella domanda la bimba si fece seria e distolse lo sguardo. Mentre giocherellava col vestito, tergiversava.
Ma come ti permetti? Nunzia gridò. Sei impazzito? Lasciala stare!
Taci, Nunzia. Ora sono con mia figlia, tagliò corto Leonardo mentre la accarezzava. Coraggio, Irene. Avevi promesso sincerità.
La bimba annuì, gli occhi lucidi. Avvolse il padre in un abbraccio e sussurrò nel suo petto:
Sì, mi ha sculacciata tre volte! Una volta per un brutto voto, poi per aver rovesciato il latte. E poi perché ho urlato contro zio Andrea mentre si baciavano mentre tu eri via.
Su, non piangere, piccola mia, la rassicurò, accarezzandole i capelli. Ora sono qui, nessuno più ti farà del male.
Sta mentendo! urlò Nunzia. Non lho mai toccata…
Così vorresti appartamento e macchina per il bene di tua figlia? Leonardo sorrise astutamente. Irene, rispondi a una domanda ancora.
Va bene…
Se potessi scegliere, con chi vorresti vivere, con me o con la mamma?
La bimba tacque. Oscillava lo sguardo tra padre e madre. Nunzia tentava ogni gesto per convincerla: persino le mani tese.
Ma tu prometti che non starai più troppo lontano?
Promesso! rispose lui senza esitare.
Allora io voglio vivere con te, papà.
Maleducata! gridò Nunzia, tentando di colpire la bambina, ma Leonardo la strinse forte a sé, schermandola. Andrea, rimasto in disparte tutto il tempo, non intervenne mai.
Ecco, Nunzia, la cosa è decisa. Non la rivedrai più, disse con calma mentre portava la figlia nella sua cameretta.
In pochi minuti aiutò Irene a preparare la valigia. Per fortuna, la sua borsa era già pronta da prima. Leonardo e la piccola si trasferirono in un albergo dallaltra parte di Milano, uno di quelli che sceglieva spesso per lavoro.
Dopo qualche mese arrivò il giudizio in tribunale. Considerando che Nunzia e il nuovo compagno non avevano un lavoro stabile, una casa né erano in grado di crescere la bambina, la sentenza affidò Irene al padre.
Anche lei, daltronde, aveva scelto lui, e solo lui.
Leonardo divise lappartamento come previsto e vendette la sua metà. Il tribunale permise a Irene di vedere la madre nei weekend, ma la sua nuova casa era col padre e basta.
Leonardo cambiò radicalmente la sua vita per dedicarsi completamente alla figlia. Nessuna trasferta di due o tre mesi nel suo calendario. E Irene iniziò a sorridere di più, e quello valeva più di ogni euro e ogni lavoro…
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