Diario di Veronica, Roma
Mi serve una donna non più grande di quarantadue anni, massimo e già questo solo se ne dimostra al massimo trentacinque. Cinquanta? A quelletà ormai non è più la stessa cosa, Antonio. Io cerco una donna vivace e piena di energia, non una coetanea.
Così si vantava luomo al tavolo accanto al nostro. Io e la mia cara amica Lella eravamo appena entrate in un bistrot romano dopo la lezione di pilates, intente a discutere la nuova dieta mediterranea, quando la nostra conversazione viene invasa dal monologo sicuro di sé di quel tizio.
Hai sentito che tipi? Lella ha bisbigliato, soffocando una risata. Si crede prezioso. Presto lo metteranno in saldo!
Aspetta, ho sorriso. Lasciamolo parlare, è uno spettacolo dal vivo.
Lui non sembrava sentire la nostra presenza, anzi, continuava nel suo show personale:
Io, per esempio, non mangio mai roba riscaldata del giorno prima. Per principio. Una donna deve cucinare ogni giorno fresco. Finché sono solo, mi arrangio coi tortellini, ma se inizio una relazione diventa serio: pasta fatta in casa, polpette, crostata E deve anche essere snella. Voglio il contrasto: io uomo daffari, lei minuta.
E i figli? ha azzardato il suo amico, osservando scettico la sua pancia prominente. I tuoi ormai sono grandi, tra un po arrivano i nipoti
Eredità? No grazie, già ne ho abbastanza! Mi basta una compagna per lanima. E il corpo. Attiva, che mi segua nei boschi, in montagna… o almeno alla casa in campagna
Ho rischiato di soffocarmi con la spremuta darancia. In montagna? Ma se sembra che si stanchi dopo cento metri a piedi!
Lella, scommetti che ci proverà con me? ho sussurrato, strizzando locchio.
Ma sei seria? Lella ha spalancato gli occhi. Veronica, tu hai ben più di quarantanni…
Ho messo un dito alle labbra: Esperimento sociale. Voglio vedere fin dove arriva lautoinganno maschile.
E in effetti, la conoscenza è avvenuta senza sforzo. Nome: Giulio. Soprannome in chat: Macho48.
Sul suo profilo ho visto la classica foto vintage pancione ritratto dentro, macchina costosa dietro, sguardo sicuro che voleva raccontare ancora giovinezza.
Dopo qualche giorno, il signor Macho48 mi invita fuori. Si presenta in completo che non gli dona: la giacca tesa sulla pancia, bottoni che gridano pietà.
Veronica, mi fa con una smorfia che vuole essere un sorriso, Stasera sei stupenda.
Grazie Giulio. Anche tu sei decisamente rappresentativo, ho risposto con cauta ironia.
Siamo usciti altre volte. Per me era una prova di recitazione: ascoltavo racconti su una multinazionale (in realtà un banco al mercato di Porta Portese), su come stesse per comprare una macchina nuova (ma investe, dice lui, sul futuro), e lezioni di quanto sia importante per luomo una casa accogliente.
Passeggiavamo nel parco, e dopo pochi passi già ansimava secondo lui, una particolare tecnica di respirazione
Arriva la svolta: dopo una cena abbondante, e molti miei complimenti, si lancia:
Veronica, tu sei perfetta: snella, pratica, giovane. Devo essere sincero Non ho quarantotto anni.
Davvero? E quanti allora?
Cinquantacinque, mormora, in attesa della mia reazione. Però porto bene, vero?
Ma certo, Giulio! esclamo vivace. Dimostri al massimo cinquantiquattro! Io adoro gli uomini con esperienza è saggezza di vita.
Si rilassa tutto. Vedi? Ecco perché sono esigente: donne sopra ai quarantadue non fanno per me. Serve energia. Tu ce lhai. Sei un fuoco, una vera ragazza.
Grazie, caro, sorrido accarezzandolo sulla testa. Anche io ho un piccolo segreto però.
Quale? Figli? Debiti?
No, il mio vero età…
Sbianca. In che senso? Non hai quaranta anni?
Quasi…
Trentotto? spera.
Prendo il portafogli, estraggo la carta didentità.
Apri tu, Giulio.
Con le dita tremanti guarda la mia data di nascita.
1975.
Cinquanta balbetta, diventando pallido. Hai cinquantanni?
Tondi tondi. Ho festeggiato due mesi fa.
La carta didentità gli scivola dalle mani. Mi fissa come se mi fossi trasformata in una strega davanti ai suoi occhi.
Ma come? Sembri
Sembro una donna che si cura di sé, Giulio. Non mangio supplì.
Ma è un inganno! esplode. Io ho detto: massimo quarantadue, è un principio. Non posso frequentare una coetanea.
In realtà, non lo sono. Ma finché credevi fossi più giovane, ti andava tutto bene, sbaglio? Ti sembra che io perda sabbia da qualche parte?
Giulio arrossisce.
No, però cinquantanni! E la pensione?
Caro, vecchiaia è quando ti rifiuti di vedere la realtà, dico alzandomi. Io sono solo allinizio della mia seconda giovinezza. E ho capito anche altro.
Cosa?
Che a una donna di cinquantanni serve un Uomo. Non un malloppo di complessi, pancia e bancarella al mercato. Tu non reggeresti la mia energia. Prenderesti fuoco al primo tentativo.
Recupero documenti e vado via.
Veronica, aspetta! E noi?
Noi cosa, Giulio? Secondo la tua logica, io sono una coetanea. Ma tu vuoi la giovane. Cercala magari trovi una che deve togliere gli occhiali per vederti perfetto.
Esco finalmente dal suo nido della nonna e respiro a pieni polmoni.
In macchina cera Lella ad aspettarmi.
Allora? domanda quando salgo. Svelato linganno?
E come! Dovevi vederlo quando ha letto la carta didentità… Sembrava avesse scoperto che il Colosseo non è romano.
È finita così?
Sì. Lui tornerà a cercare la giovane, sempre in ansia. Io invece stasera festeggio: ho appuntamento con un uomo normale. Quarantacinque anni, e non gliene importa nulla di cosa cè scritto sulla mia carta didentità.
Giulio, invece, rimane su quel sito di incontri. Profilo aggiornato: Cercasi donna massimo quarantanni. Onesta! Foto? Sempre la vecchia, di dieci anni fa.
Chissà perché certi uomini hanno così tanta paura delle coetanee? Vale la pena nascondere letà per un incontro? O non sarebbe meglio essere sinceri da subito?


