Fedeltà di un Solo Cuore: La Storia di Fëdor, l’Uomo Silenzioso del Borgo, del Suo Amore Inespresso …

NEL NOME DI UN SOLO AMORE

Nel giorno del funerale di sua moglie, Federico non versò nemmeno una lacrima.
Guarda un po’, te lavevo detto che non la amava davvero, Maria, sussurrava allorecchio della vicina, Teresa.
Ma che dici! Che importa adesso? I bambini sono rimasti orfani con quel padre, rispose Maria, scuotendo la testa.
Vedrai che finirà per sposare Carla, assicurava Teresa.
Macché Carla! Quella non ci pensa proprio, lei ha già la sua famiglia. Si è dimenticata da tempo di Federico. Lunica che gli sia davvero rimasta nel cuore è Ginevra. O ti sei scordata come si intrufolavano nel fienile da giovani?
Che ne sai tu!
Certo che lo so! Carla ha un marito che è un esempio per tutto il paese. Perché dovrebbe volere Federico con la sua figliolanza? Lei è una donna pratica. Ma quella sciagurata di Ginevra, invece, sta male con Michele Vedrai che ne risalta fuori qualcosa tra loro due, sospirava Teresa.

Si portarono via Isabella. I bambini si tenevano stretti per mano.
Mattia e Paola avevano appena compiuto otto anni. Isabella aveva sposato Federico per amore, questo dicevano tutti. Ma se Federico avesse davvero amato Isabella, lei non lo sapeva, e nemmeno i compaesani.

Si mormorava che fosse rimasta incinta, costringendo Federico a prenderla in moglie. La loro prima figlia, Claudia, era nata prematura e non aveva vissuto a lungo. Poi, per anni, tra Isabella e Federico, nessun figlio.

Federico camminava sempre cupo e taciturno. In paese lo chiamavano “il Lupo Solitario”. Duro di parola, di affetto nemmeno a parlarne, chi poteva saperlo meglio di Isabella?

Eppure, il cielo ebbe pietà di lei. Quanto avesse pregato quella povera donna, lo sapeva solo Dio. Quando arrivarono Paola e Mattia, gemelli, sembrò un miracolo.

Mattia era tutto sua madre, dolce e premuroso. Paola, invece, taciturna e chiusa come il padre. Si rifugiava in silenzi profondi, e nessuno capiva cosa le passasse per la testa. Proprio per questo lei era più legata a Federico; erano troppo simili.
Spesso Federico segava o spaccava la legna nella rimessa, e Paola gli gironzolava intorno, apprendendo qualche rudimento di vita.
Mattia invece era tutto per la madre: la aiutava a pulire il pavimento, a portare lacqua, ma piccolo comera, era di un grande aiuto. Isabella li amava entrambi, ma capiva Mattia in un modo speciale; con Paola, invece, non riusciva a sentirsi vicina.

Sul letto di morte, Isabella chiamò Mattia:
Figlio mio, sentirai la mancanza di una madre, ma dovrai proteggere tua sorella. Prometti che non la farai mai soffrire. Sei un maschio, sei tu ora a dover vegliare su di lei.
E papà? chiese Mattia.
Che vuoi dire?
Papà ci proteggerà?
Non lo so, figliolo. La vita ce lo farà capire.
Allora mamma, non lasciarci, come faremo senza di te? piangeva Mattia.
Oh, se potessi evitarlo, credimi mormorò Isabella, e al mattino non cera più.

Federico rimase a lungo seduto accanto al corpo della moglie, stringendole la mano senza dire una parola, senza piangere. Si era come accartocciato, incupito: solo questo restava.

Pian piano la vita prese il suo corso. Paola si assunse il ruolo di piccola padrona di casa: provava a cucinare, a pulire lappartamento, ma era ancora troppo piccola.
La sorella di Federico, Natalia, veniva a dare una mano e insegnava a Paola le cose di casa.
Zia Natalia, domandò un giorno Paola, papà ora si risposerà?
Chissà cosa pensa tuo padre, cucciola. Mica me lo racconta a me.
Natalia aveva la sua famiglia: un marito, Salvatore, e dei figli. Una famiglia affiatata.

Se succedesse qualcosa, ci prenderesti con te? domandò Paola.
Non dire sciocchezze, tuo padre vi vuole bene. Non vi lascerebbe mai a nessuno, rispose Natalia.

Intanto, in paese, le voci impazzavano: tra Federico e Ginevra era riscoppiato il vecchio amore.
Ma è impazzita quella Ginevra, spettegolava Teresa, ha ripreso a vedersi con Federico, e la sua famiglia la manda a quel paese!
Che donna sciocca, commentavano davanti allalimentari.
Su, basta donne, finite qui la riunione! intervenne severo il presidente della cooperativa, Massimo Leonardi.
Sempre a sparlare e giudicare: ma la verità dei vostri vicini la conoscete davvero? le rimproverò.

In passato, tra Ginevra e Federico cera stata una passione da romanzo. Poi Federico era stato mandato in un altro paese, in unaltra provincia per aiutare nei lavori dei campi. Per due mesi era stato via, e in quel tempo Ginevra si era consolata con Michele Caruso.
Quando Federico lo seppe, prese a pugni Michele e chiuse per sempre con Ginevra, la quale alla fine aveva sposato proprio Michele: uomo sfaticato, bevitore, sempre dietro alle donne. Ginevra piangeva, pensando di non essere riuscita a trattenere un vero uomo come Federico, serio e lavoratore, ma tanto taciturno.

Fu allora che la gente del paese notò come Federico si avvicinasse a Isabella. Isabella sbocciò come una campanula e diventò la meraviglia del paese.
Che potere ha lamore sulle persone, si dicevano.
Isabella era innamorata di Federico da sempre, ma si era tenuta tutto dentro, lei non era come Ginevra.
Eppure, la vita riserva sorprese. Si frequentarono, passeggiarono, finirono per sposarsi in municipio.
Era stato un matrimonio sobrio, con solo Natalia dalla parte di Federico e la mamma anziana di Isabella, che aveva avuto la figlia tardi. In paese si sospettava chi fosse davvero il padre, ma nessuno lo diceva ad alta voce. Si sapeva solo che il presidente di allora, Salvatore Proietti, aveva avuto una storia con la madre di Isabella, ma lei, donna allegra e bella, non si era mai sposata. Nessuno lamava in paese, la accusavano di portare via gli uomini, ma Isabella era diversa.

Quando sposò Federico, i compaesani la compativano.
Che sciagura, povera Isabella, lui non la ama davvero! Soffrirà tutta la vita, sospirava Nunzia.

E invece Federico era stato fedele, e ormai tutta la comunità ne era certa. Che in un paese così puoi tenere dei segreti?
Per quindici anni Federico era rimasto con Isabella, senza mai un litigio, finché un giorno, linverno passato, Isabella si ammalò. Una malattia brutta, che non perdona.

Un giorno Federico tornava dal lavoro.
Federico, posso fermami unora da te? Ho fatto i biscotti per i tuoi bambini, lo raggiunse Ginevra, porgendogli una ciotola.
No, grazie, Ginevra. Natalia ha già sfornato i biscotti ieri.
Ma io li ho fatti con il cuore, Federico!
Anche mia sorella.
Federico, vediamoci stasera al vecchio mulino, dopo il tramonto, insistette Ginevra.
Perché mai?
Ma come Ti sei dimenticato tutto quello che cera stato tra noi? gli domandò incredula.
Ciò che è stato, ormai è lontanissimo. Ora amo i miei figli. Amo Isabella.
Ma Isabella non tornerà più, disse Ginevra.
Lamore non muore, rispose Federico.
Tu non la amavi. Lhai sposata solo per dispetto a me.
Ginevra, torna a casa, disse piano Federico.
Accelerò il passo e non si voltò, dirigendosi verso la casa dove i suoi bambini lo aspettavano. Ginevra restò sola, ferma in mezzo alla strada del paese.

Anni passarono. I bambini crebbero. La zia Natalia veniva sempre a trovarli, e ormai sapeva bene che il fratello suo era un uomo da un solo amore.
Paoletta, ho sentito che ti vedi con Cristian Ferri, disse Natalia a sua nipote, appena varcata la soglia.
Sì. E allora? rispose Paola, ormai ragazza. “Che bella che è diventata”, pensò Natalia.
Così, per chiedere. Sta attenta, mi raccomando.
Perché?
Lo sai anche tu, non sei più una bambina, rispose severa la zia.
Zia Natalia, io lo amo. Proprio per tutta la vita.
Eh, a te sembra.
Non mi sembra: ne sono sicura.
Magari tu sì, ma lui?
Se Cristian mi tradisse, non potrei più amare nessun altro, mai più.
Questo lo credo, disse dolcemente Natalia.

Quella sera, Mattia e Paola aspettavano il padre di ritorno dal lavoro.
Papà sta facendo tardi, disse Mattia.
Ma oggi è venerdì.
E allora?
Va sempre al cimitero dalla mamma il mercoledì, il venerdì e la domenica.
E tu come lo sai? Mattia alzò le sopracciglia.
Sei proprio scemo, Mattia, se non capisci il cuore di papà.

Salirono piano al cimitero, passando fra gli orti.
Guarda laggiù, sussurrò Paola, indicando la figura accovacciata di Federico.
Mattia si mise ad ascoltare; sentì il padre che parlava piano a qualcuno.
Ecco, Isabella hai visto? Presto la nostra Paola si sposerà. Ho messo insieme la sua dote, con laiuto di Natalia. Non ti preoccupare, noi andiamo avanti
Perdonami se in vita non ho detto tante parole dolci, ma il mio cuore te le ha gridate senza voce. Io non riesco a parlare, lo sai, io amo col cuore, sussurrò rauco Federico, poi uscì dal cimitero piano piano.
Paola guardò Mattia. Il fratello aveva le lacrime che gli lucicavano negli occhi.

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