Il nostro unico figlio ci ha lasciati senza parole: vuole sposarsi a soli 22 anni

Unico figlio ci ha lasciati di stucco quando ci ha annunciato che vuole sposarsi ha appena ventidue anni! Ma io e mia moglie abbiamo deciso di non opporci, dopotutto anche noi ci siamo sposati molto giovani: mio padre aveva compiuto da poco ventidue anni, io solo diciannove. È il destino, abbiamo pensato. E poi la fidanzata ci era simpatica: Beatrice studiava insieme a nostro figlio alluniversità, erano nello stesso corso. Una volta capito che la decisione era stata presa, abbiamo iniziato a preparare il matrimonio. Per noi, visto che Andrea è figlio unico, la festa doveva essere speciale.

Come vuole la tradizione, io e mia moglie siamo andati a conoscere i genitori di Beatrice, che sarebbe diventata nostra nuora. Di lei, in realtà, sapevamo poco: lavevamo vista qualche volta insieme ad Andrea, sapevamo solo che viveva con la madre in un piccolo paese non distante da Firenze. Quindi, abbiamo organizzato la visita di rito per conoscere la futura consuocera.

Mia moglie aveva preparato una torta e io avevo comprato dei fiori. Siamo partiti pieni di emozione per lincontro con la nuova famiglia. Appena arrivati, siamo rimasti colpiti dalla cura e dalla pulizia del giardino.

Anche la casa, pur essendo un po datata, era accogliente e ordinata. Allingresso ci ha accolto la madre di Beatrice, la signora Giulia, che ci ha fatto subito una buona impressione: bellissima donna, garbata e premurosa. Ci ha invitato a sederci e ci ha servito delle vere prelibatezze: si vedeva che ci teneva a fare bella figura. La conversazione è stata piacevole, Giulia si è rivelata una persona di grande cuore. Tuttavia, non siamo riusciti a parlare del matrimonio. Infatti, la consuocera ci ha avvertiti subito che lei non avrebbe potuto contribuire alle spese della cerimonia. Dopo quelle parole, si vedeva che Beatrice era molto a disagio. Anche Andrea era deluso dalla situazione: lui non voleva il matrimonio per sé, ma perché sapeva quanto ci tenesse Beatrice. Così, io e mia moglie abbiamo deciso di organizzarla comunque con i nostri soldi. Lo abbiamo promesso ad Andrea, dicendogli che per il futuro ci avrebbe pensato la vita.

Abbiamo spiegato a Giulia che avrebbe potuto invitare i familiari e gli amici più stretti. Alla fine, come è usanza da noi, gli ospiti non si presentano mai a mani vuote; quello che avrebbero donato negli auguri in busta sarebbe stato destinato a coprire il costo dei loro posti al ristorante. Giulia inizialmente era titubante, ma poi ha accettato e ci ha ringraziati di cuore.

Arriva mercoledì, pochi giorni prima delle nozze, e sentiamo bussare alla porta. Davanti a noi cera Giulia. Siamo rimasti stupiti, labbiamo invitata a fermarsi per un tè. Ha cercato le parole per qualche istante, poi ha tirato fuori una busta bianca con dentro dei soldi. Ci ha spiegato, tutta imbarazzata, che aveva fatto un prestito in banca per contribuire anche lei al matrimonio. Le abbiamo chiesto più volte di restituire quei soldi alla banca: non volevamo assolutamente che si indebitasse, anche perché a casa sua avevamo visto quanto vivessero semplicemente. Ma Giulia era irremovibile: diceva che la sua decisione era già presa. Così abbiamo festeggiato il matrimonio come si deve, con allegria e tanto amore.

I ragazzi erano felicissimi. Al ricevimento, Giulia ci ha stupiti ancora: ci siamo accorti che era non solo una donna intelligente, ma anche molto bella. Era solo quarantaquattrenne, separata da tempo, aveva cresciuto Beatrice da sola. Quella sera era radiosa: il trucco, il vestito elegante, la nuova pettinatura la facevano sembrare unaltra persona. E, a vederla così rinata, non sono stato lunico a notarlo: anche mio fratello minore, Giuseppe, se nera accorto. Giuseppe ha quarantacinque anni, anche lui separato, e ormai da dieci anni lavora in Germania. Questa volta era tornato apposta per il matrimonio del nipote. Durante la festa, Giuseppe non ha mai tolto gli occhi di dosso da Giulia, e dopo la cerimonia ci ha fatto capire che intendeva restare ancora un po a Firenze. Avevo già intuito il motivo

La domenica successiva, infatti, siamo tornati tutti in paese da Giulia, questa volta per Giuseppe: era nato un nuovo amore. Fra i due è andata a meraviglia, dopo pochi mesi si sono sposati e mio fratello ha portato Giulia con sé in Germania. Così, la mia consuocera è diventata anche mia cognata. È davvero una persona splendida e si merita ogni felicità che la vita possa regalarle.

Da questa esperienza mi sono convinto che la generosità e la gentilezza sono sempre ripagate e che la vita, spesso, riserva piacevoli sorprese proprio quando meno te lo aspetti.

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