Non ho mai amato mia moglie, anche se gliel’ho detto cento volte. Non era colpa sua – abbiamo vissuto bene lo stesso

Non ho mai amato mia moglie, anche se glielho detto cento volte. Nessuna colpa era sua: la nostra vita insieme era serena. Non mi ha mai rimproverato, non cercava mai il litigio, era dolce e gentile. Solo una cosa mancava nella nostra relazione: lamore. Pentole e posate dappertutto, ma nessuna passione.

Ogni notte mi coricavo e mi svegliavo con il pensiero di lasciarla finalmente. Volevo trovare quella donna che avrei potuto amare davvero.

Ma ci sarei riuscito? Vicino a Francesca mi sentivo comunque a mio agio. Oltre ad essere una casalinga insuperabile, mia moglie aveva una bellezza fuori dal comune. Tutti i miei amici mi invidiano ancora oggi e non riescono a capire come io abbia potuto essere così fortunato nella vita. E nemmeno io so perché Francesca si sia innamorata di me.

Sono un uomo ordinario, non brillavo in mezzo a nessuno. Eppure lei mi amava Misterioso destino.

Il suo amore e la sua devozione non mi davano pace, soprattutto la sua bellezza. Sapevo perfettamente che appena avessi messo piede fuori casa, rompendo ogni legame, un nuovo pretendente sarebbe arrivato subito. Più ricco, più bello, più di successo.

Se solo la immaginavo tra le braccia di qualcun altro, quasi impazzivo. Francesca era “mia”, nonostante non provassi nulla per lei. Neppure allinizio. Mi ero sposato con lei solo perché lusingato allidea di avere una donna così bella accanto.

Ma si può vivere tutta la vita con una persona che non si ama? Mi ero illuso di riuscirci, ma mi sbagliavo. Una cucina curata e una sala da pranzo perfetta, ma il cuore vuoto.

Domani devo dirle tutto, pensai una sera, finalmente riuscendo ad addormentarmi.

La mattina dopo, a colazione, trovai il coraggio di affrontare Francesca:

Francy, siediti un attimo. Devo dirti una cosa.

Ti ascolto, amore.

Immagina: ci lasciamo, ognuno va a vivere dallaltra parte di Milano.

Lei scoppiò a ridere:

Che situazione strana un nuovo gioco?

Ascolta fino in fondo, è importante per entrambi.

Va bene. Immagino.

Rispondimi sinceramente: se lascio la famiglia, troverai qualcun altro?

Marco, ma che ti prende? Perché dovresti andartene?

Perché non ti amo e non ti ho mai amata.

Cosa? Stai scherzando? Non capisco

Voglio lasciarti, ma mi fa soffrire immaginarti con un altro.

Francesca rimase in silenzio alcuni minuti, rifletté, poi rispose:

Migliore di te non ne troverò certo, quindi puoi andartene senza paura: non starò mai con nessuno dopo di te.

Lo prometti?

Ma certo, mi rassicurò Francesca. Accessori femminili in ordine perfetto.

Aspetta e dove andrò?

Non hai un posto dove andare?

No, siamo stati sempre insieme. Forse dovremo finire insieme lo stesso, dissi triste.

Tranquillo. Quando saremo separati venderemo la casa e ne prenderemo due piccole.

Davvero? Non pensavo mi avresti aiutato così. Perché lo fai?

Perché ti amo. Se ami qualcuno, non puoi trattenerlo contro la sua volontà.

Passarono alcuni mesi e alla fine divorziammo. Dopo poche settimane seppi che Francesca non aveva mantenuto la promessa: aveva già un nuovo compagno. La casa, ereditata dalla nonna, non era mai stata in discussione per la divisione era rimasta solo sua.

Mi sono ritrovato solo, senza nulla abbandonato al mio destino. Come si fa a fidarsi ancora delle donne? Non lo so

Oggi, scrivendo queste righe, capisco che le illusioni possono ferire più della sincerità. Alla fine, se non hai coraggio di seguire il cuore da giovane, finisci per rimpiangere le scelte sbagliate davanti a un caffè amaro, in una Milano troppo grande per un uomo solo come me.

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