Quando Anna ha rivelato al suo amato di essere incinta, ha letto tutto sul volto di Paolo: chiaramente non si aspettava un figlio e probabilmente non desiderava affatto sposarsi così presto…

Quando Rosa disse a Giorgio che aspettava un bambino, tutto si читалося sul suo viso come un libro aperto. Chiaramente non si aspettava una cicogna così in anticipo, né tantomeno aveva in programma matrimonio e bomboniere

Rosa si era perdutamente innamorata prima ancora di compiere diciottanni. Giorgio, il ragazzo più gettonato del paese, le piaceva da sempre, e la primavera la passarono a gironzolare tra le campagne di Montalcino, passeggiare lungo il fiume Ombrone e a incantarsi davanti ai tramonti più lunghi dItalia.

Peccato che Rosa avesse appena superato lesame per il tecnico turistico a Siena e la sua carriera universitaria doveva ancora iniziare, fino a quando, una mattina, davanti allo specchio, realizzò: era incinta. Panico.

E adesso che dirà la mamma e mia sorella?! E il paese intero? Si sentiva spaesata, come una mozzarella in un piatto di carbonara.

Rosa, presa dal panico, decise: niente figli per ora. Raccontò tutto alla mamma, fra le lacrime prese il treno per Firenze dove la zia le aveva trovato uno studio medico. La mamma non provò nemmeno a trattenerla

Anche la sorellina di Rosa cresceva a colpi di compiti e liti casalinghe, e la loro madre già arrancava per arrivare a fine mese, figuriamoci con una sorpresa di quella portata

A Firenze tutto filò liscio come lolio extra vergine. Rosa smise di vedere Giorgio, che peraltro era sparito come un gelato in agosto.

Rimase a galleggiare una pesante delusione, quella tristezza appiccicosa senza un perché. Rosa non sapeva più come continuare a studiare, senza il sostegno economico della madre, che ancora faticava a rivolgerle la parola.

Giù a Montalcino tutti la puntavano con occhi alla Sherlock Holmes. Trovare lavoro in città e una stanza era lunica opzione. Tornare a casa? Manco per sogno.

Un giorno, mentre camminava per le vie di Firenze, quasi per caso, trovò un annuncio su una bacheca traboccante di offerte: Cercasi tata per bimbo di 3 anni, vitto e alloggio offerti, stipendio di 600 euro al mese. Rosa pensò: Eccoci, ci voleva proprio una botta di fortuna!

Fu accolta da una coppia di professori universitari, il professor Giovanni DAmato e la moglie, la gentilissima professoressa Clara, che vivevano in un appartamento pieno di libri e piante. Il piccolo Riccardo, unica gioia della famiglia, si affezionò a Rosa come a una zia cool: ogni volta che lei tornava per un weekend a Montalcino, lui la chiamava almeno dieci volte.

Gli anni passarono e Rosa diventò una colonna portante di casa DAmato. Cucina, spesa, bucato impeccabile, aiutava Riccardo con la grammatica e la tavola periodica, la pasta la tirava sempre perfetta. Talmente brava, che quando il bimbo non aveva più bisogno di una tata, la vollero ancora come angelo custode domestico.

Lo stipendio non era granché, ma mangiare lasagne fatte in casa e avere un letto a Firenze era già tanto. Trovarsi per casa affetto, stima e rispetto non aveva prezzo.

Solo una cosa la inquietava: qualche tempo prima aveva iniziato a frequentare Matteo, un ragazzo del palazzo di fronte. I loro caffè e passeggiate nel parco si erano riscaldati in qualcosa di più, ma dopo circa tre anni Rosa si accorse che avere figli era una possibilità ormai sfumata

Non volle mentire a Matteo, glielo confessò. Indovinate? Di nuovo abbandonata come una valigia rotta. Un déjà-vu perfetto. Solitudine, amara come il fondo del caffè forte, di nuovo.

Così, il vero rifugio rimase il lavoro nella famiglia DAmato. Ormai si sentiva una di loro, non una semplice collaboratrice. Zia Rosa si occupava di Giovanni che lavorava sempre più ore per mantenere la famiglia e della dolce Clara, diventata fragile di salute.

Quando Clara, ormai stanca, si spense, anche il sole parve dimenticarsi di entrare in casa. Giovanni diventò silenzioso come la stufa destate, Rosa sentiva di essere un po di troppo. Doveva cambiare qualcosa, magari cercare un altro lavoro. Ma cosa avrebbe saputo fare? In paese sì, tornare avrebbe significato di nuovo sorrisi di circostanza e pettegolezzi.

Una sera Rosa si arrese allevidenza e, dopo cena, si fece coraggio:
Professore, credo sia giunto il momento per me devo andare. Grazie di tutto mormorò, guardando le sue scarpe.

Giovanni spalancò gli occhi come davanti a una pizza quattro stagioni: Andartene? Ma dove credi di andare? Vuoi lasciarmi solo come una pianta senzacqua? No, Rosa, non esiste. Tu non sei una governante, sei parte della famiglia da anni!

Si prese la mano di Rosa e, rosso come un Sangiovese, la baciò per la prima volta.
Resta con me. Clara mi raccomandò: Non lasciare mai sola Rosa. Siamo diventati una vera famiglia! Non cambiare nulla, tesoro, prendiamoci ancora cura luno dellaltra.

Il pianto che venne dopo sciolse tutte le paure. La vita tornò a scivolare morbida: Rosa aspettava Giovanni ogni sera, la casa era linda, Riccardo chiamava promettendo di tornare da Barcellona ogni tanto

Il tempo passò, un anno, due. Alla vigilia del compleanno di Rosa, Giovanni prese coraggio e le disse che per lui era importante: voleva proprio sposarla, stavolta sul serio, come si conviene, anche per questioni di eredità, visto che lui aveva qualche acciacco e lei era molto più giovane.

Rosa ringraziò, ma volle avvisare Riccardo prima. Quando il figlio tornò, il professor DAmato tornò sul discorso. Riccardo, che la considerava una vera mamma, fu subito daccordo: aveva ormai un ottimo lavoro ed era sposato.

Così, dopo una lunga strada, Rosa divenne infine la moglie del professor Giovanni DAmato. Si volevano bene come pochi e continuavano a chiamarsi con dolci nomignoli: lui Rosa cara, lei ironicamente ancora professore, come allinizio.

Rosa non era mai stata così felice. Pregava ogni sera perché la salute del suo Giovanni resistesse più a lungo possibile. Nessuno, incontrandoli mentre passeggiavano in Piazza del Campo tenendosi per mano, avrebbe mai detto che la loro storia era lunga una vita intera e così bella, profonda e sincera.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

14 + 3 =

Quando Anna ha rivelato al suo amato di essere incinta, ha letto tutto sul volto di Paolo: chiaramente non si aspettava un figlio e probabilmente non desiderava affatto sposarsi così presto…