Liza, non ci servirà molto. Impacchetta per noi il tuo famoso tortino e un paio di vasetti di marmellata — si stirò pigramente Gabriele, con un sorriso sul volto.

Loredana, non ci porteremo via nulla. Metti in valigia la tua torta tipica e un paio di vasetti di marmellata, sbuffò con un sorriso stampato sul viso Gabriele Bianchi, mentre si appoggava al bastone da passeggio.

Loredana fissò lospite, incapace di credere a tanta spudoratezza. Come poteva chiedere così, senza alcun pudore?

Nella sua testa giravano i ricordi di tutte le ore spese a farla perfetta, a sistemare la casa per la loro visita. E ora Gabriele, che per tutta la settimana non aveva sollevato nemmeno un attrezzo, sedeva allombra a chiedere cibo da asporto.

Loredana lanciò unocchiata ad Alessandro Rossi, il fratello, che sembrava ignaro del comportamento del cugino.

Gabriele, non credi di chiedere troppo? provò a dire Loredana, tenendo la calma.

Ma dai, Loredana! sbatté, senza voltarsi.Siamo parenti, dobbiamo condividere. E qui ci sono solo dei sacchi di euro!

Dentro di lei cominciò a montare una mescolanza di irritazione e rabbia.

Quella casetta sul lago di Como, comprata tre anni fa, era diventata per loro un vero rifugio. Destate non cera giorno di ozio: sveglie allalba, potature, raccolta di bacche, cura delle galline, scorte per linverno. Ogni aiuto era oro colato.

Perciò la richiesta di Gabriele suonava come unoffesa. Lui non vedeva o non voleva vedere tutto quel lavoro. Per lui la casa era solo un resort gratuito, e Loredana e Alessandro il personale di servizio.

Tutto è iniziato tre settimane fa, quando Gabriele chiamò proponendo di passare a dare una mano in casa e, col resto, godersi la campagna.

Quelle parole furono una sorpresa. Gabriele e sua moglie Olivia Ferrari erano cittadini di Milano fino al midollo: feste, bar, cinema, shopping nel weekend.

Aiutare? chiese Loredana, con un dubbio sottile.

Ma Gabriele proseguì con entusiasmo:

Eh sì! Siamo una famiglia! E voi vi godrete laria fresca. Io vorrei raccogliere more, fare un bagnetto caldo

Loredana, chiudendo il telefono, rimase a pensare accarezzando il grembiule. Conosceva bene Gabriele: amava promettere, ma manteneva poco. Nel cuore aveva dei dubbi, ma Alessandro, sentita la notizia, si accese:

Magari racconteranno anche le bacche. E, guarda, il fratello mi darà una mano con il recinto.

I giorni successivi Loredana si trasformò in una vera regina di casa, quasi fosse il presidente in visita. Lavò e stirò tutta la biancheria, preparò asciugamani puliti, fece la spesa in città: pesce fresco, carne per la grigliata, frutta, dolci perché gli ospiti si sentissero benvenuti.

Spero andrà tutto bene, mormorava a se stessa, stendendo gli asciugamani.Se anche solo un po aiutano, sarà già un traguardo.

Quando Gabriele e Olivia arrivarono, Loredana li accolse con un sorriso che cercava di nascondere lincertezza. I parenti sembravano appena tornati da una vacanza al mare.

Ecco, siamo qui! esclamò Gabriele, le braccia spalancate.

Loredana strinse il sorriso e li fece accomodare. Sulla veranda li attendevano insalate, focaccine calde e un compìto di frutta fresco.

Per la prima mezzora chiacchierarono allegramente, poi Alessandro propose il programma dei giorni successivi.

Domani iniziamo con la falciatura, poi raccoglieremo le bacche. Tanto lavoro, ma insieme ce la faremo.

Certo, certo, annuì Olivia, ma nei suoi occhi Loredana scorse una leggera perplessità, quasi come se la parola falciatura le fosse sconosciuta.

Loredana colse quel sguardo e sentì un presentimento: laiuto poteva rivelarsi più un peso che un sollievo.

Il primo giorno passò in festa. Loredana cercava di non pensare allerba alta, alle fragole invendute e al capanno pieno di secchi di mele.

Gabriele era in forma: raccontava barzellette ad alta voce, schiacciava i semi, vantandosi di essersi stancato della città e di quanto fosse bello stare in natura.

Olivia, in un nuovo vestito da estate, pose davanti al tramonto e al lago per scatti fotografonici da condividere su Instagram.

Alessandro sorrideva: era contento che il fratello fosse finalmente arrivato e sperava che il lavoro si sbrigasse più velocemente.

Ma già il giorno dopo lumore cominciò a cambiare.

Loredana si svegliò allalba per il canto del gallo, si infilò gli stivali di gomma e uscì nel cortile. La rugiada scintillava sullerba, laria profumava di fieno. Le galline chiacchieravano chiedendo da mangiare.

Raccolse il grano e, al contempo, il suo sguardo scivolò verso la finestra della camera degli ospiti: tende tirate, silenzio.

Entro le otto del mattino aveva già nutrito gli uccelli, riempito un secchio di cetrioli verdi e annaffiato i letti.

Alessandro entrò con una tazza di tè e annunciò:

Gabriele e Olivia sono andati in città. Dicono che è urgente.

Loredana annuì in silenzio, sentendo una punta di fastidio. Sperava ancora che gli aiutanti tornassero almeno per colazione.

Ritornarono solo al tramonto, ancora più felici, scaricando sacchi di patatine, acqua frizzante e birra artigianale come se avessero compiuto una grande impresa.

Loredana, qui sembra una spa! esclamò, crollando sulla sedia di legno.Tutto si fa da solo!

Il giorno seguente Loredana sentiva crescere la frustrazione. Tagliava lerba da sola, sollevava secchi pesanti, lavava i pavimenti, preparava il pranzo.

Gabriele riposava in una amaca, scorrendo video sul telefono, lamentandosi per un mal di testa.

Credo di avere un raffreddore. Sto a letto oggi.

Olivia si sdraiò su un telo da spiaggia accanto al lago, scattando selfie. Nei suoi profili social comparvero nuovi hashtag: #VitaRurale, #RelaxCampestre, #FugaInNatura.

Con il passare dei giorni Loredana divenne sempre più stanca e irritata. Si alzava alle cinque, si coricava dopo mezzanotte, lavava i piatti e puliva dopo gli ospiti.

Gli ospiti non si offrivano nemmeno di aiutare: credevano davvero che la loro sola presenza fosse un dono.

Siamo venuti a farvi visita, si lamentò Olivia quando Loredana le chiese di lavare i piatti.Gli ospiti non devono lavorare?

Da quel momento il sorriso di Loredana divenne una maschera tesa, e ogni richiesta dei visitatori un colpo al suo pazienza.

A poco a poco la situazione raggiunse il punto di rottura: la ospitalità stava finendo.

Il quinto giorno Loredana non poté più tacere. Sentiva che lirritazione accumulata dal loro arrivo aveva toccato il limite.

Passò la giornata a zappare il campo, a curare i letti, a trasportare secchi dacqua, il tutto sullo sfondo di risate provenienti dalla veranda dove Olivia, sdraiata su una sdraio, chiacchierava con le amiche.

Quando Alessandro tornò dal campo, sporco di polvere, Loredana lo guardò con uno sguardo serio.

Non ce la faccio più, disse.Non puliscono nemmeno i piatti! Oggi Gabriele ha chiesto di lavare la sua camicia e Olivia ha detto che la colazione deve essere semplice.

Alessandro annuì e decisero di coinvolgere gli ospiti nella giornata di lavoro del giorno successivo: Gabriele avrebbe riparato il recinto, Olivia si sarebbe occupata di estirpare le fragole.

Loredana sperava che così avrebbero capito che il riposo è bello, ma la fattoria non si gestisce da sola.

Gabriele, domani dobbiamo sistemare il recinto, disse Alessandro a cena.Ci aiuti?

Certo, certo, sbuffò Gabriele, masticando una salsiccia senza distogliere lo sguardo dal telefono.

Era chiaro che preferiva messaggiare piuttosto che lavorare in giardino.

Il mattino dopo Alessandro si alzò presto. Laria fresca portava lodore di fieno e rugiada. Prese gli attrezzi dal capanno, controllò tavole e chiodi, preparò un tè forte per il fratello, per iniziare la giornata in amicizia.

Bussò alla porta della camera degli ospiti. Silenzio. Bussò di nuovo, più forte. Solo il rumore di un condizionatore in funzione. Quando aprì la porta, la stanza era vuota.

Sul comodino trovò un foglietto:

«Siamo in città, torniamo verso sera! Facciamo una grigliata!»

La sera Gabriele e Olivia tornarono carichi di sacchetti di carne, birra e alici secche. Ridacchiavano, parlando dei terribili ingorghi e del caldo. Loredana, esausta, a malapena reggeva le gambe sul gradiccio.

Avevamo concordato di lavorare in giardino, disse.

Sì, sì, rispose Gabriele, brandendo un sacchetto di carne.Domani sicuramente aiuteremo! Lo prometto.

Il settimo giorno Gabriele annunciò:

Dobbiamo partire subito. Peccato non aver potuto aiutare!

E, con un sorriso, aggiunse:

Loredana, metti in valigia la tua torta speciale e qualche vasetto di marmellata di lamponi. Sono deliziosi!

Loredana sentì bollire la rabbia. Una settimana di lavoro duro albe nei campi, cucina senza sosta, bucato, pulizie e cura di ospiti ingrati culminò in una negata ferma.

Non vi daremo nulla, disse, cercando di mantenere la voce ferma, anche se tremava.In una settimana non avete fatto un solo lavoro.

Gabriele rimase immobile, incredulo. Il viso si fece rosso, gli occhi si strinsero.

Che gente! urlò, la voce spezzata in un grido.E la nostra ospitalità? Siamo venuti con il cuore!

Con che cuore? ribatté Loredana.Siete venuti a riposarvi a nostre spese! Io ho lavorato da sola mentre voi vi rilassavate in amaca e correvate nei negozi!

Alessandro, solito evitare i litigi, si avvicinò a sua moglie, le pose una mano sulla spalla e, guardando Gabriele dritto negli occhi, disse con calma ma decisione:

Gabriele, eri tu a offrire aiuto. E invece avete solo mangiato, bevuto e vi siete lamentati per il caldo.

Che cosa stai dicendo, Alessandro! scoppiò Gabriele, avanzando un passo.Siamo parenti! E tu chiedi soldi per il cibo? Che vergogna, fratello!

Olivia, accanto al gradiccio, sospirò forte, alzò le braccia al cielo come a mostrare il suo disprezzo, chiuse le labbra e si diresse verso lauto.

Si sedette con un tonfo nella macchina e sbatté le porte. Era furiosa perché, invece di un accogliente incontro di famiglia, avevano concluso con una scenetta da soap opera.

Partiamo, Gabriele! gridò dallauto.Qui non ci vogliono! E la famiglia si chiama

Gabriele si voltò verso Alessandro e Loredana, voleva dire qualcosa, ma con un gesto scacciò via le parole, si diresse verso lauto, sbatté il bagagliaio e salì al volante con unespressione di rabbia mista a sorpresa, come se il mondo gli fosse improvvisamente tornato contro.

Con un gesto di spalla lanciò:

Portate via le vostre torte! esclamò, chiudendo la portiera.Non torneremo più!

Quando lauto scomparve dietro la curva, Loredana e Alessandro rimasero sul gradiccio. Sentivano un sollievo, ma anche la stanchezza di unemozione intensa.

Alessandro emise un lungo sospiro e si lasciò cadere sul gradino.

Lesperienza è costosa, ma istruttiva, disse, guardando sua moglie con comprensione.Non avremo più ospiti di passaggio.

Loredana annuì, capendo che era davvero una lezione preziosa.

La sera passeggiarono per il campo, valutando il lavoro ancora da fare. Il recinto necessitava ancora di riparazioni, le fragole di essere estirpate, il fieno di essere completato.

Camminarono lentamente lungo il sentiero, ascoltando i suoni serali del giardino. Loredana si rese conto che la fatica del lavoro era più piacevole di quella provocata da unarroganza altrui.

Tornarono a casa, prepararono una sauna e un tè con marmellata di lamponi quella stessa che Gabriele aveva tanto insistentemente richiesto.

Guardarono il lago, e Loredana sentì che il loro piccolo rifugio era di nuovo il loro mondo tranquillo.

Dora in poi accoglieremo solo chi arriva con la pala, non con il cellulare, disse Loredana, e i due scoppiarono a ridere, capendo che nella vita ciò che conta davvero è il mutuo aiuto e il rispetto.

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