Ma dai, siamo già sposati da dieci anni! Che amante, dici? Io ti ho già a sufficienza!
Valentina non riusciva a credere a quel che le era appena stato detto. Sentiva, quasi con la pelle, che suo marito le tradiva. Lincertezza la faceva impazzire, così un giorno trovò il coraggio di affrontarlo direttamente.
Chiese se fosse vero, ma lui rispose solo:
Ma dai, siamo già sposati da dieci anni! Che amante, dici? Io ti ho già a sufficienza!
Sembrava che Giorgio parlasse con onestà, ma qualcosa nella sua voce, nel suo sorriso, nei suoi occhi, continuava a tormentarla.
Valentina non era una che si affida al caso; doveva scoprire la verità, a qualunque costo. Come fare?
Dopo aver letto consigli su internet, decise di controllare il cellulare di Giorgio. Non trovò nulla di sospetto, se non una chiacchierata inutile con alcune vecchie compagne di classe, cosa che a lei non la turbò affatto. Il marito non aveva mai messo una password al telefono, né nascondesse messaggi segreti; sembrava un angelo in carne e ossa.
Talvolta le sembrava di immaginare tutto, ma ogni volta che Giorgio faceva tardi a rientrare dal lavoro, Valentina avvertiva un presentimento negativo.
La sua amica Lucia le diceva sempre:
Sono solo supposizioni! Giorgio ti ama e non ti tradirà mai! Con i tuoi sospetti rovini tutto!
Ma Valentina non ascoltava. Il suo cuore le diceva altro, e lidea di dividerlo con unaltra donna le era inconcepibile.
Un giorno, decise di seguirlo in ufficio per scoprire se, tra le scartoffie, cè qualche traccia di una relazione. Appena la vide, Giorgio si infuriò, dicendo che era unoffesa davanti ai colleghi. Dopo lunghe scuse, il marito le perdonò rapidamente.
Sembrava che la loro vita fosse serena: la casa era piena, i due figli crescevano. Vivi e sii felice, gli dicevano, ma Valentina trovava sempre scuse per cercare avventure al quinto piano del suo condominio.
Come si suol dire, Chi cerca, trova. Per lei però, finora, il risultato era diverso.
Era la tipica donna trentenne che temeva di restare sola con due figli. Allapparenza tranquilla, dentro di sé era un turbine di emozioni.
Niente aveva tradito Giorgio: né trucco sulla camicia, né profumo estraneo, né cambiamento di aspetto. Eppure Valentina sentiva che qualcosa non quadrava.
Se non fosse stato per un caso, Valentina forse non avrebbe mai scoperto la verità. Una finzione o la realtà? Solo il tempo lo avrebbe rivelato.
Quando il figlio minore, Marco, iniziò la prima elementare, Valentina decise di imparare a guidare. Si iscrisse a una scuola guida e, dopo tre mesi, superò gli esami e ottenne la patente.
Giorgio, fiero, le regalò una piccola auto: una Fiat 500 rossa, perfetta per la sua statura minuta. Valentina era snella e si sentiva a suo agio al volante; parcheggiare era un gioco da ragazzi.
Giorgio, a malincuore, comprò lauto solo per evitare che Valentina chiedesse di fare un giro, convinto che fosse troppo presto per lei. Prima lesperienza, le ripeteva.
Un sabato, Valentina si svegliò prima del solito e decise di preparare una torta di melanzane e pollo, che la famiglia adorava. Mentre impastava, però, si accorse di non avere farina. Fu una notte gelida, la neve ricopriva le strade, ma Valentina, ormai esperta di guida invernale, decise di andare al negozio. Salì in auto, ma il motore non partì. Tornò a casa, dove tutti dormivano ancora, e si muoveva in silenzio per non svegliarli.
Camminare nel freddo non le piaceva, così prese coraggiosamente le chiavi della Fiat di Giorgio e uscì di nuovo. Mentre lauto si scaldava, aprì il cassetto dove sapeva che Giorgio teneva le tovagliette. Con la mano, fece cadere qualcosa sul pavimento.
Raccolse un cellulare che non riconobbe. Non era il suo, né quello di Giorgio. Un brivido la attraversò, ma premette il pulsante di accensione.
Il primo messaggio era di una certa Oksana:
Amore mio, quanto ti ho desiderata! Vieni presto da me! Ti aspetto!
Senza password, Valentina lesse lintera conversazione, lunga come una vita. Scoprì che Giorgio lavorava fino alle cinque e tornava a casa solo alle sette. Quella sera, però, era solito fare una deviazione di unora verso Oksana, per poi tornare a casa come se nulla fosse. Le parole che le scriveva erano quelle che sua moglie non aveva mai sentito.
Nella foto cera una donna più anziana, circa quarantanni. Valentina, furiosa, si chiedeva perché fosse così importante per lui.
Stava per uscire dalla macchina quando vide Giorgio avvicinarsi al portone. Aveva lasciato un biglietto dicendo che era andata al supermercato; forse lui avrebbe colto loccasione per mandare un altro messaggio a Oksana.
Valentina ricordò allora che Giorgio spesso scendeva la sera per prendere qualcosa dallauto, dimenticava il portafoglio o altro, e poi tornava subito. Non aveva mai sospettato nulla.
Giorgio la vide alla guida e, furioso, le gridò:
A chi credi di rispondere? Non avevamo accordi!
Valentina, ancora più incazzata, inserì la retromarcia e, a pieno gas, si lanciò contro il cancello di sicurezza del condominio. Il rumore del metallo fu un temporaneo sollievo.
Uscì dallauto, fissando Giorgio stupito, e urlò:
Vai da lei! Vediamo quanto ti serve senza casa e senza macchina! Che i miei occhi non ti vedano più!
Per confermare le sue parole, sbatté le chiavi della Fiat in un mucchio e si diresse verso casa.
I figli, Luca e Marco, si svegliarono confusi, senza capire cosa fosse successo. Dopo qualche minuto, Giorgio cercò di entrare, ma Valentina chiuse la porta a chiave e gli impedì lingresso.
Vai via! Non tornare più! gridò a gran voce per tutta la casa.
Giorgio, scalzo, con una vestaglia e una giacca, si diresse verso la casa di Oksana, sperando di trovare conforto. Ma Oksana aprì la porta e, da dentro, si sentì la voce di un uomo:
Tesoro, arrivi presto? Ti aspetto!
Scoprì così che Oksana, a sua volta, aveva due amanti. La domenica, ovviamente, non vi era traccia di Giorgio.
Delusa, Oksana chiuse la porta davanti a lui.
Giorgio, con il cuore spezzato, si diresse verso la casa della madre, a due isolati di distanza. Marina Pavlina, alla porta, lo accolse, capì subito la situazione, gli offrì una tazza di tè, lo nutrì e lo ascoltò raccontare la sua storia di una moglie cattiva che lo aveva cacciato fuori. Con dolcezza gli disse:
Non ti preoccupare, figlio mio! Chi lavrebbe mai detto che la tua Valentina fosse così? Presto avrai una festa nella tua via, perché hai solo trentacinque anni! Troverai un nuovo amore, ne sono certa!
Così Giorgio rimase a vivere con sua madre, deciso a ricominciare da capo. Si sentì sollevato di essere libero, finché Valentina non gli chiese gli alimenti per i figli. Fu allora che capì che ricominciare una nuova vita non sarebbe stato così semplice. Per fortuna, sua madre non lo abbandonò, altrimenti sarebbe sparito del tutto.






