Avvistato il cane adagiato accanto alla panchina, gli sono corso incontro; lo sguardo si è posato anche sulla cintura che Natalia aveva lasciato distrattamente.

Caro diario,
oggi, mentre passeggiavo verso la piccola piazzetta del nostro borgo, ho notato un cane abbandonato accanto a una panchina di pietra. Mi sono avvicinata di corsa, e lì, al suo fianco, ho ritrovato anche la corda di cuoio che la nostra sorella, Natascia, aveva lanciato disinteressata sul marciapiede. Mars, il suo nome, ha lanciato unocchiata triste al suo padrone, come se chiedesse perché lo avesse lasciato così.

Da quasi due anni io e il mio fratello Lorenzo viviamo quasi in silenzio. Non riesco ancora a capire come una piccola incomprensione si sia trasformata in una guerra così accesa. Lorenzo e io siamo nati con un anno di differenza; fin da piccoli eravamo inseparabili, pronti a difenderci a vicenda. Qualunque fosse il guaio, laccoglievamo con la stessa responsabilità, senza mai nasconderci dietro laltro.

Il nostro paese, Borgo San Michele, ha conosciuto un periodo di crescita costante, grazie anche al sindaco Pietro Marchetti, nato proprio qui, che, dopo gli studi in economia, ha assunto la guida amministrativa del paese. Dopo aver conseguito la laurea in agraria, è tornato a casa e si è messo subito al lavoro; i suoi sforzi sono stati riconosciuti e, a dieci anni di servizio, è diventato il responsabile del Comune.

La vita privata dei genitori è sempre andata liscia. Dopo aver terminato il liceo scientifico, io ho iniziato a lavorare nella clinica del villaggio come infermiera. Pietro non poteva rimanere indifferente davanti a una bellezza così semplice; mi ha corteggiata, e il nostro matrimonio è stato celebrato con tutta la comunità. Lorenzo, invece, era felice per la nostra felicità, ma il suo coniuge, Natascia, aveva una vita ben diversa.

Mentre io ero ancora una giovane sposa, Natascia mi prendeva in giro, definendomi inutile o presuntuosa. Dopo il matrimonio, però, linvidia ha preso il sopravvento. Natascia ha iniziato a chiedere sempre più al marito: una casa nuova, unauto più grande, un cane più prestigioso

Spesso Lorenzo sbottava: Gli altri hanno tutto, noi non abbiamo nulla! Lui si sforzava al massimo, ma le pretese di Natascia non potevano essere soddisfatte né con i soldi (), né con la fatica. Anche Natascia viveva una tristezza profonda: il desiderio di maternità non le era stato concesso. Intanto, io avevo costruito una famiglia, ho avuto un figlio, poi una figlia, e una casa spaziosa; Lorenzo, nel frattempo, aveva ottenuto una posizione di rispetto.

Le riunioni di famiglia finiscono sempre più spesso in litigi. Ogni volta che visitavo la casa dei miei genitori, Natascia iniziava subito a rimproverare Lorenzo. Lultima discussione è scoppiata il giorno del compleanno di Lorenzo. Io gli avevo regalato un cucciolo di Labrador, un sogno che coltivavo da tempo, e Pietro gli ha consegnato una nuova motocicletta.

Tutto sembrava andare bene, finché Natascia, ubriaca, non ha scatenato la sua furia contro di me:

Che succede, Ginevra? Il cane è un modo per nascondere qualcosa? Se non cè più un bambino, compriamoci un cane, va bene?

Io ho cercato di placare la tensione:

Natascia, calmati. Prima o poi ti pentirai

Le mie parole non hanno funzionato. La discussione è degenerata, gli ospiti si sono divisi in due fazioni. Pietro ha sussurrato alla moglie di andarsene, e così hanno lasciato la festa.

Sono passati due anni. Da allora Lorenzo evita la sorella, i loro incontri sono rari e brevi. Tra loro e Natascia la tensione è cresciuta. La sera, Lorenzo si avvicina sempre più spesso al fiume, dove passeggia con Mars. I due sembrano felici: Lorenzo lancia un bastone, il cane corre a prenderlo, si accoccola ai suoi piedi e ascolta le sue parole tranquille.

Nei pettegoli del vicinato ho saputo di queste uscite, ma non ho intervenuto; Lorenzo è ostinato. Dopo un litigio, Natascia ha iniziato a odiare anche me e il cane che le ho regalato. Quando Lorenzo non era a casa, la sua rabbia la spingeva a scacciarmi Mars, a sbatterlo, a volte anche a colpirlo.

Le vicine, curioso spettatrici, alimentavano il fuoco:

Hai sentito, Natascia? Tuo marito passeggia di nuovo con il cane sul fiume
Ieri è passato di nuovo a salutare Ginevra e i bambini ridevano tutti!

La gelosia lha consumata. Un giorno Lorenzo le ha chiesto:

Natascia, non maltratti Mars?

Che voglio del tuo cane?! gli ha sparato, uscendo dalla stanza.

Mars comincia a nascondersi sempre più da Natascia, tremando ogni volta che la vede.

Tutto è finito quando, una mattina, Lorenzo, furioso, ha alzato la voce:

Ne ho abbastanza di questa gelosia infinita!

Sola, con il sangue che ribolliva, Natascia ha trascinato Mars fuori nel cortile, lha legato a una panchina e gli ha avvolto il collare stretto. Il povero cane ha sofferto; quando ha smesso di lamentarsi, Natascia ha lasciato il collare, ha preso le sue cose e se nè andata per sempre.

Quella sera Lorenzo è tornato a casa, ma il cane non cera più allingresso. Il focolare era in disordine; vicino alla panchina, ha trovato Mars, ancora avvolto nella corda, il sangue ancora fresco. Lha slegato di corsa e, tra le braccia, lha portato durgenza al centro veterinario.

Io stavo per tornare a casa quando ho visto Lorenzo, con il cane sanguinante in braccio, chiedere aiuto:

Ginevra, aiutami per favore!

Lho portato subito dal veterinario, ho esaminato le ferite:

Chi lha fatto?

Natascia Lorenzo ha abbassato lo sguardo.

Ho annuito in silenzio, ho cucito le ferite, ho pulito le lacrime, gli ho dato acqua. Più tardi, nel corridoio, Lorenzo, con voce colma di rimorso, ha bisbigliato:

Scusami, Ginevra

Tranquillo, fratello. E Natascia? ho sorriso, stanca.

No, Ginevra. Non più.

Ho chiamato Pietro:

Pietro, vieni qui, per favore.

Non appena ha sentito la voce affaticata di mia madre, Pietro è già sulla strada. Mezzora dopo è arrivato, ha visto noi due stretti, con Mars che gemette piano, senza chiedere nulla, solo con un piccolo sorriso:

Andiamo, eroi miei.

Ci hanno portato Lorenzo a casa e gli hanno dato consigli su come curare il cane.

Quando ho raccontato tutto alla nostra madre, ha sospirato:

Avrebbero dovuto separarsi prima.

Si è alzata, è corsa dal figlio per aiutarci a rimettere ordine.

Nel pomeriggio, Lorenzo era seduto al tavolo, accarezzando Mars. La madre è passata, li ha strofinati entrambi:

State bene?

Sì, ha risposto Lorenzo.

Da cucina si è levato un profumo di arrosto di vitello e verdure fresche. Mars ha annusato, ha scodinzolato e ha leccato il naso. Lorenzo ha sorriso, si è alzato e ha guardato fuori verso il fiume. La vita, nonostante tutto, continua.

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