Figlio, madre e bambino: un unico insieme, solo lei decideCon un sorriso rassicurante, la madre prese la mano del figlio, guidandolo verso un futuro pieno di speranza.

«Che bambina a quarantunanni!» mi sentivo urlare addosso da Giulia, la moglie. «A la tua età la gente diventa nonna. Non fare sciocchezze, Livia».

«Bene, se per te è una faccenda da spazzare via, ho capito. E la bambina, lhai già pensata? Non voglio ballare allultimo matrimonio con una flebo sotto il braccio!».

«E se succede qualcosa a lei mentre è piccola? Decidi, o mi separo da te!».

Io e Giulia eravamo insieme da ventanni. Mi sono sposato con lei da giovane, appena laureata alluniversità.

Tutto questo tempo Annalisa ha creduto che io fosse il suo più grande sostegno, la roccia su cui appoggiarsi. Non avrebbe mai immaginato che un giorno potesse voltare le spalle.

Di recente nella nostra famiglia è scoppiato un litigio serio: la causa è stata una gravidanza inattesa in età avanzata.

Massimo, il mio amico di vecchia data, è rimasto fermamente contrario allarrivo di un altro figlio:

Livia, sei impazzita? Decidere di diventare madre in età avanzata? Abbiamo già tre bei ragazzi: Alessandro è allo studio, Nicola e Diego stanno per concludere la terza media. Ti sembrano troppi?

E cosa penseranno gli altri? Che i genitori impazziscano?

Massimo, ho sognato una figlia per tutta la vita insisteva Giulia se Dio ci ha inviato un bambino, perché non dovrebbe venire al mondo?

E se è ancora un maschietto, prenderemo un altro? ribatté Massimo, infuriato.

Io sono certa che sarà una femmina.

Anche i ragazzi non hanno sostenuto Annalisa. Quando i gemelli Nicola e Diego hanno saputo del nuovo arrivo, hanno dichiarato categoricamente di non voler più condividere la loro stanza.

Il maggiore, Alessandro, ha espresso il suo parere:

Mamma, non ti preoccupa a questetà? E se ti capitasse qualcosa?

Andrà tutto bene gli ha rassicurato Giulia non sono così vecchia!

In realtà, una situazione simile era già capitata. Quando Annalisa aspettava il secondo figlio, anche allora il marito non era entusiasta.

Al tempo Alessandro aveva tre anni e mezzo, i soldi scarseggiavano. Vivevamo nella casa dei genitori di Massimo, e Giulia litigava spesso con la suocera.

Poi i medici hanno detto che sarebbero stati gemelli e tutto è cambiato. La suocera ha messo dei soldi da parte per lacconto di un appartamento. Il marito è diventato più premuroso.

Nicola e Diego, sorprendentemente, sono rimasti dei bimbi tranquilli, e Giulia ha anche potuto riposare un po.

Alessandro era felice di avere qualcuno con cui giocare, così ha trascorso il tempo con i fratellini, dando a sua madre qualche attimo di tregua.

Anche ora Giulia sperava, come per magia, che le cose si sistemassero da sole.

Ma già nella terza settimana sono iniziati i problemi: a lavoro mi veniva il vomito.

Io lavoro da più di dieci anni come onicotecnica, abituata a profumi di smalti e oli. Ora lodore dei flaconi colorati mi strozzava.

Le pillole non aiutavano, la situazione peggiorava, e ho dovuto rinunciare al lavoro.

Passavo le giornate a letto, incapace di lavare nemmeno i piatti. Pulire la casa era impossibile.

Anche il cibo per la famiglia doveva essere acquistato, cosa che irritava Massimo e i ragazzi.

Dopo il licenziamento, i soldi in casa sono scesi a picco.

Io, come infermiere di ambulanza, ho cominciato a fare doppi turni per far quadrare i conti.

Il figlio maggiore è passato al turno serale, ma di giorno lavora come commesso in un negozio di elettronica.

Ogni giorno sentivo lo sguardo giudicante della famiglia. Né i parenti né gli amici mi hanno sostenuto, dicendo che è pericoloso portare al mondo un bambino a questa età.

Le vicine di palazzo bisbigliavano alle mie spalle quando uscivo al negozio. Mi sentivo sempre più insicura.

È arrivato il secondo trimestre e dovevo fare un altro controllo.

Il medico, con aria seria, guardava lecografia e parlava con linfermiera di numeri e misure. Io rimanevo immobile, temendo anche il più piccolo sospiro.

Dopo mezzora, non potendo più trattenersi, ho chiesto:

Dottore, è un maschietto o una femmina?

È una femmina. Ma cè un problema.

Che cosa è successo? ho temuto.

Non si preoccupi, ma devo dirle che la feto presenta un difetto di chiusura del tubo neurale, una patologia grave. Alla settimana 23 il tubo dovrebbe essere chiuso; nel suo caso è ancora aperto. Il bambino rischia di nascere con disabilità.

Sono scoppiata in lacrime:

Non cè modo di salvare la mia bambina? Esistono cure?

Il dottore ha abbassato lo sguardo e non ha risposto.

Sono uscita dalla stanza e ho camminato lentamente lungo il corridoio dellospedale. Sembrava che il tempo si fosse fermato; non sentivo né vedevo nulla intorno.

Sembrava di essere in un sogno, di arrivare a casa ma di non voler più scendere dalla macchina. Ho pianto a dirotto.

Raccolte le lacrime, sono tornata al nostro appartamento. Massimo era a casa, scaldava la cena al microonde e guardava il telegiornale in cucina.

Non cerano bambini in casa.

«Il momento più propizio per parlare», ho pensato.

Oggi sono stata allecografia ho iniziato. Il dottore ha detto che sarà una bambina, ma ha dei problemi di salute.

Che problemi? si è irrigidito Massimo.

Un difetto del tubo neurale.

E che ha detto il dottor Alessandro?

Niente La dottoressa ha suggerito di abortire, ma io ho rifiutato il referto. Non posso farlo! È la mia figlia!

Sei impazzita! Sai cosa significa? Il bambino sarà disabile, se sopravviverà. Domani andiamo dal medico, prendo io il referto.

Non andrò da nessuna parte, Massimo. E non provarci a convincermi

Allora non contare su di me! Non voglio vederti soffrire e vedere soffrire anche la bambina!

Massimo è saltato dalla sedia, ha preso la valigia sportiva dal armadio e ha iniziato a fare le cose.

Massimo, cosa fai? ho gridato, singhiozzando mi lasci? Scappi dai problemi? La bambina è anche tua! Come puoi trattarci così con indifferenza?

Non intendo più tollerare questa situazione! Quando ho accettato che tu volessi tenere il bambino, pensavo fosse tutto a posto. Ora non seguirò più i tuoi capricci!

Hai pensato ai nostri figli più grandi? Hai mai visto un bambino con disabilità? Mia madre, sette anni dopo di me, ha avuto un figlio con una malformazione congenita; è vissuto solo sei mesi. Ricordo ancora quellorrore nella nostra famiglia. Mia madre non voleva più figli. Non lo farò. E porto via i ragazzi!

Massimo ha preso la borsa, ha indossato la giacca e se nè andato. Io non sono riuscita a fermarlo.

Mia madre, Teresa, è rimasta sbalordita nel vedere il figlio sulla soglia con le valigie.

Che è successo? Vi siete lasciati?

Sì, chiedo il divorzio. Giulia vuole dare alla luce una bambina malata, e a me non importa la sua opinione.

Figlio, madre e figlio sono un unico legame, non puoi decidere da solo. Calmati, ti preparo un tè.

Massimo, seduto, ha sospirato forte e ha chiesto:

Mamma, avresti portato al mondo Ivan, sapendo che è gravemente malato?

Certo! Speravo fino allultimo che ci fosse una possibilità di salvezza. Allora non si facevano ancora le operazioni al cuore. E lecografia non sbaglia mai? I medici del vostro ospedale non commettono errori?

Mi è tornato in mente che lanno scorso il vicino, il dottor Alessandro, aveva detto che il bambino aveva una difettosità al cuore, ma il maschietto è nato sano. Quella figura riceveva lamentele da molti pazienti. Ho deciso di approfondire.

Al mattino sono andato in clinica. Sono salito al secondo piano, ma la porta dellecografia era chiusa. Ho chiesto alla vicina dott.ssa:

Oggi non cè, mi ha risposto linfermiera, tutti i turni sono stati spostati, la macchina è rotta. È la terza volta che si rompe.

Il responsabile ha litigato, hanno comprato un apparecchio economico che si rompe sempre; oggi deve arrivare un tecnico dalla regione.

I dubbi sul referto mi hanno assalito. Il mio vecchio collega lavora in una clinica privata; ho deciso di portare Giulia lì.

Tornata dal supermercato, non mi aspettavo di trovare Massimo a casa. Lha guardata dritto negli occhi e ha detto:

Preparati, andiamo nella clinica privata. Vediamo cosa dicono.

Giulia si è vestita in fretta, ha preso la tessera sanitaria. Siamo usciti senza dire una parola.

Nella clinica privata lhanno accolta subito. La dottoressa ha osservato il monitor a lungo, poi ha detto:

Tutti i parametri sono nella norma, il bambino cresce secondo il termine. Nessuna anomalia. È una piccola molto vivace. Vuoi sentire il cuore?

Massimo e Giulia hanno annuito. Massimo, per la prima volta, si è commosso. Giulia ha chiesto chiarimenti sul precedente referto.

Ci avevano detto un difetto del tubo neurale.

Il tubo è chiuso, il bambino è sano e si sviluppa correttamente. Ecco il referto stampato.

Giulia è rimasta sollevata, il peso è sceso dalle spalle. Massimo lha stretta forte e lha baciata sulla guancia. Anche lui ha sentito un grande sollievo.

Ovviamente Annalisa ha fatto altri controlli completi, tutti confermavano che tutto andava bene.

La figlia di Giulia e Massimo è nata sana e felice. Alla dimissione cerano amici e parenti, anche quelli che prima le avevano consigliato di abortire.

Che somiglianza con te ha detto Teresa quando ha tenuto la nipotina in braccio. Guarda quegli occhi azzurri. Bravo, Massimo! Sono fiera di te!

Massimo ha amato la bambina fin dal primo sguardo e ha passato tutto il tempo libero con lei.

Che ne dici di guardare la TV insieme? ha scherzato Giulia, riferendosi a Darina, la nostra figlia più grande.

Dopo, ha risposto Massimo, con Darina abbiamo ancora tante cose da fare! Dai, piccola mia?

I fratelli più grandi, che allinizio avevano detto che non volevano un neonato, hanno organizzato un programma di passeggiate con la sorellina.

Giulia li ha lasciati tranquilli con il piccolo, sapendo che i ragazzi si prenderanno cura di Darina.

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