Massimo, che cosa è questa? chiese Martina, stringendo una camicia tra le mani. Che macchia rosa è? È del rossetto di qualcuno? Ah, sei rimasto a lavoro ancora
Martina, che dici? sbuffò il ragazzo, smistando le cose del turno. Sono appena uscito dal pronto soccorso. Che rossetto? Da noi al reparto cè solo uninfermiera, la signora Nadia. Davvero sono stanco.
Martina aggiustò le labbra, strappò la camicia e si diresse verso il bagno. Massimo sospirò gravemente.
Sono già più di sei mesi che Martina e Massimo escono insieme. E, a parte un piccolo gran bel guaio, tutto sembra perfetto: cè solo una cosaMartina è una ragazza davvero gelosa. Trova motivi di sospetto anche dove non ce ne sono.
Guarda, gemette Martina. Lui mi tradisce, lo so. Guarda qui.
Allungò la camicia alla sorella e incrociò le braccia, visibilmente turbata.
Chiara, la sorella, la osservò, annusò la macchia e scoppiò a ridere.
Che ridi? si offese Martina.
È solo una macchia di marmellata di frutta.
Martina strapò la camicia dalle mani di Chiara, la annusò. Lo stupore sul suo volto era mescolato a confusione.
È ora che ti calmi, le disse Chiara. Non capisco da dove ti venga questa strana diffidenza.
Martina si sedette di fronte a lei.
Non è che appena ci siamo messi insieme. Lho già tirato fuori da una relazione, confessò, guardando altrove. Capisci? Lui ha tradito la sua ex con me. Allinizio pensavo che non sarebbe mai più lasciato, ma poi ho capito che sì che se ne andrà. E
Questo non è un pretesto per parlare di tradimenti. Impara a fidarti.
Mi fido, ribatté Martina. Ma continuo a temere di perderlo.
Chiara scosse la testa, senza sapere cosa dire.
Dove eri? incrociò le braccia, chiedendo Martina. È già passata luna.
Massimo sospirò stanco.
Martina, mi hai lasciato uscire con gli amici. Abbiamo guardato la partita, ci siamo rilassati un po. Che cè di male?
Davide è a casa, ho chiamato Lucia. Dove sei stato le ultime due ore?
Davide è uscito prima, perché aveva promesso a sua moglie di tornare, e siamo rimasti Sergio e io. Martina, calmati. Vado a letto.
Massimo entrò in camera e si sdraiò. Voleva dimenticare, distrarsi dai suoi continui sospetti, tornare a sentirsi leggero come prima. Ma Martina, come al solito, rovinò tutto.
Martina uscì dal supermercato, fissata al cellulare, senza accorgersi di nulla intorno. Allimprovviso girò la testa e sbuffò: dallaltra parte della via, al collo di Massimo, cera una bionda che rideva e lui la stringeva forte.
Gli occhi di Martina si offuscarono, lanciò la borsa della spesa e corse verso il ragazzo. Afferò la mano della bionda e la tirò via.
Lo sapevo! urlò Martina. Lo sapevo che mi tradivi! Sei senza scrupoli! Mi hai mentito per mesi! No, scosse la testa. No, avevo ragione! Traditore!
Massimo la guardò cupo, le mani strette per la rabbia, gli occhi puntati sulla bionda, che non capiva nulla.
Martina
Non parlare. So cosa dirai. Non voglio sentirti scuse senza senso.
È mia sorella, cugina, intervenne Massimo.
Cosa? Martina rimase immobile.
È la figlia della zia Elena. La conosci. E Vicky è la mia sorella, siamo cresciute assieme. È meglio se torni a casa, ne parleremo lì.
Martina, sconvolta, si allontanò, lasciando a Vicky solo un timido scusa.
Ritornò a casa tardi. Era ferito, le labbra serrate a tal punto da farle quasi sparire, gli occhi evitavano Martina.
Massimo
Mi stanco, ammise. Non capisco perché sei così gelosa. Da quando usciamo insieme sento solo accuse, nei tuoi occhi cè sempre sospetto. Mi invidi per i pazienti, per le infermiere, per i medici, per ogni lampione. È oltre il limite Sono davvero esausto.
Massimo! gridò Martina. Vuoi lasciarmi? Ti prego Ti amo! Scusami, farò di tutto perché non succeda più. Ti prego
Martina si gettò quasi sul letto, afferrandolo per le mani e guardandolo negli occhi. Massimo provava pietà per lei; laveva amato davvero e aveva chiuso una relazione di cinque anni per stare con lei. Non aveva mai pensato di arrivare a questo punto, ma Martina lo aveva conquistato. Ora i dubbi lo divoravano.
Ti amo, sussurrò, stringendo la sua mano. Ma quello che fai è insostenibile. Non posso vivere così
Non lo farò più, implorò Martina, piangendo. Mai più. Stai con me. Non capisci, non riesco senza di te.
Massimo espirò, la avvicinò. Non poteva lasciarla, nemmeno dopo quello che aveva fatto.
Nei mesi successivi la loro storia fu serena; Martina non mostrava più gelosia, e lui godiva della compagnia senza dover correre al lavoro presto.
Arrivò lautunno, la stagione delle malattie, e i pazienti aumentavano. Massimo era stanco, cenava a casa e andava a dormire presto.
Martina ricominciò a sospettare. Allinizio cercò di credere a lui, di non chiedersi perché la sua camicia odorasse di profumi sconosciuti. Il reparto era per lo più femminile, quindi non cera nulla di cui preoccuparsi. Ma ogni giorno i dubbi crescevano, controllava le camicie, cercava indizi.
Una sera, dopo il turno, Massimo corse sotto la doccia, volendo uscire subito dal bagno. Aprì quasi silenziosamente la porta e vide Martina scorrere il telefono.
Martina Che fai?
Lei sbatté il telefono via.
Niente, dovevo solo chiamare.
Massimo notò il cellulare rosa sul letto.
Hai caricato il tuo?
È scarico.
Lo schermo di Xenia si accese, un messaggio apparve.
Davvero? Scarico? Allora menti anche tu. alzò le sopracciglia, sorpreso. Devo ancora scoprire qualcosa su di te?
Scusa, abbassò la voce Martina.
Hai trovato quello che cercavi? Il Mr. Pl? sbuffò Massimo, irritato.
Martina scosse la testa.
Massimo, senza parlare, prese la valigia e iniziò a fare le cose. Martina lo afferrò, cercando di fermarlo.
Ti prego, no! Non farlo. Non lo farò più. Ti credo, Massimo!
No, Martina, ti ho perdonato una volta, non voglio più inciampare. Sono stanco. Voglio vivere tranquillo, fidarmi e sapere di essere fidato. Questo non è vita
Dopo mezzora, Massimo aveva raccolto tutto. Martina rimase seduta sul letto, le mani sul grembo.
Ti amo davvero, ma non riesco più. E tu? Non cambierai.
Massimo lasciò lappartamento in affitto e tornò a casa dei genitori. Era davvero esausto.
La sfiducia distrugge sempre le relazioni, per quanto solide siano. Alla fine, ognuno giudica con il proprio riflesso. Forse Martina temeva che Massimo la tradisse, come aveva tradito la sua ex, ma è stato lei a sceglierlo. Senza fiducia non cè amore, né amicizia, né alcun legame. È stato il suo più grande errore.






