Loredana, rannicchiata, stava sul divano stringendo le mani al basso ventre. Sentiva un dolore sordo, come un promemoria costante di quello che la aspettava. Sempre la stessa sequenza: un forte crampo, poi il sanguinamento, lambulanza, lospedale e un vuoto dentro di sé. Era un aborto spontaneo, non cerano dubbi. Era il terzo in due anni, prima di quello cera una gravidanza bloccata, e ancora prima un aborto volontario. Quellaborto, quello che Loredana paga ancora oggi con limpossibilità di diventare madre.
Ha afferrato il cellulare e ha chiamato il 118. Dopo mezzora è stata caricata su unambulanza, e nel frattempo ha provato a chiamare Andrea, per dirgli che non sarebbe arrivata a cena.
Di nuovo? ha chiesto lui, ma Loredana non ha risposto. Le lacrime le rigavano le guance: disperazione e delusione verso se stessa. Quante volte ancora? Perché sempre la stessa cosa? Si chiedeva se avesse capito il perché di questi eventi ricorrenti. Se non si fosse messa sotto le mani di quel medico poco raccomandabile, le cose sarebbero andate diversamente. Con Andrea avrebbero potuto avere già un bambino di cinque anni. Ma il bambino non cera e, a quanto pare, non arriverà mai.
Che male! ha strillato, mentre il dottore le aggiustava la flebo e la guardava con indifferenza.
I due giorni in reparto sono sembrati uneternità. Poi la dimissione, Andrea con un mazzo di rose, tutto di nuovo come in un copione.
Sembri pallida, le ha detto, e Loredana ha sorriso a malapena. Non cerano motivi di gioia: non poteva dare a suo marito un figlio, era evidente.
Sulla via di casa, seduta accanto a lui, Loredana stringeva tra le dita il mazzo di rose e, voltandosi verso Andrea, ha detto:
Non voglio più provarci. Non riuscirò a darti un bambino.
Non dirlo così, andrà tutto bene, ha tentato di incoraggiarla il marito, ma lei ha solo sorriso amaramente.
Tu ci credi davvero? Cinque anni di promesse. Ho quasi trentanni, tu quasi trentacinque. Basta, ho smesso di fare la futura mamma. I medici dicono che le probabilità non ci sono più, forse è il momento di ascoltarli.
Lora, avremo figli, ha replicato Andrea, ricorda le parole del professor Ricci. Lui diceva che cerano speranze se si rispettavano le sue indicazioni.
E dove sta ora il tuo professore? ha chiesto Loredana, agitata. È morto da tempo, dove sono le indicazioni che devo seguire? Sono sparite con lui! Basta, Andrea, non voglio più farti soffrire, né me stessa.
E cosa vuoi dire? ha increspato il volto il marito, senza distogliere lo sguardo dalla strada.
Loredana ha fatto un respiro profondo e ha voltato la testa altrove.
Rompiamo. Tu troverai una donna che ti darà un figlio, tutto andrà bene per te. Non merito la tua pazienza, il tuo affetto. Sono vuota, la vita non può trattenersi in me, non valgo nulla.
Mentre parlava, le lacrime le salivano alla gola. Andrea le ha preso la mano, lha avvicinata alle labbra:
Non dire sciocchezze. Ce la faremo. Ci sono persone che vivono senza figli, e noi possiamo essere felici lo stesso. La felicità non sta nei bambini.
Né nei numeri, ha risposto Loredana tra i singhiozzi, basta, Andrea. Non voglio toglierti la gioia di essere padre.
Non voglio toglierti la felicità di famiglia, ha interrotto lui.
Era tutto quello che cera in lui: lamore per sua moglie, la pazienza per i suoi capricci, la volontà di sopportare tutto solo per averla accanto. Aveva lottato a lungo per conquistarla, scacciato i rivali, e, una volta sposata, aveva deciso che non gli serviva altro per essere felice, se non quel piccolo granello di amore che però la vita non gli aveva ancora offerto.
Andrea conosceva la storia di Loredana. Sapeva che prima di lui era stata sposata con un uomo più grande, costretta a sposarlo dal padre tiranno, e che da quelluomo aveva fatto un aborto fallimentare. Tutto quello era finito nel presente, ma non cera più nulla da cambiare. Loredana era da tempo sposata con Andrea, non parlava più del padre, e quasi non sapeva nulla della sorellina minore.
Non mi sorprende se un giorno il padre cercherà di farle sposare un altro uomo per i suoi interessi, aveva detto lui.
La sorella più giovane di Loredana aveva ventidue anni, era bella e sveglia, proprio come la sorella maggiore, ma più docile alle richieste del padre. Il padre alleva le figlie da solo, le ex mogli non hanno più alcun ruolo, perché il tiranno lo decide. Lui controlla le figlie come i suoi affari: tira le corde come un burattinaio, prende decisioni e le costringe a fare ciò che vuole.
Loredana era scappata dal padre a ventiquattro anni, aveva incontrato Andrea e aveva tagliato tutti i contatti. Da allora lui le aveva proibito di parlare con la sorellina, così quando, una mattina, sulla porta di casa è comparsa Oriana, la sorella maggiore è rimasta senza parole.
Che succede? ha chiesto subito, ma non ha notato subito il pancione in evidenza.
Sono scappata dal papà ha singhiozzato Oriana, gettandosi tra le braccia di Loredana. Dopo una settimana dal ritorno dallospedale, Loredana si era calmata un po, ma ora ecco linaspettato.
Cosa voleva fare? ha chiesto Loredana.
Voleva Voleva che io facessi un aborto.
Madonna, sei incinta! ha esclamato Loredana, guardando la sorella. E da chi?
Non importa, Loredana, non importa. È per amore. Lui è già sposato, non vuole un figlio. Papà mi ha detto che o faccio laborto o mi porta di forza dal medico.
Le due donne hanno pianto insieme. Oriani era così fragile, così indifesa, così cara. Non si vedevano da più di cinque anni, e Oriana era passata dal brutto anatroccolo al cigno. Ma il legame col padre continuava a soffocare, e Loredana temeva che, tra qualche giorno, la sorella tornasse da lui. Non poteva permetterlo.
Andrea ha accolto la comparsa della sorellina con calma. Non si è mai opposto a nessuna decisione di Loredana, perché lamava troppo per contraddirla, e Loredana non ha mai usato questo amore contro la loro vita di coppia.
Una settimana dopo, Oriana ha deciso che non poteva più soffrire per il padre.
Non ti lascerò andare! ha urlato Loredana, afferrando le mani della sorella. Vuoi che lui ti faccia del male a te e al bambino? Pensa al futuro, pensa al figlio.
È troppo tardi per laborto, non può costringermi, ha risposto Oriana con decisione. Nessun medico mi accetterà alla ventunesima settimana.
E le nascite artificiali possono avere complicazioni! ha ribattuto Loredana. Non capirai nulla. Ti daranno una pillola nel tè e poi nascerai. Sai comè? No, non lo sai! Io lo so!
Le lacrime di Loredana hanno convinto Oriana a restare. La sorellina è rimasta, ma continuava a pensare al padre e a sentirsi in colpa con lui.
Oriana ha partorito a luglio e subito ha voluto tornare a casa. Loredana ha preso il neonato, lo ha avvolto a sé:
Non ti permetterò di portare il bambino a quel bastardo! Vuoi che il papà cresca il suo figlio come un mostro, come lui? Se vuoi, vattene, non gli darò Sergio.
Oriana ha scrollato le spalle:
Voleva solo che tornassi, ma senza il bambino. Tu sei comunque una parte di quella storia, prendi quel piccolo pianto e tienilo per te.
Loredana ha capito che Oriana era semplicemente depressa postpartum. Un mese, forse più, sarebbe tornata a chiedere il bambino. A lei piaceva tenere quel piccolo esserino tra le braccia, annusarne il profumo, ascoltare i suoi gorgheggi.
Capisci che lo prenderà, ha detto Andrea con cautela, prima o poi Oriana tornerà per il figlio.
Lo so, ha risposto Loredana, ma dentro sentiva un dolore lacerante. Sui fogli lidentità di Sergio era a nome di un altro, e non cera alcuna garanzia che il padre apparisse.
Così è andata. Il papà di Oriana ha chiamato Loredana, urlando al telefono, minacciandola di vendetta:
Se non mi restituisci il nipote, ti strappo la testa, a te e al tuo marito.
Loredana ha ascoltato il padre, il sangue le gelava, e aspettava larrivo del suocero giorno per giorno. Voleva afferrare il bambino, fare le valigie e scappare via. Se non fosse stato per Andrea, pronto a difenderla a qualsiasi costo, avrebbe già fatto tutto. Era pronta ad affrontare il padre, ma temeva tremendamente il suo sguardo. Lincontro non è mai avvenuto.
Al suo posto è avvenuto un incidente: Oriana e il padre, sulla loro auto, sono morti sul colpo. Sergio è rimasto con Loredana, che ha iniziato la pratica per laffido al nipotino. Nessuno più lo rivendicava, così Loredana ha avuto finalmente una possibilità di avere un figlio. La vedeva come lultima speranza. Andrea non si è opposto, sapeva che non avevano altra via.
Le pratiche burocratiche hanno richiesto tempo; Loredana ha corso da un ufficio allaltro per sistemare i documenti di Sergio. Sentiva la mancanza della sorella, provava una certa compassione per il padre, ma ora al suo fianco cera un bambino che poteva quasi considerarsi suo, quasi suo figlio. Era così simile a Oriana.
Tra una scadenza e laltra, Loredana ha dimenticato la visita di routine dal ginecologo. La dottoressa lha rimproverata, poi ha chiesto:
Hai qualche ritardo mestruale?
Loredana ha alzato le spalle:
Sì, ma è colpa dello stress, lo sai.
Che stress! ha sbottato la dottoressa. Hai fatto il test?
Loredana ha negato con la testa.
Corri allecografia! ha ordinato la dottoressa.
Era la tanto attesa gravidanza. Non una qualsiasi, ma oltre le dodici settimane.
È la prima volta che porti un bambino così avanti, ha detto la dottoressa, è un buon segno. Riposa.
Che vuoi! Ho già un bambino tra le braccia.
Hai un bambino dentro di te! E un marito, che ti aiuta mentre ne porti uno fuori. Guarda lo schermo! Il piccolo è sano, merita di vivere.
Loredana ha accettato. Due mesi dopo è uscita dallospedale, con la gravidanza salvata e la certezza che tutto andrà bene. Alluscita laspetta Andrea con un mazzo di fiori, ma anche con un passeggino. Dentro cè Sergio, che gionglia felice al vedere Loredana. Lei accarezza il pancione, abbraccia il marito, poi il figlio. Dentro di lei vibra una bambina che nascerà tra qualche mese. Lultimo, felice, colpo di fortuna: il sogno che era rimasto in attesa si avvera, e il futuro sembra finalmente più luminoso.






