La verità a volte è più dolorosa della menzogna.
Allora, Loredana, ascolta bene. Pensa quello che vuoi di me, ma non riuscirai mai a dimostrare nulla. Non hai testimoni, e Francesco mi crede. Se vuoi restare nella nostra famiglia, dovrai accettare: pulire, cucinare e tenere la bocca chiusa. È chiaro?
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Loredana si è sposata con Francesco qualche anno fa. Poco dopo è nato il loro figlio, Daniele, che ora ha già sei anni. Entrambi lavoravano, cercando di garantire alla famiglia tutto il necessario senza cadere nella povertà.
Vivevano modestamente ma in armonia: Loredana si occupava di casa e del bambino, faceva il contabile in una piccola impresa, mentre Francesco era ingegnere. Sembrava che le cose procedessero come dovrebbero.
Un giorno, però, alla madre di Francesco Gianna è stata diagnosticata una coronaropatia ischemica, che richiedeva cure costanti, assistenza e molta delicatezza. La donna ha dovuto lasciare il lavoro e da allora dipendeva completamente dal figlio.
Loredana cercava di aiutare Gianna per quanto le era possibile: dopo il lavoro la raggiungeva con la spesa, preparava zuppe e brodi. Talvolta portava con sé Daniele, perché non cera nessuno a cui affidarlo per la sera. In altri giorni era Francesco a farle visita.
Allinizio tutto sembrava naturale. Ma col tempo la tensione è aumentata. I soldi scivolavano più velocemente: medicinali, terapie, alimenti speciali. Francesco, senza tante parole, devolveva una parte dello stipendio a sua madre, e Loredana accettava. Presto però si rese conto che per le proprie necessità i fondi cominciavano a scarseggiare. Francesco, a quanto pare, non colse il problema.
Daniele aveva bisogno di scarpe nuove, lattività sportiva era diventata più costosa, la lavatrice si è rotta. Il tutto si faceva beffare. Loredana, che da più di cinque anni indossava lo stesso cappotto invernale, aveva urgente bisogno di sostituirlo. Ma al posto di quello, sentiva sempre da suo marito:
Tieni duro. Ora è la mamma la priorità.
E taceva, sapendo che la salute è prima di tutto. Dentro di lei però cresceva un peso sempre più opprimente. Non sapeva quanto sarebbe durata quella situazione né cosa le riservasse il futuro.
Un giorno, poco prima di una festa, Loredana aveva un turno ridotto al lavoro. Allora, dalla voce di Gianna, udì qualcosa che la lasciò sconvolta.
Quel giorno Loredana ricevette un bonus. Non era una cifra enorme, ma era una somma gradita, di cui non si aspettava. Immaginava già la serata: al tramonto, Francesco e lei avrebbero fatto addormentare Daniele, stappato una bottiglia di vino, affettato formaggio, salame e frutta, per poi stare insieme come ai vecchi tempi, lontani dalla stanchezza e dalle mille incombenze.
Con quel pensiero, entrò al mercato, comprò verdure fresche, erbe aromatiche, latte. Pensò: «Porterò tutto a Gianna e poi tornerò a casa per preparare la nostra serata».
Aveva una chiave di casa della suocera, per ogni evenienza. Così, senza fretta, aprì la porta ed entrò. Dalla cucina arrivava un suono. Inizialmente credette fosse la televisione, ma avvicinandosi si fermò come ipnotizzata.
Gianna era appoggiata al davanzale di una finestra socchiusa, una sigaretta tra le dita, il fumo che si disperdeva fuori. Nellaltra mano teneva il cellulare.
Certo, continuerò a fare finta ancora per molto, disse con voce rauca al telefono. E poi? Il figlio mi aiuta, la nuora mi salta addosso. Non rinuncerò a nulla. Grazie, Veronica, per avermi fatto il certificato.
Loredana sentì il mondo girare. Quelle parole le colpirono come un pugno. Indietreggiò, sbattendo la schiena contro il telaio della porta, e il sacchetto della spesa le scivolò dalle mani. Pomodori e mele rotolarono sul pavimento, spargendo un piccolo caos.






