Il seguito della storia.

15 aprile 2024 Diario

Sono sceso lentamente sullerba perfettamente tagliata, come se stessi salendo sul palcoscenico di una commedia antica. Ogni mio passo era misurato, freddo, calcolato. Sapevo bene che non si trattava di un semplice ritorno; era la mia vendetta.

Lo sguardo del vecchio Lorenzo bruciava quasi come una torcia. Stringeva la sua mazza con una forza tale che le dita gli si tinsero dalbicocco. Nei suoi occhi cerano tutte le cose: rabbia, disprezzo, e quel bagliore predatore che per decenni aveva schiacciato chiunque gli fosse capitato sotto il tallone.

Da comprare? sbottò beffardo. Fanciulla, queste case sono della mia famiglia. Della mia stirpe. Finché sarò vivo, resteranno qui.

Fiammetta si avvicinò un passo in più.

Proprio per questo, disse con voce bassa. Perché non ti rimarrà molto tempo da vivere.

Le labbra delluomo tremarono. Voleva ridere, ma un colpo di tosse lo fermò. Gli anni, il vino, il peso del potere lo avevano consumato.

Dietro le recinzioni dei vicini comparvero volti curiosi. Tutti osservavano la scena, nessuno osava intervenire, ma la curiosità era più forte della paura.

Sei impazzita, Fiammetta, gracchiò il vecchio. Nessuno ti venderà nulla.

Fiammetta tirò fuori una cartellina dalla borsa.

Questi sono contratti. Ho già acquistato metà della via. La signora Valeria era sommersa dai debiti, suo figlio annegò in un credito. Il signor Stefano ha fallito la sua ditta. Tutti sono venuti da me.

Gli occhi di Lorenzo scintillarono.

Bugia!

Fiammetta aprì la cartellina e mostrò le copie.

È solo linizio. Ma tu, signor Lorenzo, custodisci segreti che valgono più di questi muri.

Il vecchio vacillò.

Che tipo di segreti?

Il sorriso di Fiammetta era gelido.

Pensavi che non sapessi nulla. So che ti sei vedovo in un certo periodo. So che mia madre sparì una mattina e tu dicesti che fu un infarto. Nessun autopsia. Nessuna domanda. Hai pagato medici e poliziotti.

Un mormorio si levò nel quartiere. Dietro le finestre scintillavano sguardi spaventati.

Bugia! urlò Lorenzo. Tutti sanno che era malato

Malato? interruppe Fiammetta, aspra. O forse ti è bastata la tua ricchezza per stare a galla?

Luomo si contorse, ma presto riacquistò la voce.

Non hai prove.

Fiammetta alzò la mano.

E questa?

Estrasse un taccuino dal copertina logora. Il volto di Lorenzo divenne grigio cenere.

Questo

Sì. Il diario di mia madre. Lho trovato in una cassa di un lontano parente. Dentro cè tutto: le sue paure, i suoi lamenti. Scriveva che le avresti infilato una pillola nel tè per farla apparire debole. Scriveva che avresti falsificato il suo testamento.

Gli occhi di Lorenzo si spalancarono. La mazza gli scivolò di mano, quasi cadde a terra.

Bugia ogni cosa è bugia

Fiammetta scrollò le spalle.

Forse. Ma sai cosa amano i giornalisti? Storie come questa. E soprattutto quelle supportate da documenti.

Un silenzio tombale avvolse la strada. Solo il vento frusciava tra i rami.

Lorenzo sollevò la mano, come per colpire, ma tremò. La mazza gli sfuggì e cadde, mentre lui si accasciò sul marciapiede davanti al portico. Il suo volto era distorto, la dignità sostituita da impotenza. Il capo del clan appariva per la prima volta vulnerabile.

Questa è la mia via ringhiò, ansimando.

Non più, rispose a bassa voce Fiammetta.

Si voltò e si diresse verso la sua auto.

Allimprovviso, le persone delle case vicine uscirono in massa. La signora Valeria, pallida, capelli sciolti, stringeva una carta.

Ha ragione! esclamò. Gli ho venduto tutto non riuscivamo più a pagare i debiti

Poi apparve lo signor Stefano, lo sguardo abbassato.

La mia impresa è crollata, mormorò. Anche io ho firmato.

Il frastuono della folla crebbe. Alcuni piangevano, altri imprecavano. La strada, prima impeccabilmente pulita, ora crollava sotto il peso delle menzogne.

Accesi il motore. Nellultima retrovisione vidi ancora limmagine di Lorenzo, immobile come un idolo spezzato, circondato dalla sua famiglia che tentava di salvare i resti.

Un dolore che porto da anni mi stringeva il petto, ma per la prima volta non mi assalì. Il dolore non mi dominava più.

Le mie mani afferrarono il volante con calma. Sapevo che non sarei tornato indietro invano.

Trentanni prima mi erano cacciato da quella via come spazzatura.

Oggi, sono io il nuovo signore di quella strada.

**Lezione:** la vendetta più efficace non è fatta di colpi, ma di verità scritte su carta, fredde come il marmo, e del tempo che, infine, porta ogni inganno al suo giusto posto.

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