— Mamma, ci siamo divertiti nella nostra casa di campagna, tornate indietro, — la nuora ha cacciato la suocera dal suo terreno.

Ricordo ancora come Ginevra non riusciva a credere a ciò che stava accadendo. Dopo dieci lunghi anni di sogni e di ostacoli mutui, figli a scuola, crisi economiche una dopo laltra finalmente sembrava che avessero conquistato una piccola casa di campagna tutta loro. Guardavano i conti bancari e, con la consapevolezza di chi ha atteso troppo a lungo, decisero: Adesso o mai più.

Alessandro lavorava in una compagnia di assicurazioni, una vita ordinaria, mentre Ginevra era massaggiatrice per bambini. Guadagnava bene, ma il sogno di una casa fuori città era ancora lontano. Il destino, però, fece un colpo: nello stesso periodo morirono la nonna di Ginevra e la nonna di Alessandro. Entrambe lasciarono in eredità un appartamento in piccole città di provincia, una a Bergamo e laltra a Pordenone.

Dopo lunghe discussioni la coppia decise di vendere entrambe le unità, aggiungere i proventi e inseguire il desiderio di comprare un terreno. Lofferta arrivò rapidamente; in inverno pochi vogliono sbarazzarsi di un immobile, tutti attendono la primavera per i lavori di campagna. Alessandro, però, non si lasciò convincere a rimandare.

Dopo cambieremo idea, troveremo mille scuse e rimarremo senza la nostra casa di campagna borbottava lui.

Ginevra, totalmente daccordo, rispondeva: È il momento giusto!. Il terreno si rivelò perfetto: elettricità, gas e tutti i collegamenti già presenti. Restava solo alzare un piccolo casolare per lestate.

Con larrivo dei giorni più caldi Alessandro prese le ferie e, insieme al suo amico Nicola, si mise a costruire. Lavorarono con costanza, senza interruzioni né weekend, e in un mese la giovane famiglia festeggiò il nuovo nido.

Non cerano ancora camere da letto; sul pavimento stesero materassi gonfiabili e portarono coperte calde dalla città. Limportante era che nella casa cerano una stufa e lacqua corrente; il resto lo avrebbero completato più tardi.

Allora, Alessandro, i miei complimenti! brindò Nicola, alzando il bicchiere.

I due si servirono una porzione di spiedini, ben conditi con cipolla e ketchup, e la mangiarono con gusto.

Chi avrebbe mai pensato che tutto si sarebbe risolto così in fretta! esclamò Ginevra, gli occhi pieni di stupore. Nemmeno a Capodanno immaginavo di avere una casa di campagna, e ora è qui, guardate! indicò il casolare.

Il crepuscolo calava, ma il gruppo non voleva andarsene; continuò il pic-nic improvvisato allaperto.

Allora squillò il telefono. Rosanna, la madre di Alessandro, con voce dolce e affettuosa chiese:

Figliolo, come vanno le cose?

Se quella dolcezza nascondeva un trucco, era perché stava tramando qualcosa.

Tutto benissimo, mamma! rispose Alessandro, radioso.

Lo sapevo. I nipoti hanno detto che avete comprato una casa di campagna?

Sì, non solo una casa, ma una vera residenza rurale! annunciò Alessandro con orgoglio.

Oh, lo dirai anche tu, rise la suocera, ma subito il tono si fece più serio. Bene, complimenti a entrambi…

Mamma, come stai tu? si fermò Alessandro, improvvisamente preoccupato.

A questetà le cose non sono più le stesse I medici mi hanno consigliato riposo, tranquillità, niente stress. Ma dove trovarlo? Le cure termali sono care, non le posso permettere spiegò Rosanna, con un velo di malinconia.

Allora vieni da noi! propose Alessandro con entusiasmo.

Oh, figliolo! Come se non aveste nulla da fare senza di me! E Ginevra si opporrebbe cominciò a rifiutare Rosanna.

Mamma, basta. Vieni, è così.

Va bene, Alessandro, verrò, visto che insisti. Farò la torta al limone, la tua preferita.

Quando Alessandro comunicò a Ginevra limminente arrivo di sua madre, lei non sembrò molto contenta.

Diciamo che abbiamo la casa di campagna e i medici le raccomandano di riposare in natura? osservò Ginevra con sarcasmo.

Sì, rispose Alessandro semplicemente.

Non è strano, vero?

No, ha la pressione alta.

Capisci? Non vuole curarsi, ma venire a vedere la nuova casa con i propri occhi!

Smettila. Verrà, farà un giro di una settimana e tornerà a casa.

Hai dimenticato ciò che è successo durante la sua ultima visita?

Alessandro, davvero, non ricordava; Ginevra, invece, la ricordava benissimo. Allora Rosanna aveva tentato di rovinare il loro matrimonio: spargeva pettegolezzi, cercava di far litigare la coppia, insinuava che il figlio maggiore non fosse di loro sangue. Non esitava a piccoli sabotaggi: un po di sale nella zuppa, bicarbonato al posto della zucchero a velo. Ginevra, esausta, laveva mandato via con il primo treno.

Ginevra non dubitava che, questa volta, Rosanna avrebbe di nuovo cercato di creare scompiglio. Ma non voleva mettere Alessandro contro la madre. Forse, pensò, questa volta la fortuna sarebbe stata dalla loro parte.

Oh, che posto incantevole, ragazzi! Un angolino paradisiaco! Aria fresca, alberi, quel casolare così carino esaltò Rosanna, ammirando il nuovo terreno. È stato Ginevra a suggerirlo, vero? È una vera ingegnata! Tieniti forte, Alessandro, una moglie così è difficile da trovare!

Che novità, Rosanna? Da dove nasce questo cambiamento? chiedé Ginevra, sorpresa.

Tu sei sempre stata la mia preferita. Alessandro è un po goffo, ma la nuora è doro. Abbiamo avuto difficoltà, ma le abbiamo superate. Chi ricorda il passato

Quindi sono io la goffa? rise Alessandro.

Sì, ma sei il mio amato sorrise Rosanna. A proposito, cosa cè per cena?

Spiedini tutti i giorni! rispose Ginevra, sorridendo. Sperate di non farci storcere il naso, altrimenti non potremo più cucinare allaperto.

Con piacere. Lultima volta ho assaggiato una grigliata a Napoli. Alessandro allora andava ancora a scuola. Ti immagini quanti anni sono passati?

Allora, Alessandro, occupati del barbecue. Io mi occupo della carne in frigo.

Posso accompagnarti? Voglio dare unultima occhiata alla casa.

Certo, prego! annuì Ginevra.

Quella volta Rosanna sembrava cambiata: era allegra, scherzosa e soprattutto calorosa con Ginevra. Questultima concluse che il tempo aveva ammorbidito la suocera; forse i vecchi rancori lavevano spinta a riflettere. Dopotutto, non voleva rovinare il matrimonio con Alessandro: erano insieme da anni, avevano figli adulti e ora una casa di campagna. Ginevra non era solo una nuora buona, era pratica, fedele, lavoratrice e ottima cuoca.

Mentre Alessandro e Rosanna andavano a prendere i piatti, il cellulare squillò e rimase fermo sul tavolo. Ginevra, curiosa, lesse il messaggio:

«Quando torni in città? Hai già raccontato a tua madre di noi? Aspetto notizie. Baci.»

Il telefono cadde sul prato. Il pensiero di Ginevra si fece caotico, una preoccupazione dopo laltra.

«Cosa dire ai figli? Come dividere lappartamento? Chi è quella donna? E soprattutto, come ha potuto fare Alessandro?»

Ecco i piatti! posò Alessandro sul tavolo.

Devo uscire per un attimo disse Ginevra, doveva lavarsi con acqua fredda per rinfrescarsi.

Si precipitò al lavandino.

Che succede? chiese Rosanna, quasi inciampando e facendo cadere una bottiglia di ketchup.

Ginevra, disperata, mescolava le lacrime con lacqua. Dopo un minuto si asciugò il viso con un asciugamano.

Alessandro ha qualcuno.

Figlia mia, vieni qui. la avvolse la suocera in un abbraccio.

Ginevra rimase sorpresa dal suo tono.

Perché non ne hai parlato?

Lo sapevo, ma speravo che si rimedia. Voi due vi siete conosciuti alluniversità, avete figli, una casa di campagna. Ti dico solo: è un po goffo.

Ginevra ricominciò a piangere. Se Alessandro laveva detto alla madre, allora la situazione era seria e il loro matrimonio sembrava ormai irrecuperabile.

Ascoltami. Calmati, asciuga le lacrime. Non vuoi creare scenate, vero?

Ginevra annuì, asciugandosi il viso.

Decideremo più tardi cosa fare. Non lo cederemo a quella donna.

Quelle parole le diedero un po di sollievo.

Il giorno dopo Alessandro partì per la città per le cose più calde, diceva, dopo aver sentito le previsioni di un possibile freddo. Ginevra però conosceva il vero motivo, ma tenne la bocca chiusa come avevano concordato.

Mentre lauto scompariva dietro la curva, Rosanna si sedette accanto a Ginevra sulla veranda e le svelò il suo piano.

Devi trovare un uomo.

Cosa?

Non necessariamente una relazione seria. Basta che Alessandro provi gelosia. A volte il marito si abitua alla moglie, e poi guarda altrove. Se vede che anche tu sei desiderabile, forse tornerà a interessarsi a te.

Ginevra rimase sbalordita, ma Rosanna continuò.

E chi abbiamo in mente?

Che ne dici di Kole? È scapolo, ti ha aiutato a costruire la casa.

Chiama e invita. Spiedini, bevande, un vestito corto. Così Alessandro, al ritorno, vedrà che il suo posto è occupato! sorrise la suocera con fare beffardo.

Sorprendentemente, Nicola accettò linvito, nonostante fossero quasi sconosciuti. Arrivato, chiese subito:

Dovè Alessandro?

Arriverà più tardi. Non so grigliare, servono le mani maschili rispose timidamente Ginevra.

Rosanna osservava dalla finestra.

Un bicchiere di vino? afferrò Nicola la bottiglia.

Con piacere, ma mangiate qualcosa di più sostanzioso, altrimenti mi ubriaco subito ribatté Ginevra, flirtando.

Sei bellissima, Ginevra le porse una ciotola di frutta. Peccato che non abbia una donna così per me. Ma non dirlo ad Alessandro, è solo un pensiero ad alta voce.

Il rossore le arrivò alle guance. Non si aspettava questo svolgimento, ma se Nicola avesse insistito? Alessandro sarebbe tornato presto; a lei non importava più.

Mentre sorseggiava, il rumore di unauto in avvicinamento la fece sobbalzare. Alessandro frenò bruscamente, quasi colpendo il proprio cancello.

Che cosa sta succedendo qui in mia assenza?! urlò, scendendo dallauto.

Alessandro, perché torni così presto? chiese Ginevra, sorpresa.

Mia madre ha chiamato e ha detto che subito dopo la mia partenza è arrivato un amante! E chi è? Il mio migliore amico Nicola!

E a te cosa importa? Sistemati con la tua passione. Io sarò presto una donna libera.

Con quale passione?

Con quella a cui sei corso in città oggi! Ho visto il tuo messaggio.

Anchio lho visto, ma pensavo fosse un errore di numero. Non ho nessuno, Alessandro cercò di calmarsi, ma la confusione rimaneva.

Allimprovviso Ginevra si ricordò e guardò fuori dalla finestra. Rosanna tirò in fretta le tende.

Mamma! Usciamo subito!

Oh, stavo solo scherzando! scoppiò la suocera in una risata, asciugandosi le lacrime col fazzoletto. Avreste dovuto vedere le vostre facce!

Credete davvero che distruggere una famiglia sia uno scherzo? ribatté Ginevra, incandescente.

Va bene, me ne vado, poi ne parleremo si affrettò Nicola, ma ormai tutti lo ignoravano.

È stato tutto organizzato da te? E quel messaggio?

Sì, è stato il mio. Ho due telefoni, ammise Rosanna senza alcuna vergogna.

Mamma, non è divertente. Ho quasi perso la famiglia e lamico disse Alessandro seriamente.

Ma non lho perso! In realtà sto rafforzando il vostro legame! È solo che mi annoio in pensione.

Continuate a divertirvi, ma non qui. Alessandro porterà via le tue cose e domani ti accompagnerà alla stazione dichiarò fermamente Ginevra.

Afferrò Rosanna per il braccio e la condusse verso il cancello.

Mi state cacciando fuori? la suocera capì a malapena il senso delle parole.

Mamma, sei già abbastanza divertita nella nostra casa di campagna. Esci, per favore la nuora concluse, senza mezzi termini.

E dove dormirò?

Nel tuo auto. Non è inverno, non congelerai.

Il mattino seguente Alessandro accompagnò Rosanna alla stazione e la mise su un treno. Il viaggio fu silenzioso, entrambi persi nei propri pensieri.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

15 − 9 =

— Mamma, ci siamo divertiti nella nostra casa di campagna, tornate indietro, — la nuora ha cacciato la suocera dal suo terreno.